Durante le festività, secondo l’ultima analisi di Agriturismo.it sulla sua sezione Ristoranti, sempre più persone sceglieranno di consumare il pranzo pasquale in un locale immerso nella natura e all’insegna del cibo genuino, soprattutto nelle regioni del Nord. Tra Lombardia, Veneto e Piemonte si concentra infatti più del 63% delle prenotazioni di pranzi per i giorni di Pasqua. Tra le prime dieci regioni più richieste per le feste ci sono anche Puglia e Sicilia.

Al Nord quella delle domeniche in agriturismo è un’abitudine ormai consolidata, soprattutto nelle aree metropolitane: se in Lombardia si concentra oltre il 38% delle richieste per Pasqua, è Milano la provincia più gettonata in assoluto anche nel resto dell’anno. Accade lo stesso in Piemonte: in regione arriva l’11,4% delle richieste, la cui metà si concentra per lo più nell’area di Torino.

Al Sud la tradizione del pranzo ai fornelli e in famiglia è ancora forte, nonostante si inizino a intravedere i primi segni di interesse nel trascorrere i pranzi di Pasqua fuoriporta. La quinta regione più attiva con le richieste di ristoranti per le prossime feste è infatti la Puglia (4,8%), seguita dal Lazio (3,9%) e dalla Sicilia (3%).

In classifica anche l’Umbria, altra regione popolare nel settore degli agriturismi che raccoglie il 2,7% delle richieste totali. Chiudono la graduatoria con un ex aequo, Emilia Romagna e Campania (2,4%).

Ma quanto costa pranzare in un agri-ristorante per Pasqua? Se durante l’anno la media è di 30 euro a persona, gli speciali menù proposti per le feste possono arrivare a costare fino al 30% in più. Le comitive di chi prenota il pranzo pasquale in agriturismo sono composte in media da 7 persone; mentre durante il resto dell’anno oltre il 25% delle richieste riguarda gruppi di oltre 20 componenti che prenotano con almeno due mesi di anticipo.