Sanremo 2020: da Red Ronnie a Roberta Giallo, scatta la rivolta contro le scelte di “Big”e testi delle canzoni

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Non si ferma la polemica sulla partecipazione di alcuni artisti nella sezione “Big” del 70° Festival di Sanremo.(leggi anche “Sanremo 2020: facciamo tornare il festival della canzone italiana”)

Mai come quest’anno, la polemica entra nel merito del criterio di selezione dei Big a e delle canzoni che i cosiddetti Big portano al festival che dovrebbe rappresentare la musica italiana.

La conduzione di Amadeus

Sui social, da Red Ronnie a Grazia Di Michele e sino ad una cantautrice snobbata alcuni anni fa e che è protagonista come vera portavoce della canzone italiana all’estero e che corrisponde al nome di Roberta Giallo, hanno fatto partire un appello che mette anche in discussione la decisione di affidare la direzione artistica ad la conduzione ad Amadeus.

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I testi

Dai Pinguini tattici nucleari che citano Brigate Rosse, Aldo Moro e la violenza sulle donne fino ad Elettra Lamborghini che con le sue hit ha invaso media e nei grandi network nazionali, sono in molti a chiedersi quale sia il criterio di selezione per questo festival in cui c’è poca rappresentanza della musica al femminile (leggi anche “La musica al femminile: pochi gli spazi per le nuove cantautrici”)  e dove i testi approvati e che saliranno sul palco di Sanremo non hanno nulla a che fare con la bellezza della musica e con la cultura e non lanciano messaggi positivi ma parlano, come detto, di argomenti che sminuiscono la dignità della donna che, ancora oggi, è protagonista della cronaca nazionale di violenze assurde per un paese che si ritiene democratico e civile.

Le scelte

Prima ancora della lista ufficiale dei Big a Sanremo, il conduttore e direttore artistico di quest’anno si era soffermato, attraverso alcune dichiarazioni, su un criterio di scelta molto discutibile come quella delle hit e delle canzoni che vanno per la maggiore su Spotify.

Gli ascolti

Un criterio molto discutibile visto che esistono da anni. come già scritto anche su tantissime testate nazionali, di come si possa influenzare l’ascoltatore gonfiando gli ascolti e i cosiddetti followers sul Digital store che va per la maggiore e che non riconosce ancora oggi le giuste royalties agli artisti e agli autori che pubblicano le proprie opere. (Leggi anche “L’era dei digital store e il doping degli ascolti”)

La “vera” musica

Come detto, mai come quest’anno la polemica è entrata nel merito delle canzoni e degli artisti in gara perché, proprio nel 2020, si rischia di seppellire la vera musica sotto quintali di prodotti discografici in un settore già da anni si perversa in crisi profonda ed in cui le nuove generazioni si rispecchiano in artisti e in testi che non hanno nulla di positivo sia per abilità canore, sia per argomenti trattati e perché lasciano messaggi negativi attraverso la musica che resta un mezzo importante per l’educazione delle nuove generazioni e la civiltà del nostro paese.

Salvatore Imperio

Salvatore Imperio, nato a Foggia il 14 Luglio 1982, appassionato di musica, Digital Journalism e social media. Blogger, fonda il sito di informazione dedicato esclusivamente alla musica indipendente “MIE Musica Italiana Emergente” in cui, insieme ad altri appassionati e ricercatori di musica, si occupa di raccontare e informare del vero fermento che la musica italiana sta vivendo. “La musica mi ha già salvato più di una volta e io non posso che raccontarla alla gente” questa è la visione che Salvatore Imperio ha in mente perché “non si può vivere di tormentoni e canzoni che non dicono niente”. Diplomato in Informatica, è iscritto al corso “Culture digitali e della comunicazione” del Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università Federico II di Napoli.

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