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Palermo invasa dalla “social street”

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Vuole diventare la città più social d’Italia: dal centro storico a viale Strasburgo, da Brancaccio a Bonagia, Palermo sarà invasa dalle social street e saranno più di quaranta, un grande primato per il capoluogo siciliano. È il fenomeno che ha preso vita sabato scorso,“Social Street Palermo,presentato alla Real Fonderia tramite un workshop che ha sviluppato una metodologia e creato numerosi gruppi che s’impegneranno a fare attività sociali.

La social street del Centro storico, attualmente la più numerosa, ha individuato, grazie al contributo di Valentina Mandalari e Luca Pecoraro un problema relativo al vicolo della Chiesa di Sant’Orsola, attualmente nel degrado. A breve verrà organizzato un evento con musica e proiezioni che verrà preparato dai partecipanti. La zona potrebbe diventare una sorta di “quartier generale” per il fenomeno delle social street cittadine.

La social street è un esempio tipico di innovazione sociale” afferma Fabio Lo Verde dell’Università di Palermo. “L’appartenenza territoriale è una chiave di lettura fondamentale per le relazioni” afferma Gianna Cappello dell’Università di Palermo. “Potrebbe essere un fenomeno importante per creare reti virtuose” spiega Tony Siino di Rosalio. Le social street a Palermo agevoleranno anche l’amministrazione che potrà ascoltare più rapidamente la voce dei cittadini. L’assessore Giusto Catania nel suo intervento afferma come cittadini e istituzioni potranno agire insieme per il bene di Palermo: “è bene che il Comune dia ascolto a queste iniziative ma non deve cercare di assorbirle“.

Palermo è veramente una città sociale e aperta alle proposte di condivisione” affermano Angelo Zito e Rosa Tinnirello coordinatori dell’evento. “La modalità di creazione delle Social Street ha veramente riscosso un grande interesse da parte di tutti“. “La città aveva bisogno di una modalità per fare insieme e l’inclusione delle associazione e delle istituzioni favorirà la realizzazione di attività concrete nelle social street“.

Carmelo Pollichino ha proposto la condivisione del parcheggio: “in città numerosi condomini sono provvisti di parcheggio. La mattina quando si va al lavoro, si potrebbe condividerlo con qualcuno, piuttosto che lasciarlo libero“.

Viviana Gelardi ha proposto la realizzazione di attività in una “non piazza” del centro storico. “In Piazza delle stigmate, dietro il teatro Massimo si potrebbero attivare degli orti urbani e dei giochi per i bambini del quartiere“.

Sabrina Maniscalco, vuole costruire una grande compostiera in comune per tutti i suoi vicini.Giuseppe Arici ha messo a disposizione casa sua, in via dei Schioppettieri per organizzare delle Jam sessions.

La social street del macro quartiere Zisa ha deciso di raccogliere le opinioni del quartiere coinvolgendo edicola/tabaccaio/negozi ecc. nella distribuzione e nella raccolta di questionari: su viabilità ( apertura strade, percorsi pedonali), su attività da poter organizzare a breve (kit Zisa style, car boot sales, saracinesche d’artista, aperitivi e tandem in lingua, baratto competenze, scambio libri, riqualificazione di Piazza Lolli). La Social street Zisa sarà inaugurata con una bella festa in piazza con musica e aperitivo multietnico.

Le proposte vengono dal Coworking re Federico,che ha pure messo a disposizione i suoi spazi per le riunioni, e da un gruppo di cittadini impegnati nella cultura e nella riqualificazione urbana a Palermo: Luciano D’Angelo, Massimiliano Giudice, Giulia D’Oro, Giulia De Chirico, Marina Sajeva, Antonino Daniele Panzarella, Rosa Tinnirello.

Anche dalla Social street Restivo – Sciuti – Aquileia coordinata da Giorgia Teresi con Alessandra Rossi, Simona Annaloro, Valentina D’Orso sono arrivate numerose proposte.

Roberto Zarriello

Imprenditore digitale, saggista, giornalista – Brand Journalism Expert -. Ho fondato startup come Digital Media e InstaGo, società specializzata in gestione profili e pagine Instagram, ho creato e dirige la prima Digital Academy del Sud (main partner Conad, Tiscali, Resto al Sud) sul talento digitale, lanciato il primo think tank sul giornalismo e la comunicazione digitale (Comunicatori Digitali Associati in collaborazione con GSA). Laureato in Scienze Politiche all’Università degli Studi di Bari, oggi sono Docente di Comunicazione Digitale e Social Media all’Università Telematica “Pegaso” e in vari master universitari (Roma, Ferrara, Foggia, Unimol, Milano). Sono stato formatore per la Corte Costituzionale (ufficio stampa 2.0 e social media) e Web Editor dell’Isola d’Elba occupandomi di riscrivere e riprogettare l’intero processo di comunicazione e relativo piano editoriale. Ho collaborato con le Cattedre di Organizzazione e Comunicazione degli Uffici Stampa e di Pianificazione Media e Comunicazione allo Sport della Facoltà di Scienze della Comunicazione all’Università “La Sapienza” di Roma. Sono stato speaker e moderatore di molti eventi sul digital negli ultimi 15 anni tra cui Web Marketing Festival, Festival del Giornalismo, SMAU, Ninja Talk, ed una serie di convegni e conferenze con Ordine dei Giornalisti (in 10 regioni italiane), Centro di Documentazione, Primo Piano Formazione, TVLP (anche all’ambasciata USA in Italia) fino a organizzare “La Battaglia delle Idee” evento che ha visto radunate a Salerno oltre 1.000 startup e agenzie di marketing digitale. Scrivo di comunicazione, web e nuove tecnologie su HuffingtonPost.it e coordino il social media team di Tiscali.it come consulente. Dal 2003 collaboro con il gruppo Espresso, con cui ho creato il progetto “Città 2.0” su Repubblica. Seguo diversi progetti editoriali dedicati alla cultura e all’innovazione. Ho coordinato fino al 2017 la prima Commissione sulla didattica digitale del MIUR istituita dall’USR Molise. Ho scritto libri per il Centro di Documentazione Giornalistica (2 edizioni di Penne Digitali + 2 edizioni di Brand Journalism) e per Franco Angeli Editore. Nel 2015 ho ricevuto il premio Giornalistico Nazionale ‘Maria Grazia Cutuli’ per la categoria “Web, Editoria digitale”.

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