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Il gioco d’azzardo in Italia è un mercato in crescita

La tendenza al Sud per la diffusione del fenomeno, eccetto che per la Campania, che occupa il terzo posto tra le regioni italiane, è in diminuzione.

Le ultime ricerche dell’Osservatorio del Politecnico hanno messo in luce una crescente diffusione del gioco d’azzardo tra gli italiani. La tendenza al Sud, non considerando la Campania, è all’opposto, infatti al Sud troviamo molte delle regioni con la spesa più bassa dello stivale. La Campania invece si piazza al terzo posto nella classifica della spesa maggiore, solo dopo la Lombardia ed il Lazio. In Italia il business del gioco costituisce il 4,4% del PIL e dà lavoro a oltre 150.000 persone, senza contare che i guadagni dello Stato italiano provenienti dal gioco nel 2016 hanno superato i 9,2 miliardi di euro. Invece la spesa totale in Italia è stata di circa 96 miliardi di euro (il doppio rispetto al 2008), di cui 77 miliardi rappresentano le vincite dei giocatori e 10 miliardi distribuiti tra le aziende ed i fornitori.

Le stime mostrano che più della metà degli italiani ha giocato in un anno almeno una volta, il 70% sono adulti. Slot machine e videolottery sono ancora i giochi preferiti, ma le tendenze mostrano un sempre crescente interesse verso le scommesse sportive ed i giochi online. Probabilmente questo è dovuto alla maggiore comodità e rapidità di gioco, grazie ai dispositivi mobili sui quali si può giocare da qualsiasi luogo. Un altro gioco molto in voga è il Superenalotto, soprattutto da quando si è verificata a Vibo Valentia l’importante vincita di 163,5 milioni di euro, nel 2016. Tendenze positive si riscontrano anche per il poker ed i casinò online, per questo i siti di gioco legali devono ottenere la licenza rilasciata dall’AAMS, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Stato. In questo campo c’è in corso una lotta al gioco d’azzardo illegale, i cui proventi finiscono nelle tasche della criminalità organizzata. Secondo alcune indagini, il gioco d’azzardo rappresenta il 13% dei guadagni delle associazioni di stampo mafioso. Un problema che riguarda soprattutto il Sud, nonostante i buoni segnali lanciati dalle regioni nella lotta al gioco illegale, ma anche legale.

Negli ultimi anni si sono moltiplicate le iniziative sia a livello popolare che a livello statale, che tentano di contrastare la diffusione del gioco. In proposito sono state effettuate delle interrogazioni parlamentari per discutere dei guadagni dello Stato e di attività di contenimento della febbre da gioco.


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