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Il pugliese Lino Banfi compie 80 anni e torna in tv con “Un medico in famiglia”

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Divertente, ironico ma soprattutto versatile. Nella sua lunga carriera ha infatti dimostrato la capacità di recitare diversi ruoli, da quelli comici a quelli drammatici. Fra pochi giorni il pugliese Lino Banfi compie 80 anni e si racconta a 360 gradi al Corriere.

Banfi, nome d’arte di Pasquale Zagaria, è infatti nato ad Andria il 9 luglio del 1936. Conduttore, attore, comico, scrittore e sceneggiatori, ha lavorato con alcuni dei più noti registi del cinema italiano, come Luciano Salce, Fernando Di Leo, Nanny Loy, Steno e Dino Risi.

“Nel 2016 lo raggiungiamo in parecchi. Io le chiamo le quattro B: prima Pippo Baudo, ora io, poi tocca a Silvio Berlusconi a settembre, quindi Papa Bergoglio a dicembre. Sono in buona compagnia. E forse festeggerò anche a settembre». Con l’Alba Film 3000, ha infatti finanziato l’opera di un giovane regista, Ciro De Caro. Il film si intitola Acqua di marzo e racconta una bella storia di amicizia: siamo in trattative per essere selezionati alla prossima Mostra di Venezia”. “Io non sono mai andato e non andrò a un festival, neanche per la gioia di vincere un pupazzo di peluche. Spero – racconta – che lo possa fare da produttore: è una mia piccola vendetta”.

Ma tornando indietro, molto indietro nel tempo, il comico ironizza proprio sulla sua data di nascita. “Mia madre Nunzia mi mise alla luce il 9 luglio. Ma la mammana diceva sempre a tutte le puerpere: ‘Faccio un piacere al bambino e te lo registro qualche giorno più tardi, così se è maschio, quando fa il militare ritarda un po’ la chiamata’”.

L’attore pugliese, padre di due figli, Walter e Rosanna, e sposato con Lucia dal marzo 1962, dopo 10 anni di fidanzamento, ha festeggiato con la donna le nozze d’oro proprio quattro anni fa. Entra a ragion veduta nella storia della cinematografia con pellicole del calibro di Cornetti alla crema, L’allenatore nel pallone, Vieni avanti cretino, Fracchia la belva umana, Il commissario Lo Gatto e Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio.

Eppure c’è qualcosa che non rifarebbe. “Non rifarei il sequel dell’Allenatore del pallone – ammette -. L’unico rammarico è per un’affermazione che tempo fa ha fatto Marco Risi. Ero stato diretto dal padre, il grande Dino, ne Il commissario Lo Gatto: per me una tappa importante. E Marco dichiarò che di tutti i film girati dal padre, l’unico di cui si vergognava era proprio quello. Non ho capito perché”.

Ma per lui la carriera non si è mai interrotta e ha trovato nuova linfa nella fortunata interpretazione di nonno Libero nella serie Un medico in famiglia, che tra poco lo vedrà tornare in tv con la decima serie. “Nonno Libero è sempre fresco, pimpante, ma… non posso promettere che sarò anche nell’undicesima serie, se viene programmata fra troppo tempo: o vi sbrigate, o…”.

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