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Papa Francesco chiama la Terra dei Fuochi. “Vi sono vicino”

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Coltivare e custodire il Creato. Fu il primo appello di Papa Francesco nella Omelia della Messa per l’inizio del suo Pontificato.

Per la Terra dei Fuochi, questo pezzo d’Italia dove la camorra ha interrato rifiuti tossici e nocivi, avvelenato la terra e inquinato le falde acquifere il Pontefice ha parole di attenzione e di amore, si preoccupa per la sofferenza della gente che abita in queste zone che gli hanno spedito migliaia di cartoline.

La conferma della telefonata arriva da padre Maurizio Patriciello, parroco di Caivano, simbolo della battaglia di civiltà che migliaia di persone portano avanti da mesi per chiedere bonifiche delle terre e delle acque e uno stop allo sversamento e all’interramento criminale dei rifiuti in Campania.

“Suora Teresa è felicissima della telefonata, ancora non ci crede quando dall’altra parte del telefono ha sentito una voce che le ha detto suora aspetti un attimo le passo Papa Francesco ed era davvero lui, il Santo Padre – racconta Patriciello che ha voluto ribadire la sua preoccupazione per il disastro ambientale e soprattutto per la sofferenza dei bambini e delle loro mamme”.

Teresa Anna, la suora che ha parlato col Papa al Telefono, insegna l’amore per la terra ai bambini in un convento di Casal Di Principe, paesone del Casertano che suo malgrado sopporta il marchio d’infamia di aver dato i natali ai padrini di Gomorra, quei mafiosi che per far soldi hanno appestato l’aria, avvelenato acqua e insozzato la terra.

Lei, suor Teresa Anna, non parla del suo colloquio col santo padre, ma lontano dalla telecamere ci spiega che era informato soprattutto della sofferenza atroce delle mamme e dei bambini…

Paolo Chiariello

Sono Paolo Chiariello, ho 40 anni, faccio il giornalista a Sky tg24 dopo aver lavorato a Panorama, in Rai, al Roma e in altri giornali. Sono nato a Sant'Antimo, in provincia di Napoli, dove ancora ho parenti e amici ma dove manco da 20 anni. Il mio sogno è restare al Sud e smetterla di parlare e scrivere di Nord e Sud ma di Italia, del Belpaese che i nonni ci hanno consegnato e che noi abbiamo stuprato, devastato, inquinato e svenduto.

One comment

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    maseppe

    20 Novembre 2013 - 23:53

    ma di quale Belpaese vai cianciando, finiamola una volta per tutte con questi termini che non hanno più nessun valore, stiamo dimostrando al mondo intero che l’Italia è dovrebbe far parte del continente africano e non di quello europeo!

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