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E se il voto di scambio fosse legalizzato?

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Per quanto possa sembrare scandaloso mettere in discussione il diritto di voto per tutti, più scandaloso dovrebbe apparire ai nostri occhi il voto di scambio.

Senza pregiudizi, si potrebbero apportare piccole varianti che non creino malcontento fra la popolazione.

Per esempio: predisporre una scheda elettorale nella quale, accanto ai nomi dei candidati compaia pure una casella con accanto scritta la parola “Piccioli”.

In sostanza, l’elettore può decidere di annullare il proprio voto e ricevere, in cambio della propria rinuncia, una piccola somma di denaro cash.

È una libera scelta: se nessuno dei candidati ti soddisfa, scegli di astenerti, ma almeno non fare danno.

Dopo aver optato per la variante “piccioli” l’elettore demotivato – immaginiamolo come una variante italiana di Homer Simpson – si presenta al presidente di seggio, mostra la scheda annullata e riceve venti o trenta euro. La somma va definita, ma deve essere l’equivalente delle ricariche telefoniche o dei sacchetti di spesa che già circolano con l’approssimarsi del voto.

Il bello è che non risulta nemmeno necessario rinunciare alla ricarica o alla spesa in omaggio: i benefit per l’elettore infedele sono cumulabili, perché allo Stato dovrebbe interessare soprattutto l’obiettivo di preservare dall’inquinamento il risultato elettorale.

Né i costi sarebbero insostenibili, se si ponderano i disastri finanziari prodotti da una democrazia rappresentativa distorta. Già sul medio periodo, considerati i danni sociali prodotti dal voto di scambio, lo Stato ci guadagnerebbe. Funzionerebbe un po’ come il metadone distribuito gratuitamente ai tossicodipendenti: certo, per lo Stato è una spesa, ma se l’obiettivo è sconfiggere il racket della droga, è un investimento sacrosanto.

Scegliendo il candidato “piccioli”, ogni elettore è libero di trarre le conclusioni del proprio cinismo o disamore per la politica, traendone la massima soddisfazione e un discreto profitto. Allo stesso tempo, il risultato delle urne sarà depurato dalle scorie illegali e immorali.

Converrebbe a tutti, tranne che a corruttori e ladri di democrazia. Pensiamoci.

Roberto Alajmo

Roberto Alajmo è nato a Palermo nel 1959 e a Palermo dice lui "insiste a vivere". Scrittore, giornalista e drammaturgo italiano. Collabora con diverse testate nazionali. Giornalista professionista [1], dagli anni '90 è assunto al TG3 Sicilia della RAI e collabora con diverse testate nazionali. Dal 2012 è nella redazione della rubrica "Mediterraneo" [2]. Il suo primo romanzo pubblicato è stato nel 1986 "Una serata con Wagner". Sue opere sono tradotte in inglese, francese, olandese, spagnolo e tedesco. Con il romanzo "Cuore di madre" è secondo classificato al premio Strega e premio Selezione Campiello, premio Verga, premio Palmi). È stato docente a contratto di Storia del Giornalismo alla facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Palermo e consigliere d'amministrazione del teatro Stabile di Palermo. Con "Notizia del disastro" ha vinto il Premio Mondello e con il libro "L'arte di annacarsi" ha vinto il Premio letterario Antonio Aniante. Suoi racconti sono stati pubblicati nelle antologie La porta del sole (Novecento, 1986), Luna Nuova (Argo, 1997), Raccontare Trieste (Cartaegrafica, 1998), Sicilia Fantastica (Argo, 2000), Strada Colonna (Mondello, 2000), Il Volo del Falco (Aragno, 2003), Racconti d'amore (L'ancora del mediterraneo, 2003) Inoltre ha scritto il libretto dell’opera Ellis Island, con musiche di Giovanni Sollima (Palermo, Teatro Massimo, 2002). Il suo romanzo È stato il figlio è stato trasposto, nel 2012, in un omonimo film per la regia di Daniele Ciprì, con Toni Servillo come interprete protagonista. Il 27 settembre 2013 è nominato direttore dell'Ente Teatro Biondo Stabile di Palermo succedendo al regista teatrale Pietro Carriglio [3]. Fra i suoi libri: "Un lenzuolo contro la mafia" (Gelka 1993 e Navarra 2012) "Almanacco siciliano delle morti presunte" (Edizioni della Battaglia, 1996) "Le scarpe di Polifemo" (Feltrinelli, 1998) "Notizia del disastro" (Garzanti, 2001, Premio Mondello). "Cuore di Madre"(Mondadori, 2003, finalista ai premi Strega e Campiello. "Nuovo repertorio dei pazzi della città di Palermo" (Mondadori, 2004) "È stato il figlio" (Mondadori, 2005, finalista al premio Viareggio e vincitore del SuperVittorini e del SuperComisso). "Palermo è una cipolla" (Laterza, 2005) "1982 - Memorie di un giovane vecchio" (Laterza, 2007) "La mossa del matto affogato"(Mondadori, 2008, premio Pisa). "L'arte di Annacarsi - Un viaggio in Sicilia" (Laterza, 2010) "Tempo Niente" (Laterza, 2011) "Arriva la fine del mondo (e ancora non sai cosa mettere)" (Laterza, 2012) "Il primo amore non si scorda mai, anche volendo" (Laterza, 2013) Per il teatro: "Repertorio dei pazzi della città di Palermo", "Centro divagazioni notturne" e il libretto dell'opera "Ellis Island", per le musiche di Giovanni Sollima. I suoi libri sono tradotti in inglese, francese, tedesco, spagnolo, svedese e olandese.

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