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La street art internazionale arriva a Civitacampomarano, nel paese di Vincenzo Cuoco

Quando arrivo a Civitacampomarano si sciolgono immediatamente tutti i possibili disagi per una strada contorta e spesso in salita. Lo sguardo si fonde sintonico con il paesaggio che gli fa da corona e mi si affaccia forte la consapevolezza di una maggiore grandezza di illuminati personaggi nativi di Civita quali Vincenzo Cuoco e Gabriele Pepe. Grandi nella loro esistenza di intellettuali e di uomini di pensiero che da un luogo così sperduto e lontano avevano dato luce a una  cultura nazionale.

Civita racconta la sua storia nel suo possente Castello Angioino (XII sec.), nelle vie e stradine del borgo, negli scorci, nella sua gente e nell’aura immateriale che le vive intorno e che ora lanciano una richiesta di attenzione al suo disagio attuale fatto di spopolamento, di abbandono a cui si aggiunge una implacabile frana che colpisce una parte dell’abitato. Ma lo spirito di fare, agire, proporre e realizzare rimane forte nelle persone che la abitano, sicuramente un retaggio che ha radici lontane, e  riaffiora oggi in un gruppo di civitesi tra questi Sabino de Nichilo e Francesco Paolo del Re (cura ufficio stampa) Jessica Stewart (coordinamento evento) Proloco Vincenzo Cuoco e di tutti quei  civitesi e non  che si raccolgono intorno al  paese e propongono idee che nel contemporaneo coniugano il passato con la realtà attuale.

Un Festival di Street art allora diviene una sorta di voce che ci parla di riscossa nel nome dell’Arte e della partecipazione, un’ideazione vincente che da due anni pone un occhio di bue su Civitacampomarano frequentata da artisti di risonanza mondiale che hanno evidenziato la già bellezza del luogo con la loro personale lettura e pittura murale. L’arte diviene fruibile nell’immediato e da tutti, perché è codice che spiega, interpreta e coglie ciò che di inespresso aleggia nei luoghi e nelle persone che ci vivono coniugato al mondo interiore e pensante/creativo/espressivo dell’artista stesso che lo traduce in immagini parlanti  di un alfabeto visibile/condivisibile. Seconda edizione per il Festival che quest’anno vede giungere a Civita artisti quali Gola Hundun-Italia, Francisco Bosoletti-Argentina, Alex Senna-Brasile, Maria Pia Picozzi-Italia, Nespoon-Polonia sempre per la direzione artistica di Alice Pasquini, tra i massimi intrepreti di Street art a livello internazionale, e porta nuove proposte e frequentazioni come quella dello chef Rubio anche fotoreporter per fermare immagini e sensazioni/emozioni alla sua ben riconoscibile maniera.

Dal primo al quattro giugno Civitacampomarano  diviene scenario di festa e di presenze e festa di pensieri che rivolgono l’attenzione al problema lanciato dal Festival che quest’anno aggiunge una nuova richiesta quella di Help CVTA’, raccolta fondi per attirare attenzione e fondi sulla frana che colpisce il paese. E così alla mia prima immagine di faticoso raggiungimento del paese (anche se poi da quella prima visita/incontro portai con me pure le fioriture di ginestre e dei fiori di campo generosi e semplici  per cui quella strada poi nel ricordo mi appare romantica e generosa di bellezza) si aggiunge altra bellezza con i lavori artistici dipinti sulla pelle del paese e poi ulteriore energia e voglia di stare/restare e tornare in questo luogo arroccato ma aperto alla Cultura internazionale che re-agisce. Per info www.cvtastreetfest.com


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