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Lacedonia, il Mavi alla conquista del Veneto: menzione speciale al documentario di Citoni

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Menzione speciale. E’ il riconoscimento che il documentario “5×7 – il paese in una scatola”, di Michele Citoni, ha ricevuto dalla giuria della XII Mostra di cinema etnografico Etnofilmfest, chiusa a Monselice, in provincia di Padova.

“Attraverso un’elaborata documentazione fotografica”, si legge nelle motivazioni, nel film di Citoni la storia personale del fotografo e antropologo Frank Cancian “si fonde con storiche immagini di persone e luoghi in bianco e nero che riprendono a raccontare tradizioni e risvolti sociologici del Mezzogiorno italiano attraverso le voci e i volti del presente”.

Parole dei giurati Donatella Davanzo, Luca Immesi e Eduardo Masset, documentarista argentino e creatore del Festival Internacional de Cine de la Patagonia FICP.

Leggi anche. Lacedonia, Citoni porta il Mavi all’Etnofilmfest

Il film di Citoni, regista romano ormai adottato dall’Alta Irpinia, aveva già partecipato, in quel caso fuori concorso, al “Laceno d’Oro” di Avellino. E’ stato inserito in concorso nel festival veneto diretto dal regista e antropologo Fabio Gemo. Quello di Monselice è un appuntamento quasi unico a livello nazionale per la sua specifica caratterizzazione etnografica. Quest’anno ha selezionato 10 film tra circa 450 titoli.

Il festival

L’edizione 2019 di Etnofilmfest è stata dedicata al ricordo del regista Luigi Di Gianni, scomparso il 10 maggio scorso, che nei suoi documentari – a partire da “Magia lucana” del 1958 – ha rappresentato il Sud anche grazie all’amicizia e alla collaborazione con l’antropologo Ernesto De Martino.

I contributi al film

Ed è un altro antropologo, lo statunitense Frank Cancian, a raccontare la propria esperienza del Sud d’Italia nel documentario firmato da Citoni.  Il film racconta la realizzazione delle 1801 foto scattate da Cancian a Lacedonia nel 1957 e la nascita, sessant’anni dopo e alla presenza dello stesso Cancian, del Museo Antropologico Visivo Irpino, promosso dalla Pro Loco “Gino Chicone” che espone le foto e ne custodisce i negativi.

Il film si avvale di diversi preziosi contributi, a cominciare dal montaggio di Roberto Mencherini e dalle musiche di KuNa e del Pasquale Innarella Quartet. Attorno allo straordinario fondo fotografico del museo ha preso il via dal 2017 un programma di iniziative culturali. Tra queste, il concorso-mostra annuale di fotografia documentaria “1801 passaggi” organizzato da LaPilart, la cui terza edizione sarà lanciata nei prossimi giorni.

Domenico Bonaventura

Domenico Bonaventura (Avellino, 1984), giornalista, comunicatore e saggista, vive e lavora tra Lacedonia, in Alta Irpinia, dov’è cresciuto, e Roma. Laurea Magistrale in Scienze Politiche – indirizzo Comunicazione politica, economica e istituzionale – presso la LUISS “Guido Carli” di Roma. Giornalista con una passione rovente per il calcio, la politica e le parole. Italiano e meridionale fiero e critico, una passione rovente per il calcio, la politica e le parole, ho gestito e gestisco diversi uffici stampa - campagne elettorali, manifestazioni culturali, enti museali. Collabora con diverse testate: dal 2010 con la redazione di Avellino de Il Mattino di Napoli, con cui ho firmato più di millecinquecento articoli, dal 2016 con Restoalsud.it e da due anni con Il Mattino di Foggia e con Eurocomunicazione.com. Coordina l’area Comunicazione per diverse aziende e figure politiche e istituzionali. Mediamente attratto dalle reti sociali, le utilizza soprattutto per ottimizzare il lavoro. Moderatore e relatore in molteplici convegni e corsi di formazione, è autore del saggio “Parole e crisi politica. Dal politichese all’economichese. Come cambia il lessico politico al tempo della crisi” (ilmiolibro.it, 2013), finalista del Concorso Letterario Nazionale Ilmioesordio Ha fondato e gestisce il progetto di comunicazione Velocitamedia.it.

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