Arte e cultura de L’Aquila elementi della sua identità

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Non dimenticherò mai il fatto che uno dei primi incontri che ho svolto da ministro dei beni culturali sia stato a L’Aquila, il 5 maggio 2013, un giorno in cui la città era gremita di storici dell’arte, senza distinzioni tra insegnanti di scuola, professori universitari, funzionari del ministero, studenti, dottorandi. Erano tutti per le strade e in assemblea nella chiesa di San Biagio, a discutere di come sarebbe stato possibile ricostruire la città nel rispetto della sua storia. Erano già passati 4 anni dal terremoto.

Ricordo il dolore fortissimo nel vedere la città ferita, ferma al giorno del terremoto, ma anche l’emozione, altrettanto profonda, di scoprire la volontà dei cittadini di riconoscersi intorno alla storia e ai valori dei propri monumenti.

Oggi, a sette anni dal terremoto e a tre da quella visita, penso ancora che l’arte e la cultura siano gli elementi più importanti per mantenere integra l’identità di una comunità e che gli abitanti di L’Aquila, pur colpiti dal sisma, hanno capito perfettamente, e fin da allora, che la ricostruzione materiale sia possibile solo se accompagnata da una chiara condivisone sociale e culturale.

Massimo Bray

Massimo Bray è nato a Lecce, ha studiato a Firenze, vive a Roma. Dopo la laurea in Lettere e Filosofia, conseguita nel 1984 e un itinerario da borsista a Napoli, Venezia, Parigi, Simancas, nel 1991 entra all’Istituto della Enciclopedia Italiana fondato da Giovanni Treccani, come redattore responsabile della sezione di Storia moderna dell’Enciclopedia La Piccola Treccani. Non lascerà più l’Istituto, fino all’elezione al Parlamento: nel 1994 ne diviene il direttore editoriale. In questo ruolo, mantenendo intatto il rigore che contraddistingue un’istituzione culturale di così grande prestigio, ne ha seguito l’apertura al web con grande entusiasmo. Il progetto di definire l’Enciclopedia degli italiani online è il modo di interpretare la missione della Treccani nel XXI secolo. La scelta è quella di mettere a disposizione di un numero sempre maggiore di utenti un patrimonio di conoscenza di alta qualità; la convinzione è che il nostro Paese debba elaborare nuove forme di gestione del patrimonio culturale, coniugando la forza dei contenuti con le innovazioni tecnologiche. Massimo Bray è stato anche direttore responsabile della rivista edita dalla Fondazione di cultura politica Italianieuropei, che ha tra i suoi principali obiettivi quello di elaborare analisi e riflessioni pubbliche sui nodi cruciali dell’innovazione politica ed economica europea. La fondazione è un luogo di incontro tra le diverse tradizioni culturali del riformismo italiano. Sull’edizione italiana di Huffington Post è autore di un blog dedicato all’esperienza della cultura, con particolare attenzione all’editoria tradizionale e digitale. Ha presieduto il consiglio d’amministrazione della Fondazione La Notte della Taranta, che organizza il più grande festival europeo di musica popolare, dedicato al recupero della pizzica salentina e alla sua fusione con altri linguaggi musicali, dalla world music al rock, dal jazz alla sinfonica. Grazie al lavoro del gruppo di competenze che gestisce la Fondazione e soprattutto alla straordinaria coralità dei talenti musicali coinvolti nell’Ensemble Notte della Taranta, il festival è divenuto, negli anni, un riconosciuto modello culturale che, di edizione in edizione, non cessando di produrre nuove forme di elaborazione artistica, ha cominciato a produrre interessanti economie per il territorio. Alle elezioni politiche del 2013 è stato eletto deputato nelle fila del Partito democratico e il 28 aprile 2013 è stato nominato ministro per i Beni, le attività culturali e il turismo del governo presieduto da Enrico Letta. Su Twitter è @MassimoBray.

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