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Lacedonia, torna il concorso di fotografia documentaria “1801 passaggi”/ IL BANDO

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Torna a Lacedonia “1801 passaggi”, concorso di fotografia documentaria organizzato dall’associazione LaPilart, che nel novembre prossimo conoscerà la sua terza edizione.
L’iniziativa, che lo scorso anno ha registrato una crescita vertiginosa quadruplicando il numero di partecipanti, è legata al fondo fotografico dell’antropologo statunitense Frank Cancian (www.frankcancian.net), custodito presso il Museo Antropologico Visivo Irpino di Lacedonia, in provincia di Avellino.

Un paese italiano

Il tema di quest’anno è “Un paese italiano, 2019”. Il termine di presentazione delle opere è fissato alla mezzanotte del 15 settembre 2019.
Con il concorso annuale viene selezionato da una giuria di alto livello tecnico un gruppo di 20 opere fotografiche finaliste, che vengono esposte presso il MAVI in una mostra conclusiva annuale inaugurata nell’ambito dell’evento “1801 passaggi”. In questa occasione vengono proclamate e premiate tre opere vincitrici. Da quest’anno, inoltre, Frank Cancian assegnerà personalmente una menzione speciale a una fotografia che l’autore statunitense sceglierà tra le 20 finaliste selezionate dalla giuria. Per il 2019 l’evento “1801 passaggi” si terrà dall’1 al 3 novembre.

La quotidianità

Una serie di 20 foto di Frank Cancian costituisce la base del concorso, e il riferimento per gli autori nella presentazione di proprie opere. Si tratta, come ormai noto, di immagini scattate a Lacedonia nel 1957, delle quali i partecipanti al concorso proporranno una libera reinterpretazione attualizzata. Così come Cancian si recò a Lacedonia “per capire come le persone vivevano e per fotografarne la quotidianità”, allo stesso modo la richiesta ai nuovi autori è quella di prendere spunto dai temi e dai soggetti del 1957 per raccontare come tutto questo possa essere tradotto nell’oggi. Una traduzione – e in certi casi un cambio di senso – data alle azioni, ai gesti quotidiani e ai luoghi che ovviamente non sia conseguenza soltanto del naturale cambiamento che il trascorrere del tempo impone, ma costituisca anche una riflessione sulle nuove sfide che la società odierna è chiamata a vivere.
Dopo lo svolgimento del concorso, la mostra fotografica presenta quindi la serie di 20 foto di Cancian posta a base del concorso e i 20 scatti selezionati dalla giuria fra tutti quelli presentati dai partecipanti.

La giuria

Anche per l’edizione 2019 il concorso si avvale di una giuria di eccezione, che quest’anno è composta da:
Simona Guerra (coordinatore): esperta in ordinamento e valorizzazione di archivi fotografici, autrice di biografie e saggi di fotografia;
Francesco Faeta: antropologo tra i massimi esperti di antropologia visuale, docente ordinario all’Università di Messina, fotografo e documentarista etnografico;
Francesco Zizola: fotografo, autore di scatti pubblicati in tutto il mondo e vincitore di numerosi premi tra cui World Press Photo of the Year.

Le 1801 fotografie di Frank Cancian

1801 sono gli scatti realizzati a Lacedonia nel 1957, in circa 7 mesi, dal fotografo statunitense Frank Cancian, quando, studente di 22 anni, grazie a una borsa di studio soggiornò nel borgo rurale irpino.
Il lavoro fotografico del giovane Cancian – reso possibile dalla partecipazione alla vita quotidiana della comunità lacedoniese e caratterizzato da una sensibilità etnografica che, negli anni successivi, sarebbe stata alla base della sua scelta di dedicarsi alla ricerca e all’insegnamento dell’antropologia – esplora tutti gli ambiti di vita di una comunità rurale colta nel cruciale momento di passaggio della fine degli anni ‘50 del secolo scorso, allorché l’industrializzazione del Paese, l’espansione dei consumi e l’abbandono delle campagne erano ormai avviati.
Questo patrimonio visivo, riportato alla luce solo da poco tempo, resta ad oggi ancora sostanzialmente ignoto anche alla letteratura specialistica. Esso merita invece di essere considerato insieme all’eredità lasciata dagli autori che hanno raccontato il Sud italiano nel secondo dopoguerra: dai fotoreporter della Magnum, ai fotografi italiani che hanno lavorato sul campo con Ernesto De Martino, ai cosiddetti documentaristi “demartiniani”.

Il progetto “1801 passaggi”

Il progetto “1801 passaggi” è ideato e realizzato dall’associazione LaPilart. Mediante questa iniziativa, alla creazione dell’archivio fotografico dell’opera di Frank Cancian presso il MAVI – il museo promosso dalla Pro Loco “Gino Chicone” di Lacedonia – si affianca un concorso-mostra con cadenza annuale.
“1801 passaggi” è un percorso/confronto tra passato e presente che, proiettato negli anni a venire, coniugando lo sguardo etnografico con la fotografia e indagando l’evoluzione dell’essere umano, si pone un duplice obiettivo: da una parte divulgare il lavoro fotografico di Cancian (oggi professore emerito di Antropologia all’Università di Irvine, California) come documento storico-etnografico relativo al passato di una comunità e, più in generale, di una forma di vita come quella dei piccoli borghi rurali del Meridione italiano; dall’altra, acquisire all’archivio del MAVI nuove immagini fotografiche selezionate utilizzando le fotografie di Cancian come chiave di lettura di piccole realtà sociali nelle loro trasformazioni contemporanee, e, per questa via, accumulare una testimonianza dinamica dei cambiamenti della persona e della società e dell’evoluzione dello sguardo fotografico su di esse.

Per scaricare il bando e i materiali per la partecipazione al concorso: www.museomavi.it
Per informazioni: [email protected]

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