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I Figli NON Sono Tutto per i Comuni del Sud

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È notizia di ieri che le nascite del nostro Paese siano al minimo storico. Sulla questione, come d’abitudine, si sprecano le analisi socio-economiche sul ruolo della donna, i matrimoni che sono sempre meno e sempre più avanti nel tempo e molto altro ancora.

Noi sulla questione siamo andati a vedere i dati della spesa pro capite per comune per le scuole dell’infanzia convinti che certamente tutto quello che viene detto è vero ma che altrettanto se vi fosse una rete di appoggio alle famiglie, a cominciare appunto da dei servizi per l’infanzia degni di questo nome, forse le persone sarebbero maggiormente incentivate, facilitate a decidere di fare figli, focalizzandoci, come d’abitudine, sulle 5 regioni del Sud.

Tra le città italiane superiori ai 200mila abitanti, quella con la maggiore spesa pro capite è il capoluogo della Lombardia. Milano è l’unica grande città che destina oltre 100 euro pro capite per le scuole materne. Seguono, praticamente a pari merito, Torino, Roma e Bologna. Tutte e tre le città spendono circa 82 euro a cittadino. Ben distante il Mezzogiorno. La prima grande città del Sud è Bari con 23.4 euro a persona, seguita da Catania a 9.88 € e Napoli con 8.82 euro.

Insomma, i figli so piezz e core ma non per i comuni del Sud, purtroppo. Vediamo il dettaglio per regione:

Campania

È Piaggine, in provincia di Salerno il comune più virtuoso del Sud e di riflesso della Campania. Il comune nel Parco Nazionale del Cilento destina ben 686.27 euro a persona per i servizi per l’infanzia posizionandosi terzo nella graduatoria assoluta italiana. Certamente un dato dovuto anche alla poca popolazione del paese ma che comunque ha valori talmente più elevati rispetto agli altri da fugare ogni dubbio sulle buone intenzioni e pratiche degli amministratori del comune.

Ben più deprimente il quadro dei capoluoghi di provincia con Salerno in testa a poco più di 13 euro pro capite che si piazza in 2665esima posizione nella classifica generale italiana.

In Campania su 531 comuni ben 89 non spendono neppure un centesimo di euro per le scuole per l’infanzia. Tra questi troviamo anche la splendida e famosissima Amalfi. Un dato che si commenta da solo.

Puglia

Nel tacco d’Italia i valori scendono drasticamente anche per i piccoli comuni. Nelle prime tre posizioni troviamo Scorrano, in provincia di Lecce, con 41.72 euro a persona, Torricella [TA] e Castrignano de’ Greci [LE] rispettivamente a 37.11 e 34.37 pro capite.

Migliori rispetto alla Campania invece i dati dei capoluoghi di provincia anche se non c’è certamente da esultare. Foggia, in prima posizione con 40.51 euro a persona, si piazza in 726esima posizione nella classifica generale del nostro Paese.

Taranto, con una quantità vergognosa di bambini ed adolescenti morti per l’inquinamento ambientale di certi quartieri è al fondo della classifica con 1.17 euro a persona. Dire che siamo sconcertati al riguardo è poco.

Basilicata

Viggiano e Calvello, entrambi in  provincia di Potenza, guidano la classifica rispettivamente con 132.79 e 121.98 euro a testa spesi in scuole per l’infanzia, che si ricorda non rientrano tra quelli della scuola dell’obbligo, in base alla legge statale. Anche per questa ragione possono gestirle vari soggetti, privati e pubblici ed infatti complessivamente in Italia lo stato gestisce circa la metà delle scuole dell’infanzia [precisamente il 57.1%] Seguono gli enti privati, con il 34,6% degli istituti. Residuali le scuole materne pubbliche ma non statali: 8,3%. Tra queste rientrano le comunali.

Scarsi i valori di entrambi i capoluoghi di provincia della Lucania. Matera sarà pure capitale della cultura, e dun luogo unico al mondo, ma in tutte le analisi sin qui condotte non brilla certo, per usare un eufemismo.

Calabria

Desolante il panorama della Calabria con Reggio Calabria a guidare la classifica dei capoluoghi di provincia della regione con un misero 9.97 euro a persona e Vibo Valentia a chiuderla con addirittura un miserrimo 0.59 euro pro capite.

Su 396 comuni nella regione sono ben 70 – circa un quinto a non investire neppure un centesimo per le scuole per l’infanzia. Tra questi anche la nota località balneare: Diamante.

È Laino Castello, in  provincia di Cosenza, il comune che più investe per i propri bambini con 210.51 euro a testa. Segue Zaccanopoli [VV] con 137.11 € e Guardia Piemontese [CS] a 126.8 euro a persona.

Sicilia

Esser regione a statuto speciale non pare essere un vantaggio al momento di curare adeguatamente le esigenze dei cittadini dell’isola e tanto meno quello dei bambini, pare davvero.

Vita, in provincia di Trapani, si colloca al primo posto in regione con 67.25 euro a persona. In seconda e terza posizione Torrenova e Letojanni, entrambe in provincia di Messina [per la quale non esistono i dati come capoluogo di provincia], con 61.57 e 52.34.

Su 338 comuni ben 69 non investono neppure un cent per i bambini del proprio territorio. Anche in questo caso non mancano celebri località turistiche le cui casse comunali non dovrebbero certo avere problemi, in teoria.

La classifica dei capoluoghi di provincia è guidata da Enna a poco più di 15 euro a testa e chiusa Trapani appena sopra un euro a persona.

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