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Nel penitenziario di Benevento i carcerati diventeranno artigiani
20 Gen 2014 07:48

Tre progetti contro la marginalità e la devianza sociale sono stati approvati dal commissario straordinario della Provincia di Benevento, Aniello Cimitile.

L’iniziativa, realizzata con la cooperazione dell’Istituto Penale Minorile di Airola e con la Casa Circondariale di Benevento – spiega il commissario – presuppone percorsi appositamente pensati per il reinserimento nella vita sociale di persone ristrette nei due luoghi di detenzione”.

Un primo progetto prevede, infatti, un corso di formazione professionale per artigiani della durata di otto mesi, rivolto a cinque giovani ospiti dell’Istituto di Airola; mentre le altre due iniziative sono riservate ai detenuti della Casa Circondariale di contrada Capodimonte, e sono finalizzate alla formazione di tre archivisti e di venti imbianchini-decoratori.

L’organizzazione dei corsi di formazione – spiegano i promotori dell’iniziativa – mirano a sostenere percorsi di cambiamento e di riabilitazione di ragazzi ed adulti, soggetti a misure detentive, che possano offrire loro nuove prospettive di vita fuori dal carcere, fornendo competenze, non soltanto personali e sociali, ma anche professionaliSolo attraverso un’adeguata formazione – affermano – si può dare un’opportunità seria di uscita definitiva dal circuito penale e scongiurare il pericolo di recidiveLa scelta di finanziare occasioni di formazione si basa, inoltre, su un obiettivo di integrazione tra processo formativo e realtà produttive locali, per stimolare i detenuti a rivalutare le opportunità lavorative che possono provenire dal contesto economico locale”.

Attraverso la formazione, si offre agli ospiti dei due istituti l’opportunità di sviluppare nuove competenze di base, per affrontare il futuro impegno lavorativo.

Il lavoro – continuano – ha una forte valenza simbolica e contribuisce in misura determinante al reinserimento sociale. Per questo è di primaria importanza realizzare progetti di accompagnamento e motivazione al lavoro, rivolti ai detenuti degli istituti penitenziari che contribuiscano ad affermare la dignità e i diritti della persona”.

La spesa complessiva a carico del Bilancio della Provincia è pari a poco più di 60mila euro.


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