Sono saliti anche sul tetto dell’ospedale Monaldi di Napoli. E quel tetto è diventato il simbolo della loro disperazione, dopo anni di inutili tentativi di dialogo con tutte le istituzioni.  Ma, in questi giorni, è diventato anche il simbolo della solidarietà.

E #siamosultettoconvoi è il titolo dato alla mobilitazione prevista per giovedì 15 marzo: alle 10.30, davanti al Monaldi, è in programma una nuova manifestazione promossa dai ‘Genitori dei Trapiantati di Cuore e Trapiantati adulti’.

Sarà solo l’ultimo atto di una protesta che procede da tempo. La portavoce, Dafne Palmieri, è ormai al sesto giorno di sciopero della fame per sollecitare ”il ripristino dell’attività di trapianti cardiaci pediatrici” e ”per garantire percorsi di cura definiti e sicuri per i bambini già trapiantati”. E’ la battagliera ”e disperata” mamma di Massimo, oggi 16enne, ”ultimo sopravvissuto ad un trapianto di cuore pediatrico a Napoli”, che lancia un appello al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

”Il Capo dello Stato – evidenzia -, in quanto garante della democrazia e in presenza di una colpevole assenza delle istituzioni locali che vanificano il senso della loro stessa esistenza, ha il dovere di intervenire per evitare altre morti’. Abbiamo saputo che i dirigenti dell’Azienda ospedaliera dei Colli – sottolinea – dicono che è tutto a posto. Come utente posso testimoniare che i percorsi di cui parlano non esistono, spesso la vita dei nostri figli è messa a repentaglio da una organizzazione carente a partire dalla fase iniziale del ricovero’.’

Nel frattempo, ammette: “Mai avrei pensato di poter giungere a tanto. Sto bene ancora, bevo acqua, gatorade e caffè. Per ora solo molto freddo. Non.smetterò finché sarà necessario continuare. Magari nei prossimi giorni trovo un medico che mi visiti. Ma per ora resisto. Grazie veramente. Solidarietà e amore e senso di giustizia da parte di un sacco di amici mi nutrono”.