Il made in Italy batte la crisi. Negli Usa vestono italiano e il fatturato cresce del 15 per cento

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Moda

Cresce l’export dei prodotti tessili italiani negli Usa. Lo ha sottolineato Claudio Marenzi, il nuovo Presidente di Sistema Moda Italia, durante un seminario a New York organizzato da Smi e Intesa Sanpaolo.

In occasione di questo appuntamento, che si è svolto in concomitanza con cinque eventi fieristici (MRket, Liberty, Capsule, Project e Premiere Vision)a cui partecipano novanta aziende italiane, Marenzi ha osservato che “nel 2012 il totale del valore delle nostre esportazioni di prodotti tessili e di abbigliamento ha superato 1,6 miliardi di euro, in crescita del 15,1% sull’anno precedente” di cui l’abbigliamento ha rappresentato l’80% del totale (1,3 miliardi di euro). Partendo da una riflessione su come la crisi ha modificato le abitudini del consumatore americano, Marenzi ha precisato che, anche se per gli Usa “siamo solo l’undicesimo Paese fornitore di prodotti del tessile-moda, abbiamo grandi margini di crescita. Dobbiamo solo conoscere di più e meglio ciò che vogliono i consumatori americani”.

Intanto, dando uno sguardo ai diversi settori merceologici, tra i prodotti che sono cresciuti di più ci sono l’outwear maschile (+19,0%), quello femminile (+5,9%) e la camiceria, con un +20,8% per la donna e un +7,1% per l’uomo. “L’orientamento all’export della nostra industria è condizione essenziale per continuare ad essere un soggetto rilevante – ha concluso il presidente- sia per quanto riguarda l’occupazione, sia per il contributo positivo che fornisce alla bilancia commerciale del nostro Paese”.

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