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Buon compleanno, cuore sardo: Gigi Riva compie 75 anni, l’intera Isola lo celebra

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Per il Cagliari è ‘semplicemente’ “il più forte di tutti”.  Perché di strada ne ha fatta quel ragazzino smilzo, timido che Andrea Arrica, general manager rossoblù, portò in Sardegna per 37 milioni. Correva l’anno 1963, però lui, Gigi Riva Luigi da Leggiuno, di trasferirsi non ne voleva sapere. “La Sardegna gli sembrava uno scoglio sperduto in mezzo al mare, popolato da banditi e pirati. Aveva minacciato addirittura di smettere di giocare. Alla fine si era convinto almeno a provare. Non poteva sapere che quell’Isola gli sarebbe entrata nel sangue e che sarebbe diventato uno degli eroi popolari della sua lunga e gloriosa storia”.

Il ricordo e la carriera

Rombo di Tuono compie 75 anni. E il Cagliari calcio – insieme a tanti sportivi e appassionati – gli ha tributato un ricordo emozionato. Ripercorrendone la carriera e intrecciandola con quella che è diventata la ‘sua’ terra. “L’hanno conquistato la semplicità e la fierezza della gente, l’affetto spontaneo e genuino che gli è stato donato. E che lui ha ricambiato con il cuore, con la passione. Tutto, goccia dopo goccia. Un amore che dura tuttora, 56 anni dopo. Capita quando le radici sono tanto profonde, quando si ha ancora voglia di dare, di essere sempre lì l’uno per l’altro”.

In totale 164 gol in 315 partite di campionato. Tre volte capocannoniere. Uno storico scudetto, un secondo posto. Le imprese del suo Cagliari sono state molto di più che semplici vittorie sportive: sono state gli strumenti per la rivalsa sociale di tutto un popolo.

Il record in Nazionale

“Emozioni e pelle d’oca. Il ruggito dell’Amsicora e del Sant’Elia ad accompagnarne gli scatti, densi di rabbia, di furore; ad esultare su quelle conclusioni mancine, potenti, chirurgiche, imprendibili; ad esaltarsi su quei balzi in acrobazia che tranciavano l’aria e terminavano con girate a rete che sfidavano le leggi della fisica. Emblema di coraggio, sacrificio, dedizione. “Mette la testa dove gli altri mettono il piede”, ha detto di lui un suo vecchio allenatore, Lupi. Oltre al rossoblù, ha palpitato solo per l’azzurro della Nazionale, di cui resta miglior realizzatore: 35 gol in 42 partite; e a cui ha immolato due volte le gambe. Tesoro di Sardegna, patrimonio del calcio italiano e mondiale”.

La gente non ha dimenticato. “Anche chi è venuto dopo, chi non ha mai avuto la fortuna di vederlo giocare e si appassiona al calcio, cresce nel suo Mito tramandato da padri e nonni; chi non segue le vicende di pallone, gli vuole bene lo stesso. Gli concedono il rispetto che si deve ad un vecchio e saggio capo tribù. Anche se vecchio non lo è affatto: le candeline sulla torta sono soltanto 75. Un ragazzino divenuto un giovanotto. Ancora tanti auguri, Leggenda. Buon compleanno, Gigi”.

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