E’ un periodo molto impegnativo per  Caterina Shulha, attrice di origine bielorussa ma oramai italiana, dallo sguardo dolcemente di ghiaccio, di una bellezza delicata ma che non passa mai inosservata.  Stasera e domani la vedremo su Rai1 ne “Il Confine” di Carlo Carlei nel suo primo ruolo da attrice protagonista nel ruolo della dolce Emma. La troviamo anche nello spettacolo teatrale “Uomini Separati” in scena al Teatro dell’Angelo di Roma fino al 20 maggio, uno storia in cui emerge il vero significato dell’amicizia, quella vera. Dal 24 maggio la possiamo vedere anche al cinema con “Hotel Gagarin”, un tragicomico viaggio in Armenia, per cinque italiani in cerca di un nuovo inizio in cui si parla di esseri umani, di fallimenti e nuovi inizi.

Stasera ti vedremo in prima serata su Rai1 ne “Il Confine”. Perché hai accettato di far parte di questo progetto televisivo?

La sceneggiatura è stata scritta benissimo. La regia di Carlo Carlei è una garanzia, con il suo tocco magico e romantico. E’ una fiction girata in costume e calarmi nei panni di un’altra epoca mi entusiasmava moltissimo. Si parla della sofferenza che provoca la guerra dimostrando come però la  forza della vita possa vincere.

Vesti i panni di Emma. Ci racconteresti di lei?

E’ una giovane donna, sensibile e dolce; è una ragazza molto coraggiosa, ribelle e moderna per quel periodo storico perché attraversa il confine per raggiungere il suo amore.

La prima guerra mondiale fa da sfondo all’amore, il vero protagonista della fiction. L’amore può davvero vincere su tutto?

Si, può vincere, nonostante le difficoltà che si possono incontrare. E’ quella forza interiore necessaria per superare qualsiasi ostacolo. Nella fiction l’amore si incrocia con l’amicizia e viceversa, senza perdere mai il rispetto l’uno dell’altra.

Come ci si sente ad avere il tuo primo ruolo da protagonista femminile in assoluto in questa fiction?

Sono molto emozionata a dire la verità: è una grossa responsabilità raccontare fatti così importanti. Spero di riuscire ad arrivare la cuore delle persone.

Chi è Caterina Shulha oggi?

Non è più la ragazza permalosa di qualche anno fa; ora è cresciuta, complici la recente maternità e gli impegni lavorativi. Ha più responsabilità di prima. Cerca di guardare al presente, senza avere rimpianti e pensare al passato.

Sei di origine bielorussa ma da diversi anni sei residente in Italia. Cosa rappresentano per te queste due nazioni? Cos’hanno di affine e cosa di totalmente differente?

Sono per me molto simili; forse i bielorussi sono più diffidenti per rispetto ed educazione inizialmente ma poi entrambi danno una grande fiducia.

Com’è nato l’amore per questo mestiere?

Da quando era piccola amavo i travestimenti, le recite e i concerti che molto spesso organizzavo per la mia famiglia. Molti mi dicevano che avrei fatto parte del mondo dello spettacolo e non si sono sbagliati. Prima ho iniziato come modella e poi come attrice.

Hai preso parte al video “Vivendo adesso” di Francesco Renga. E’ importante vivere il presente?

E’ importantissimo ma allo stesso tempo è molto difficile. Chi ha questa qualità è molto fortunato.

Fino al 20 maggio ti vedremo al teatro con “Uomini separati”. Qui si parla principalmente di amicizia. Cos’è per te?

E’ fiducia reciproca. E’ raro trovarla e, se si trova, è riservata a pochissime persone. Ci deve essere tanto amore nell’amicizia vera.

Interpreti Laura Desideri. Com’è questa donna?

E’ la ragazza che abita all’ultimo piano di un condomino che aiuta  quattro uomini, uno dei quali si è appena trasferito. Entra nelle loro vite come un uragano in un incrocio di amicizia e amore.

“Bisogna imparare ad amarsi in questa vita, bisogna imparare a lasciarsi quando è finita”. Questo ha cantato Ornella Vanoni a Sanremo. Sei d’accordo con questa frase?

Condivido pienamente. Il mio personaggio al teatro quando uno dei quattro ci prova tenta di fargli capire che non ha alcun senso stare insieme in quel caso specifico, arrecherebbe solo sofferenza. E’ fortissimo il messaggio della Vanoni perché parla del respetto che ci deve essere tra due persone.

Dal 24 maggio, sarai al cinema con “Hotel Gagarin”. Il tuo personaggio?

Kira è una ragazza punk incinta all’ottavo mese. E’ la guida turistica di un gruppo di italiani che arriveranno in Armenia per girare un film ma verranno abbandonati dal produttore con lo scoppio della guerra.

Si parla di sogni e di rinascite. Nell’epoca in cui stiamo vivendo, si può ancora sognare? Cos’è per te il sogno?

Si deve sognare, sempre, altrimenti non ci sarebbe vita. Portare avanti una propria battaglia per raggiungere il proprio sogno è bellissimo.

I tuoi prossimi progetti?

In autunno uscirà al cinema “Non sono un assassino” con Alessio Boni e Riccardo Scamarcio, oltre che il film di Domenico fortunato, insieme ad Ornella Muti. Nella prossima stagione televisiva mi vedrete diretta da Marco Pontecorvo. (Foto in primo piano di Emanuele Menduni)