“Riaprire le scuole a maggio”: dal Politecnico di Milano proposta in controtendenza

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Scuole aperte già a maggio con orari diversi e distanziamenti: è la proposta di Ingegneri universitari di Milano.

L’ ipotesi sulla riapertura delle scuole

Genitori al lavoro e ragazzi e bambini di nuovo a scuola durante la fase 2. E’ la proposta che arriva da un gruppo di lavoro del Politecnico di Milano. Le scuole, come ha già anticipato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, riapriranno a settembre. Fino ad allora, ci si interroga come fare per non lasciare i minori da soli in casa. L’apertura delle scuole per le fasce d’età più basse, sarebbe dunque in questo momento un aiuto per le famiglie che dovranno tornare al lavoro. Permetterebbe di salvaguardare almeno una fascia di anziani.

I vantaggi della riapertura scolastica

Tra i pro valutati per la riapertura delle scuole, ci sarebbe un significativo vantaggio: dato che le scuole materne ed elementari (ma nella maggioranza dei casi anche le medie) sono di solito vicino a casa, tutti gli spostamenti potrebbero avvenire con semplicità a piedi. O con altri mezzi, ma comunque senza sovraccaricare il sistema del trasporto pubblico. Esiste infine un altro fattore di forza verso la riapertura delle scuole, un elemento che ha più carattere medico: non sviluppando la malattia, i più piccoli potrebbero essere di gran lunga meno contagiosi degli adulti o degli anziani che si ammalano.

La scuola come motore della società

Il gruppo di lavoro del Politecnico di Milano, ha elaborato un modello su sette/otto sistemi dalla società: dalla scuola, ai trasporti, al lavoro, alla finanza, alla società civile, al commercio. Ovviamente si tratterebbe di una scuola diversa da quella che conosciamo, in termini di orari, turni, composizione delle classi. Gli ingegneri lavorano su alcuni questioni come per esempio la distanza. Se bisogna mantenere la distanza di 1, o di 2 metri, ci si interroga sul perché gli adulti possono andare in ufficio o sul tram mantenendo quella distanza e gli studenti no. Ora la scuola può avere un valore aggiuntivo, può diventare un elemento abilitante per la ripartenza. Non considerare la scuola in quest’ottica sarebbe un errore, significherebbe precluderci alcune possibilità. Senza dimenticare che anche i più piccoli hanno bisogno di relazioni sociali.

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