Dicevi che la città ideale era un insieme di Calcutta e Napoli. Antonio, ci mancherai

Shares

La morte di Antonio, del mio amico Antonio, è la morte di una parte di me.

Ieri mattina, come sempre, mi raccontava delle sue ultime letture sull’India.

Antonio conosceva l’India, le sue tradizioni, i suoi modi di vivere come nessun altro.

Era un periodo che mi ripeteva di essere nella terza fase della sua vita, quella del bosco, nel quale ci si ritira per ritrovare sé stessi e le energie nuove per andare avanti.

La sua energia principale era Kavita, la dolcissima ragazza indiana che insieme a Livia avevano adottato.

Ieri mattina gli avevo chiesto di vederci, ma mi ha ripetuto che aveva bisogno di solitudine, intima e profonda e di stare accanto a Livia, la sua compagna di vita.

Il mio computer è pieno di idee e di progetti che Antonio mi scriveva continuamente.

Ma anche di ricette e di aneddoti.

Antonio, dicevo a tutti, era il più intelligente, l’unico capace di sorprendermi sempre. Quante storie abbiamo condiviso, quante attese, speranze, delusioni.

In lui c’era sempre una forza, credo fatta di sapienza antica e di molti libri letti.

Una volta che venne a trovarci a Lecce, mia madre raccontava di averlo visto levitare, leggero come le cose celesti.

Che il bosco ora ti consenta quella meditazione intima e profonda che cercavi.

A me mancherà tutto di te: il tuo saperti amico sincero, la tua ironia, i tuoi racconti “Indo napoletani” – dicevi sempre che la città ideale era un insieme di Calcutta e Napoli -, il non essere mai banale, la capacità di guardare oltre.

Ma mi mancheranno infinitamente le tue parole, la possibilità di vederti e ascoltarti.

Come si fa a perdere il dono di averti conosciuto e sentito quasi ogni giorno?

Massimo Bray

Massimo Bray è nato a Lecce, ha studiato a Firenze, vive a Roma. Dopo la laurea in Lettere e Filosofia, conseguita nel 1984 e un itinerario da borsista a Napoli, Venezia, Parigi, Simancas, nel 1991 entra all’Istituto della Enciclopedia Italiana fondato da Giovanni Treccani, come redattore responsabile della sezione di Storia moderna dell’Enciclopedia La Piccola Treccani. Non lascerà più l’Istituto, fino all’elezione al Parlamento: nel 1994 ne diviene il direttore editoriale. In questo ruolo, mantenendo intatto il rigore che contraddistingue un’istituzione culturale di così grande prestigio, ne ha seguito l’apertura al web con grande entusiasmo. Il progetto di definire l’Enciclopedia degli italiani online è il modo di interpretare la missione della Treccani nel XXI secolo. La scelta è quella di mettere a disposizione di un numero sempre maggiore di utenti un patrimonio di conoscenza di alta qualità; la convinzione è che il nostro Paese debba elaborare nuove forme di gestione del patrimonio culturale, coniugando la forza dei contenuti con le innovazioni tecnologiche. Massimo Bray è stato anche direttore responsabile della rivista edita dalla Fondazione di cultura politica Italianieuropei, che ha tra i suoi principali obiettivi quello di elaborare analisi e riflessioni pubbliche sui nodi cruciali dell’innovazione politica ed economica europea. La fondazione è un luogo di incontro tra le diverse tradizioni culturali del riformismo italiano. Sull’edizione italiana di Huffington Post è autore di un blog dedicato all’esperienza della cultura, con particolare attenzione all’editoria tradizionale e digitale. Ha presieduto il consiglio d’amministrazione della Fondazione La Notte della Taranta, che organizza il più grande festival europeo di musica popolare, dedicato al recupero della pizzica salentina e alla sua fusione con altri linguaggi musicali, dalla world music al rock, dal jazz alla sinfonica. Grazie al lavoro del gruppo di competenze che gestisce la Fondazione e soprattutto alla straordinaria coralità dei talenti musicali coinvolti nell’Ensemble Notte della Taranta, il festival è divenuto, negli anni, un riconosciuto modello culturale che, di edizione in edizione, non cessando di produrre nuove forme di elaborazione artistica, ha cominciato a produrre interessanti economie per il territorio. Alle elezioni politiche del 2013 è stato eletto deputato nelle fila del Partito democratico e il 28 aprile 2013 è stato nominato ministro per i Beni, le attività culturali e il turismo del governo presieduto da Enrico Letta. Su Twitter è @MassimoBray.

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Top