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Il futuro è altrove
06 Nov 2014 07:12

Dopo una settimana indimenticabile vissuta intensamente con una persona meravigliosa, sono rientrato in Italia.

La cosa più triste per me non è stata (soltanto) riscontrare la grave e profonda arretratezza sociale e culturale di quest’Italietta le cui miserie non sorprendono più, ma (anche e soprattutto) ascoltare da giovanissimi e brillanti “cervelli in fuga”, persa la speranza di poter rientrare, la loro intenzione di richiedere la nazionalità dei Paesi nei quali sono stati accolti.

Nei loro sguardi e nelle loro parole non trionfa la rabbia contro l’Italia, ma la gratitudine per aver avuto dalla loro “nuova nazione” le possibilità di esprimere i propri talenti.

L’opportunità di manifestare pienamente se stessi riempiendo di senso il proprio diritto alla vita.

E il dubbio atroce, alla fine, che forse anche per me il futuro (prossimo e non solo) è altrove.


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