Pregate non più di due o tre alla volta sennò si fa confusione“. Aldo Biscardi non è mai stato banale da vivo. E non lo è neppure da morto. Perché anche ora che non c’è più, il noto (e amato) giornalista, autore televisivo e conduttore televisivo italiano, riesce a strappare un sorriso a chi lo va a trovare (e sono decine di persone, tutti i giorni), nel cimitero di Larino.

L’epitaffio che campeggia sulla lapide, infatti, è alquanto originale. E riprende un leitmotiv della conduzione del suo programma più riuscito e apprezzato: il Processo del lunedì. La sua creatura: un po’ calcio e un po’ spettacolo, un po’ discussione sportiva e un po’ talk show. E quando gli animi si scaldavano, Biscardi gongolava ma poi si lasciava andare a una frase che è diventata un tormentone: “Non parlate più di due o tre persone alla volta sennò si fa confusione”.

Ora quell’espressione lo accompagna, nella sua Larino. Una incisione in corsivo sulla lapide realizzata in marmo di Carrara: voluta dai suoi familiari, ma pare ci sia lo zampino dello stesso Biscardi nella scelta. Del resto, il giornalista televisivo – morto a 87 anni nell’ottobre scorso – aveva sempre saputo trasformare i suoi “difetti” in punti di forza, dimostrando una autoironia da fare invidia. Arrivando anche a fare da testimonial a un dizionario per imparare la lingua inglese, concedendosi un esilarante “Denghiu”.