Dall’Italia fino all’India: “5×7” fa incetta di premi internazionali (e il Mavi gira il mondo)

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Dall’Italia fino all’India: piovono premi per “5×7 – Il paese in una scatola”, film documentario di Michele Citoni sul meraviglioso patrimonio fotografico custodito all’interno del Museo Antropologico Visivo Irpino di Lacedonia, in provincia di Avellino.

Gli ultimi premi

Il primo è un riconoscimento alla regia per la sezione documentari, assegnato dalla giuria del Chhatrapati Shivaji International Film Festival, tenuto nella città indiana di Pune presso il National Film Archive of India.

Il secondo premio arriva invece da Caserta. Qui, la giuria della nona edizione del festival Intima Lente/Intimate Lens, manifestazione di punta nel settore del cinema documentario a vocazione etnografica, ha dichiarato vincitore proprio il lavoro di Citoni, in gara con oltre tremila corti, mediometraggi, lungometraggi e documentari interattivi provenienti da tutto il mondo.

Per la giuria, la forza di “5×7” sta nella capacità di “portarci indietro nel tempo senza mitizzarlo. E’ un documentario molto elaborato, in cui si incontrano la storia di un giovane uomo che per caso incrocia una comunità della Campania appenninica e l’amore per la fotografia”.

L’opera

Il documentario “5×7 – Il paese in una scatola”, che si avvale del montaggio di Roberto Mencherini e delle musiche del lacedoniese Pasquale Innarella e dei napoletani KuNa, è stato realizzato da Citoni per il MAVI – Museo Antropologico Visivo Irpino, in collaborazione con l’associazione LaPilart e la Pro Loco “Gino Chicone” di Lacedonia, con il prezioso sostegno dell’amministrazione comunale di Lacedonia.

L’opera di Citoni – 37 minuti di durata – racconta la realizzazione delle 1801 foto che Frank Cancian, allora giovanissimo laureato in Antropologia, scattò nel 1957, nei sette mesi di permanenza a Lacedonia. Quelle immagini, che lo stesso Cancian, nel frattempo divenuto professore emerito di Antropologia all’Università della California, ha donato alla Pro Loco e dunque alla comunità, rappresentano oggi il patrimonio su cui è stato pensato e fondato il MAVI, piccolo museo che espone le stampe e ne custodisce i negativi.

“Cancian catturò molti aspetti della vita quotidiana di una comunità rurale nel pieno di un epocale passaggio di trasformazione”, spiega lo stesso Citoni. Un patrimonio visivo straordinario, che però è rimasto per decenni in una scatola, perché l’autore aveva poi deciso di percorrere un’altra strada professionale come antropologo economico. Alcuni lacedoniesi – spiega ancora il regista – hanno riscoperto queste immagini dopo quasi sessant’anni e con la fondazione del MAVI ne hanno sancito il grande valore. Che non è soltanto nella loro importanza storico-antropologica, ma anche nella qualità formale ed espressiva degli scatti e nella possibilità di farne uno strumento per promuovere la cultura dell’immagine in un’epoca in cui la fotografia è incredibilmente diffusa ma altrettanto banalizzata”.

Il regista

Michele Citoni

Michele Citoni, romano, è un regista con grande esperienza nel documentario cosiddetto “di creazione”. Ha partecipato a numerosissimi festival internazionali. Fortissimo il legame che nel tempo si è creato con il Sud appenninico, interno, di cui ha messo in risalto storie dovute a ferite storiche (il sisma del 1980) e lacerazioni sociali (l’emigrazione).

Ha collaborato con festival del calibro di “Cairano 7x” e “CarbonAria 2012” e con associazioni come, appunto, il MAVI o LaPilart di Lacedonia, con il gruppo di progettazione “+tstudio/rihabitat” di Aquilonia. Ha partecipato finanche a vertenze sociali e territoriali, testimoniata da documentari e da diverse opere audiovisive.

I premi già ricevuti

Quelli a cavallo tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020 sono soltanto gli ultimi dei riconoscimenti ricevuti dal documentario. Arrivano infatti dopo la menzione speciale assegnata dalla giuria dell’Etnofilm Fest di Monselice (Pd), il Premio della Direzione del Festival del MonFilmFest di Casale Monferrato (Al) e la più recente vittoria al concorso documentari del 7° Vittoria Peace Film Fest di Vittoria (Rg).Da ricordare anche il debutto della pellicola, nel 2018, al festival di antica tradizione Laceno d’Oro” che si tiene ad Avellino, la selezione in concorso nel Move Cine Arte Festival a San Paolo del Brasile e la partecipazione a moltissime manifestazioni tematiche.

Roberto Zarriello

Esperto di strategie editoriali e brand journalism, imprenditore digitale, saggista, giornalista. Ho fondato, tra le altre, startup come Digital Media e GoBrand, creato la prima Digital Academy del Sud, e lanciato Comunicatori Digitali Associati, il primo think tank sul giornalismo e la comunicazione digitale. Laureato in Scienze Politiche all’Università degli Studi di Bari, oggi sono Docente di Comunicazione Digitale e Social Media all’Università Telematica “Pegaso” e in vari master universitari (Luiss, Iusve), formatore per gli organi di comunicazione della Corte Costituzionale, web editor dell’ente per il turismo dell’Isola d’Elba. Fino al 2017 ho coordinato la prima Commissione sulla didattica digitale del MIUR istituita dall’USR Molise. Sono stato speaker e moderatore al Web Marketing Festival, Festival del Giornalismo, SMAU, Ninja Talk, ed una serie di convegni e conferenze con Ordine dei Giornalisti, Centro di Documentazione, Primo Piano Formazione, TVLP, e organizzatore de “La Battaglia delle Idee”. Scrivo di comunicazione, web e nuove tecnologie su HuffingtonPost.it, coordino il social media team di Tiscali.it, e collaboro con il gruppo Espresso. Sono autore di libri per il Centro di Documentazione Giornalistica e per Franco Angeli Editore. Nel 2015 ho ricevuto il premio Giornalistico Nazionale ‘Maria Grazia Cutuli’ per la categoria “Web, Editoria digitale”.

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