#Strasburgo, discussione sulla condizione di #insularità: puntiamo su connessione mobilità delle nostre #isole

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L’insularità si supera se si è in rete. Se la geografia non è superabile, lo è la condizione di isolamento: ogni isola sia connessa alle reti digitali, a quelle energetiche, a quelle del trasporto, alle reti della ricerca e dell’istruzione. A ogni isola sia garantito l’accesso allo sviluppo e il diritto alla mobilità. E’ la proposta che ho lanciato oggi a Strasburgo, durante la discussione di una mozione sul tema della condizione insulare e del rafforzamento del sostegno alle regioni insulari da parte dell’UE.

Solo con una visione contemporanea che sappia cogliere le opportunità dell’economia della condivisione, mettendo in rete le nostre isole attraverso la tecnologia e con un approccio di sistema potremo colmare gli svantaggi dovuti alla specifica condizione dell’insularità.

La soluzione va trovata giocando sul doppio binario nazionale ed europeo.

Anzitutto la partita va condotta sul piano della politica di sviluppo italiana, attraverso un approccio ragionato alla programmazione regionale dei fondi e nell’ambito delle opportunità offerte dal Piano Juncker che orienti i progetti nella direzione di uno sviluppo delle reti di connessione utili a collegare le isole al continente.

E’ stato importante, con la mozione odierna, attirare ancora una volta l’attenzione dell’UE sulle problematiche delle nostre isole, ma risulta evidente, come ricordato anche dal Commissario, che la battaglia in favore dell’insularità debba essere condotta prima in sede nazionale e poi dagli Stati in sede europea. È questo l’approccio che adottammo nel 2005 quando da Presidente condussi una battaglia per rivendicare maggiori risorse per la Sardegna. Le nostre richieste, portate dal Governo Italiano all’interno del Consiglio Europeo del Dicembre 2005, sfociarono nel Regolamento 1083/2006 che assegnava 251milioni di euro aggiuntivi per la Sardegna.

C’è però qualcosa che può e deve essere fatto anche a livello europeo, a prescindere dalla creazione di agenzie di dubbia utilità. Se si vuole davvero eliminare lo svantaggio delle isole, bisogna in qualche modo eliminare la condizione di isolamento. È per questo che nel mio intervento ho chiesto alla Commissione interventi concreti ed in particolare il collegamento della Sardegna alle grandi reti mondiali del digitale, dei trasporti e dell’energia, così come alla rete immateriale della ricerca e dell’educazione. Solo grazie a questa sistematica interconnessione si potranno liberare nuove opportunità di crescita e sviluppo per la nostra e per le altre isole del Paese.

Renato Soru

Laureato in Discipline Economiche e Sociali all¹Università Bocconi di Milano, ha lavorato a Milano dal 1985 al 1990 presso la CBI Merchant (dove si e¹ occupato di intermediazione titoli e prodotti finanziari derivati). A partire dal 1990 ha lasciato il lavoro dipendente per dedicarsi all¹ampliamento di un¹attività propria già iniziata in precedenza nell'ambito dello sviluppo di centri commerciali. Nel 1995 ha avviato Czech On Line, una delle prime società Internet, che immediatamente permise a quest’ultima di diventare una delle principali società provider di servizi internet nella Repubblica Ceca. Nel 1998, dopo la liberalizzazione del mercato italiano delle telecomunicazioni in Italia, ha costituito Tiscali. Parallelamente alla sua carriera di imprenditore, nel 2004 ha intrapreso la propria carriera politica, diventando Presidente della Regione Sardegna fino al dicembre 2008. Nel 2009 rientrò nuovamente in Tiscali per gestire il business, ottimizzando le risorse al fine di rilanciare l’azienda e posizionarla sul mercato della comunicazione integrata dei nuovi media e dei nuovi e strategici servizi Over The Top. Attualmente è Parlamentale Europeo per il Pd nella circoscrizione Sicilia-Sardegna.

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