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Basta disastri, proteggiamo il Gargano subito

Nuovo alluvione e nuovi gravissimi disagi per la cittadinanza. Questa volta il territorio martoriato è quello foggiano.

Oltre 5mila le persone evacuate. Centinaia di migliaia di euro di danni. Interi raccolti agricoli da buttare.

Il territorio pugliese, come bene sanno quelli che lo conoscono davvero perché ne studiano approfonditamente le evoluzioni orografiche e paesaggistiche, è particolarmente fragile ed è fortemente esposto ai fenomeni sismici e idrogeologici.

L’Amministrazione Regionale o gli Enti Locali se non prevederanno con appositi e lungimiranti Programmi di Attuazione, secondo una cultura della prevenzione che dovrà necessariamente imporsi, interventi radicali e strutturali come la demolizione dei manufatti edificati quasi a ridosso degli argini con il successivo rimboschimento delle aree liberate o la moratoria sulle nuove costruzioni su terreni agricoli o su aree protette e sensibili da un punto di vista ambientale, puntando sulla messa in sicurezza del territorio e sulla riqualificazione del costruito, opportunamente censito anche al fine di contrastare la piaga dell’abusivismo edilizio e del consumo di suolo, saranno esse stesse travolte dal fango della delegittimazione.

Per ogni euro investito in prevenzione, infatti, dicono sia il Fai sia l’Ordine Nazionale dei Geologi, se ne guadagnano tre. Alle poche, e spesso dannose “Grandi Opere”, si preferiscano le tantissime “Piccole Opere” utili a salvare il paesaggio e la vita dei cittadini.

Prima che sia troppo tardi e prima di piangere ancora, inutilmente e corresponsabilmente, altre vittime innocenti.


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