La Londra degli italiani fai-da-te, arriva “Primo Approdo”

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LONDRA. C’è chi sborsa 300 sterline per la promessa di casa e lavoro a Londra, e scopre la truffa solo al suo arrivo nella capitale inglese. C’è chi si fa fregare dalla scusa dei “contratti in forma verbale” e si fa pagare in contanti perdendo i contributi. C’è pure chi non riesce ad ottenere un semplice conto in banca, e chi invia CV sbagliati che non saranno mai letti.

Under 35 e Londra-fai-da-te è un binomio arroventato a causa di truffe e raggiri per le migliaia di giovani che arrivano nel Regno Unito: “Nel giro degli ultimi quattro mesi – spiega a Resto Al Sud il Console Generale d’Italia a Londra Massimiliano Mazzanti gli italiani registrati all’anagrafe AIRE sono stati ottomila in più: sono passati da 212mila a 220mila, e sono probabilmente meno della metà degli italiani realmente presenti in Inghilterra. Il 60% di loro ha tra i 18 ed i 35 anni. A Londra la stima ufficiale parla di 85 mila presenze”.

Così, il Consolato Generale è corso ai ripari: per un’ora, tre volte al mese, 50 connazionali seguono seminari gratuiti su lavoro, leggi, tasse, università e cure mediche. L’iniziativa si chiama “Primo Approdo” ed è dedicata alla memoria del giovane Joele Leotta, morto a 19 anni nel Kent in circostanze ancora tutte da chiarire.

“Accanto a vicende di successo personale – aggiunge il Console d’Italia Sarah Eti Castellani – siamo testimoni anche di storie sfortunate o di insuccesso; quantomeno, di storie di coloro che ci provano, rientrano a casa e poi ci chiedono un aiuto per tornare qui. Ecco perchè abbiamo anche un ufficio di assistenza sociale che cerca di aiutare gli italiani in difficoltà, e purtroppo ce ne sono tanti”.

I rapporti con la burocrazia italiana non sono facili nemmeno nel Regno Unito, e “Primo Approdo” è molto utile per chi si è appena trasferito, grazie ad informazioni di base, approccio semplice, incontri diretti con i professionisti. In programma c’è anche la redazione di una guida scritta, e l’interazione social con il Consolato è affidata alla pagina Facebook http://www.facebook.com/consolatogeneralelondra?fref=ts  (i video su YouTube potrebbero  aiutare a raggiungere ancora più contatti, e fare tesoro di questa opportunità?).

I professionisti chiamati a spiegare l’ABC dell’ecosistema lavorativo inglese sono molto chiari: “Non è l’Eldorado – taglia corto la giornalista Daniela de Rosa però qui il mondo del lavoro è più trasparente ed elastico: mi ricordo quando ho letto sul giornale un annuncio di lavoro firmato da Buckingham Palace. Il primo passo è usare internet e procurarsi un account email diverso da «.it». Poi, ci vuole elasticità e bisogna adattarsi a fare anche altre esperienze rispetto a quelle desiderate, facendo stages e apprendistati: da cosa nasce cosa e salire la scala della carriera sarà più facile”.

Inizia tutto dal CV scritto bene: “I recruiters inglesi – assicura l’esperta di orientamento al lavoro in UK Teresa Pastena – lo leggono in media per 60 secondi e analizzano anche i profili social. In max 2 pagine, niente foto e informazioni sensibili come la data di nascita. Nemmeno le  referenze, da inviare su richiesta. E’ importante, invece, descrivere i successi raggiunti ed allegare la cover letter”. Occhio anche ai documenti: il passaporto è più immediato della carta d’identità, e per lavorare è necessario il National Insurance Number che è gratuito e  non può essere richiesto dall’Italia.

Una volta trovato il lavoro, bisogna tutelarlo: “La paga  netta – spiega l’avvocato Giuseppe Gaglione è 6.31 sterline l’ora per chi ha più di 21 anni: anche in contanti, ma c’è il rischio che il datore di lavoro non paghi i contributi. E’ vero che qui il contratto può anche essere verbale, ma entro due mesi bisogna comunque sottoscrivere i diritti”. Spazio infine al lavoro autonomo: “Aprire una società è più facile: gli italiani ne aprono tante – avverte l’avvocato – ma è anche vero che ne chiudono altrettante: ecco perchè consiglio sempre di informasi bene sulle leggi inglesi”.

Il prossimo incontro è in programma il 22 gennaio: il link per prenotarsi è http://www.conslondra.esteri.it/NR/exeres/2F7CFF3D-793D-412D-9760-3C3B7D3EEA0E,frameless.htm?NRMODE=Published.

Foto Gallery: Francesca Marchese

 

Francesca Marchese

E' una giornalista professionista freelance. Vive e lavora a Londra, dove si occupa di progetti di comunicazione per aziende ed enti culturali. A Catania ha scritto di cronaca per l'agenzie di stampa Italpress, ed ha collaborato con quotidiani cartacei ed online. Ha curato per "RadioCatania" il programma "Catania Report Economia" e per quattro anni è stata un volto del telegionale "PrimaLineaTg" di Telecolor. Il suo Speciale "Emanuele: la sua Facoltà" è stato finalista nel 2009 del Premio Ilaria Alpi nella sezione Giovani. Ha ricoperto il ruolo di ufficio stampa per enti regionali e nazionali. E' un'appassionata di tecnologia, startup, media digitali e food. Le sue passioni sono il cinema ed viaggi, porta sempre con sé l'identità della Sicilia. Vorrebbe scrivere ogni giorno una buona notizia sui beni culturali dell'Isola.

Comments (2)

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    rossellag84

    21 Gennaio 2014 - 19:38

    Grande Francesca! Ti sostengo con le tue attività perchè anche io sono del Sud! In bocca al lupo

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