Il #Sud e il suo immenso patrimonio, la sfida da vincere

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Questa è una sintesi del mio intervento in occasione dell’apertura de La memoria degli elefanti. Festival della letteratura nel segno del mito, a Santa Maria Capua Vetere.

La tutela e la valorizzazione dei beni culturali è una sfida che potrebbe diventare strumento per il rilancio economico e civile del nostro Paese, una sfida cui si contrappongono molti ostacoli: il rinnovamento culturale del territorio è in grado di coinvolgere i cittadini in un progetto diffuso di consapevolezza e di recupero dei beni comuni e, con essi, delle idee stesse di comunità, di cooperazione, di legalità. Troppo spesso il mondo della politica e le istituzioni stesse, attraverso consolidati immobilismi e cronica mancanza di iniziativa, ritardano questa presa di coscienza.

L’intento di queste giornate dedicate alla cultura, alla letteratura, alla memoria e al mito, si delinea nella codifica di quelle nuove energie di cui ha bisogno il Paese: quelle che vengono dal mondo dell’iniziativa giovanile, dell’impresa sociale, del no profit, delle associazioni e delle reti civiche, soggetti pronti a ‘sporcarsi le mani’, a darsi da fare in prima persona per riportare alla luce, difendere e promuovere i nostri tesori, i nostri spazi pubblici, i nostri beni comuni.

Nella legge Valore Cultura il primo articolo è stato dedicato a Pompei perché il Mezzogiorno deve essere simbolo della rinascita: Pompei è per l’Italia il luogo dove mostrare la capacità di centrare l’obiettivo di tutelare un bene considerato patrimonio dell’umanità.

Il progetto non riguarda soltanto il sito ma l’intero territorio, con la volontà di fare di Pompei una destinazione di eccellenza del turismo culturale del nostro Paese e il simbolo delle buone politiche che l’Italia sa attivare nei confronti degli obblighi di tutela e valorizzazione di uno dei patrimoni più importanti e straordinari del mondo.

La cultura è un settore in fermento che ha colto la necessità di una nuova alleanza con un turismo consapevole e con gli enti che favoriscono la partecipazione attiva dei cittadini: infatti, solo una comunità coesa può tutelare un luogo dal degrado e restituire al turismo la dimensione di esperienza non superficiale, ma profonda e coinvolgente.

Il rilancio di un territorio è un’esperienza che deve coinvolgere tutta la comunità, innescando un meccanismo virtuoso in grado di mettere un freno alla speculazione, alla cementificazione, all’inquinamento, al diffondersi di attività di criminalità organizzata.

L’impegno sulla Reggia di Carditello rappresenta un esempio e un modello da questo punto di vista: un bene comune troppo a lungo trascurato e lasciato in condizioni di abbandono, che viene restituito alla comunità e deve essere valorizzato dal punto di vista culturale e turistico, sino a diventare un punto di riferimento positivo per il territorio, polo di coesione sociale e opportunità dal punto di vista occupazionale. Allo stesso modo sono da elogiare le finalità della mostra “La luce vince l’ombra. Gli Uffizi a Casal di Principe”.

Ma purtroppo il rilancio di un territorio non è mai facile, specie in contesti in cui si sono persi i vincoli sociali e la convivenza è basata sui rapporti di forza, sulle consuetudini clientelistiche, sull’indifferenza ed è pregnante quindi il richiamo che gli organizzatori di questo incontro hanno posto alla figura dell’“eroe”: un eroe comune, che quotidianamente si batte per una società più aperta e più sicura, contro i nuovi razzismi e i nuovi fondamentalismi che vorrebbero acquisire potere alimentando l’odio e lo scontro di civiltà.

E un eroe quotidiano è anche chiunque si impegna, in ogni modo, per il recupero della dimensione culturale di un territorio affinché questo, insieme ad un attento ripensamento dell’intero sistema del patrimonio culturale, possa portare un vero rinnovamento del settore, a livello sia locale sia nazionale, e insieme generare una spinta per l’economia, per il turismo ma anche per il rilancio politico, sociale, culturale e civile del Paese.

Massimo Bray

Massimo Bray è nato a Lecce, ha studiato a Firenze, vive a Roma. Dopo la laurea in Lettere e Filosofia, conseguita nel 1984 e un itinerario da borsista a Napoli, Venezia, Parigi, Simancas, nel 1991 entra all’Istituto della Enciclopedia Italiana fondato da Giovanni Treccani, come redattore responsabile della sezione di Storia moderna dell’Enciclopedia La Piccola Treccani. Non lascerà più l’Istituto, fino all’elezione al Parlamento: nel 1994 ne diviene il direttore editoriale. In questo ruolo, mantenendo intatto il rigore che contraddistingue un’istituzione culturale di così grande prestigio, ne ha seguito l’apertura al web con grande entusiasmo. Il progetto di definire l’Enciclopedia degli italiani online è il modo di interpretare la missione della Treccani nel XXI secolo. La scelta è quella di mettere a disposizione di un numero sempre maggiore di utenti un patrimonio di conoscenza di alta qualità; la convinzione è che il nostro Paese debba elaborare nuove forme di gestione del patrimonio culturale, coniugando la forza dei contenuti con le innovazioni tecnologiche. Massimo Bray è stato anche direttore responsabile della rivista edita dalla Fondazione di cultura politica Italianieuropei, che ha tra i suoi principali obiettivi quello di elaborare analisi e riflessioni pubbliche sui nodi cruciali dell’innovazione politica ed economica europea. La fondazione è un luogo di incontro tra le diverse tradizioni culturali del riformismo italiano. Sull’edizione italiana di Huffington Post è autore di un blog dedicato all’esperienza della cultura, con particolare attenzione all’editoria tradizionale e digitale. Ha presieduto il consiglio d’amministrazione della Fondazione La Notte della Taranta, che organizza il più grande festival europeo di musica popolare, dedicato al recupero della pizzica salentina e alla sua fusione con altri linguaggi musicali, dalla world music al rock, dal jazz alla sinfonica. Grazie al lavoro del gruppo di competenze che gestisce la Fondazione e soprattutto alla straordinaria coralità dei talenti musicali coinvolti nell’Ensemble Notte della Taranta, il festival è divenuto, negli anni, un riconosciuto modello culturale che, di edizione in edizione, non cessando di produrre nuove forme di elaborazione artistica, ha cominciato a produrre interessanti economie per il territorio. Alle elezioni politiche del 2013 è stato eletto deputato nelle fila del Partito democratico e il 28 aprile 2013 è stato nominato ministro per i Beni, le attività culturali e il turismo del governo presieduto da Enrico Letta. Su Twitter è @MassimoBray.

One comment

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    Michele Muscillo

    21 Ottobre 2015 - 11:45

    Ma come si spera di vincere una sfida quando per arrivare al SUD, mancano le strade, mancano le linee ferroviarie, se parcheggia un’auto si rischia di non trovarla più?
    Due aeroporti decenti, uno a Bari ed uno a Napoli, distanti tra loro oltre 200 km.
    Dalla Basilicata, per arrivare a Roma, un bus ci impiega oltre 5 ore ed in treno…..beh meglio lasciar perdere.
    Il Sud, per il governo è solo una riserva di caccia elettorale nient’altro.
    Inutile fare trasmissioni tipo “Ulisse” o gli “Uffizi a Casal di Principe”, quando materialmente è molto difficile arrivarci.

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