Musica: le “non-pagelle” di “Musicultura 2018”

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Giunto alla 29a edizione, il Festival della Canzone d’Autore e popolare ha scelto la rosa dei 16 finalisti che avranno la possibilità di esibirsi nella serata finale allo Sferisterio di Macerata. Solo la metà riuscirà a calcare il palco che, nella scorsa edizione, ha visto trionfare il “non demoscopico” a Sanremo 2018, Mirkoeilcane.

Tante belle canzoni, qualche sperimentazione che fa sempre bene al mondo della musica e al coraggio di questi talentuosi artisti italiani di belle speranze.

Non ci resta che attendere gli otto nomi che saranno i protagonisti della serata finale e goderci le loro canzoni.

Video: Mirkoeilcane – vincitore della scorsa edizione di Musicultura

ZoniDuo: il duo bolognese si presenta dopo un lungo periodo di scrittura e la realizzazione in studio di quattro inediti. Il loro singolo si intitola “Sam 4 presiden” che denota grande impegno di questi due ragazzi per un nuovo progetto artistico. Il sound, a mio avviso, non è da musicultura ma sarebbe molto interessante ascoltarli sul main stream.

Pollio: “Generico” è il brano che presenta alle audizioni dopo un bel percorso che lo porta da Caterina Caselli (2011-2014). Interessante cantautore dal sound pacifico.

Numa: cantautore molto interessante dalla voce molto profonda e dal cantautorato romano ben presente nelle sue vene. Speriamo abbia il giusto spazio anche in futuro.

Giulia Mei: lo scorso anno, nell’edizione di Mirkoeilcane, presenterò “Tutta colpa di Vecchioni”. Quest’anno presenta un brano da pelle d’oca intitolato “La bellezza”. Questa canzone è un vero inno alla bellezza della musica italiana e del nostro bel Paese. La cantautrice siciliana sembra quasi continuare i discorsi fatti da Peppino Impastato proprio su questo argomento. Giulia, meravigliosa come sempre, ha la chance per la musica al femminile di conquistare questo festival della canzone italiana così importante per qualità e spessore artistico.


Video: Giulia Mei – La bellezza – Audizioni Live Musicultura 2018

Anonima Noire: la band perugina porta pezzo “bomba” intitolato “L’’armadio”.
Se tanto mi dà tanto potrebbero avere qualche riconoscimento importante vista la canzone che andrebbe bene come tormentone estivo. Magari sarà “L’armadio“ e non Fedez e J-ax a monopolizzare le radio italiane per questa estate. Da tenere d’occhio.

Donato Santoianni: “Il turno infrasettimanale” è una canzone forse troppo pop per un festival della canzone d’autore e popolare con Musicultura. Il testo è molto interessante. Il cantautore vanta un posto tra i finalisti di Castrocaro 2009, la vittoria a Sanremo Label 2010, e l’album “Swinging Pop” pubblicato per Warner.

Sarah Stride: artista con impronta alternative rock molto interessante. Difficile vederla tra gli 8 vincitori della serata finale. L’Italia difficilmente capisce questo genere musicale perché troppo abituata a musica “usa e getta”.

Marco Greco: Se potessi scommettere punterei tranquillamente nel vederlo tra gli 8 vincitori. Se cercate un degno erede che possa rappresentare il mondo della musica cantautorale italiana lo troverete nelle sue canzoni. Se potesse essere a Sanremo, tra i “Big”, darebbe due giri a tutti; elemento di spicco della nuova musica italiana. Il suo brano si intitola “Abbiamo vinto noi”. Da pelle d’oca.

Organo ridotto: il bello di Musicultura è che dà spazio alla bella musica, in ogni sua forma. La band teatina arriva con “Seme morte”. Gli Organo ridotto sembrano fregarsene delle presentazioni visto che non esiste una loro biografia ufficiale e si presentano direttamente con la propria musica. Sarebbe bello vederli nella serata finale del Festival.

Rakele: torna a farsi vedere l’artista napoletana dopo il Sanremo di qualche anno fa che la vide tra le protagoniste nella sezione giovani. Voce sempre interessante, canzone cofirmata dal maestro Bungaro. Una possibilità che Musicultura vada alla musica al femminile con una canzone un po’ sanremese intitolata “La forma del tuo abbraccio”.


video: Rakele – La forma del tuo abbraccio – Audizioni Live Musicultura 2018

Daniela Pes: il suo brano si intitola “Ca milla dia dì”. Bisogna ascoltarla più volte per godere totalmente della bellezza di questa canzone. Artista molto interessante.

Francesco Rainero: “Generazione” il brano con cui si presenta il giovanissimo artista fiorentino. Il sound rispecchia parte della sua generazione, diverso da quello che di solito si ascolta a Musicultura.

Fabiana Martone: la cantautrice napoletana presenta “Memorandum”. Voce che ti resta in testa. Mi viene in mente Giulia Casieri all’ultimo Festival di Sanremo 2018 non tanto per caratteristiche artistiche ma per la speranza che nutro nello sperare che voci come la sua riescano ad avere il giusto spazio.

Davide Zilli: “Coinquilini” è il titolo del suo brano. Un testo semplice che mette la realtà in primo piano. Divertente ma che fa pensare a un sound interessante proprio come Davide. Un cantautore da ascoltare perché è una medicina per l’anima.

Alessandro Mancuso: come Giulia Mei arriva da palermo il cantautore che presenta “126 gradini”. Lui è uno dei cantautori che fa musica impegnata e la canzone che ha portato a questa edizione del Festival rappresenta il suo modo di fare arte.

Alberto Nemo: presente tra i 16 finalisti con il suo brano “Ancora”. Come per Sarah Stride sarà difficile che Il grande pubblico possa interessarsi in massa alla sua musica ma il musicista, cantante e compositore, fa quello che nella musica deve essere sempre fatto: sperimentare.

Salvatore Imperio

Salvatore Imperio, nato a Foggia il 14 Luglio 1982, appassionato di musica, Digital Journalism e social media. Blogger, fonda il sito di informazione dedicato esclusivamente alla musica indipendente “MIE Musica Italiana Emergente” in cui, insieme ad altri appassionati e ricercatori di musica, si occupa di raccontare e informare del vero fermento che la musica italiana sta vivendo. “La musica mi ha già salvato più di una volta e io non posso che raccontarla alla gente” questa è la visione che Salvatore Imperio ha in mente perché “non si può vivere di tormentoni e canzoni che non dicono niente”. Diplomato in Informatica, è iscritto al corso “Culture digitali e della comunicazione” del Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università Federico II di Napoli.

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