#Legalità, in Puglia toglieremo i soldi ai mafiosi

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Le istituzioni politiche devono fare il loro lavoro per combattere le mafie.

Se diventerò presidente della regione realizzeremo l’Agenzia dell’antimafia sociale.

C’è la necessità di coinvolgere tutte le amministrazioni comunali in questa operazione.

Così come presenterò un disegno di legge per il riordino della polizia locale, destinata a collaborare con le forze dell’ordine.

Ma la repressione non basta, servirà un grande intervento sulle famiglie che ancora educano i bimbi a pensare e ad agire come criminali, e dunque puntare su prevenzione e cultura della legalità.

Sulla lotta alle mafie è vietato abbassare la guardia.

Sono ritornati in circolazione quelli che erano stati condannati negli anni Novanta e che ora, dopo essere stati liberati, tentano di riappropriasi del territorio.

Tutto gira attorno allo spaccio di cocaina e le estorsioni servono unicamente per accumulare capitali da reinvestire nella droga.

Da parte mia ci sarà la solita durezza che i criminali hanno conosciuto nel corso della mia carriera.

Togliere soldi ai mafiosi non sarà un’impresa facile.

Bisogna incrementare le confische dei beni e la loro riassegnazione per fini sociali.

Non potete immaginare la soddisfazione provata al Vinitaly, dove ho assaggiato il vino dei vigneti che avevo fatto confiscare vent’anni fa a Brindisi alla Sacra Corona Unita, e che sono stati assegnati a Libera di don Luigi Ciotti.

Michele Emiliano

Michele Emiliano (Bari, 23 luglio 1959) è un magistrato e politico italiano, sindaco di Bari dal 2004. Figlio di un calciatore professionista e in seguito piccolo imprenditore, si trasferisce con la famiglia dal 1962 al 1968 a Bologna, per poi rientrare a Bari, dove da ragazzo si dedica soprattutto alla pallacanestro. Si laurea in giurisprudenza nel 1983 e per un periodo lavora come praticante nello studio di un avvocato. Nel 1988 sposa l'attuale moglie, Elena, da cui ha tre figli: Giovanni, Francesca e Pietro.

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