Così umiliano le università del Sud

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Abbiamo la classifica delle università “migliori”. Invece, sono soltanto le più ricche.

È un sistema è sperimentatissimo: il criterio di selezione è, di fatto, economico, appena “inquinato” da altri (ricerca, per esempio).

Poi nascondi il vero criterio definendo “migliori” quelle che hanno semplicemente più soldi (dalle aziende del territorio; dalle tasse degli studenti, grazie al reddito pro-capite più alto).

E, a quel punto, per “premiare il merito”, dai ancora di più chi ha già molto e togli a chi ha già meno: sono “peggiori”, no?

E, invece di starsi sempre a lamentare, si diano da fare.

Le università del Sud sono tutte in coda, la vergogna del Paese, la palla al piede.

Così, l’esodo dei nostri studenti al Nord continuerà, facendo migrare, con loro, qualche miliardo di euro ancora.

Né puoi dar loro torto: lì la borsa di studio la prendi (il 100 per 100 degli aventi diritto, grazie ai soldi), al Sud più no che sì (25 per 100, per scarsità di soldi).

Così, il più ricco acchiappa il meglio (sia studenti che professori) e il più povero lo perde.

Grazie a un sistema che incrementa il vantaggio del ricco e danneggia sempre di più chi non lo è.

La nuova ministra pare voglia far qualcosa in proposito. Speriamo di buono.

Ma farle sentire la nostra voce, e quella degli studenti, dei docenti, non è sbagliato. Che almeno non ci colgano distratti.

Pino Aprile

È stato vicedirettore di Oggi e direttore di Gente, ha lavorato in televisione con Sergio Zavoli nell'inchiesta a puntate Viaggio nel sud e a Tv7, settimanale di approfondimento del TG1. È autore di libri tradotti in più lingue come Elogio dell'errore, Elogio dell'imbecille e Terroni. Conclusa l'esperienza di direttore di Gente si è occupato principalmente di vela e altri sport nautici, dirigendo il mensile Fare vela e scrivendo alcuni libri sul tema, come Il mare minore, A mari estremi e Mare, uomini, passioni. Nel marzo 2010 ha pubblicato il libro Terroni, un saggio giornalistico che descrive gli eventi che hanno penalizzato economicamente il meridione, dal Risorgimento ai giorni nostri. L'opera è divenuta un bestseller, con 250.000 copie vendute[1]. Per questo libro, il 29 maggio 2010, gli sono stati conferiti, fra gli altri, a Palermo il Premio Augustale, a Reggio Calabria il Rhegium Julii, ad Aliano il Premio Carlo Levi, ad Avezzano il Premio Marsica. Dal libro nasce lo spettacolo teatrale omonimo con l'attore Roberto D'Alessandro e musiche di Mimmo Cavallo. Per iniziativa di Marcello Corvino, della Promomusic, dagli ultimi tre libri di Aprile e dalle canzoni brigantesche e meridionaliste di Eugenio Bennato, è tratto il lavoro teatrale Profondo Sud, con cui i due autori hanno esordito l'estate del 2012. Nell'agosto 2011 gli è stata conferita la cittadinanza onoraria di San Bartolomeo in Galdo; il 19 gennaio 2012, quella di Ponte, in provincia di Benevento, e il 1º febbraio 2012 quella di Laterza, in Provincia di Taranto e il 27 dicembre 2012 quella di Caccuri in provincia di Crotone. L'11 novembre 2011, a New York (Manhattan), in coincidenza con la presentazione dell'edizione americana di Terroni, ha ricevuto il premio "Uomo ILICA 2011" (Italian Language Inter-Cultural Alliance) e il 10 agosto 2012 si è aggiudicato il primo premio della prima edizione del Premio Letterario Caccuri dedicato alla saggistica.

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