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Aleppo, un cimitero a cielo aperto. Vi racconto la carneficina in Siria

In Siria continua la carneficina. Solo due giorni fa sono state uccise più di 201 persone, donne, bambini e anziani; la città maggiormente colpita è quella di Aleppo, che ormai è diventata un cimitero a cielo aperto. Nessuna associazione umanitaria – perfino la Croce Rossa Internazionale – riesce ad intervenire per aiutare la popolazione e per tirare fuori intere famiglie da sotto la macerie dei palazzi bombardati con i cacciabombardieri del regime. L’unica zona risparmiata era quella curda.

Dopo un anno dalla guerra civile, il regime si è ritirato dal Kurdistan della Siria, e i partiti curdi hanno cercato di amministrare la popolazione. Pochi sanno che in Siria il 10% della popolazione è curda e l’idea di un eventuale Kurdistan libero che potrebbe veder la luce in seguito alla caduta del regime di Assad sicuramente non piace per niente al governo turco.

Infatti, da tempo il governo di Erdogan sostiene le varie organizzazioni islamiche che dovrebbero lottare contro il regime dittatoriale di Assad ma continuano a far la guerra contro la popolazione curda, in primis l’organizzazione terroristica Al Nusra, vicino Al-Qaeda.

Solo cinque giorni fa nella zona di Ras al Hayan, hanno sgozzato tre giovani curdi, bruciando interi villaggi. Con la loro mente perversa hanno fatto “Fetwa”: uccidere un curdo non è proibito e violentare la loro donne non è peccato. Qui alcune domande sorgono spontanee:

Erdogan cos’ha da spartire con queste organizzazioni terroristiche? Il governo di Ankara non è impegnato a risolvere la questione curda in Turchia? Infine, perché dovrebbe avere “paura” della creazione di uno stato curdo?

I Curdi, soprattutto attraverso l’esperienza irachena, che sta arricchendo la Turchia dal punto di vista economico e che hanno dimostrato di essere un elemento di rinnovamento e di stabilità, sono i primi ad essere interessati alla democratizzazione della regione.


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