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Opere pubbliche da sbloccare, la carica dei 29 commissari

  • Ventinove commissari per 57 opere pubbliche da sbloccare in Italia
  • In totale interventi per quasi 83 miliardi di cui 36 al Sud
  • Linee di intervento: opere ferroviarie, infrastrutture idriche, infrastrutture portuali e infrastrutture stradali

Ventinove per cinquantasette fa… 83. Ventinove come il numero dei commissari nominati, cinquantasette come le opere in elenco su cui intervenire, 83 (anzi 82,7 per la precisione) come l’ammontare dei miliardi messi a disposizione per le opere stesse. Questa è la formula magica del Ministero delle Infrastrutture e delle mobilità sostenibili per fare ripartire i cantieri in Italia. E di questo jackpot miliardario, più di 36 miliardi sono destinati al Sud Italia.

Molti commissari avranno responsabilità su più progetti

Il numero dei commissari non combacia con quello delle opere per una scelta strategica. In realtà tutte le opere dell’elenco emanato dal Ministero hanno un responsabile progettuale, un commissario appunto. Il numero dei commissari non coincide  con quello delle opere, per il semplice motivo che molto commissari avranno responsabilità su più progetti. Come nel caso dell’ingegnere Filippo Palazzo che da RFI passa alla responsabilità commissariale sui progetti ferroviari “Palermo-Catania-Messina” e  “Trapani- Palermo- via Milo”. La nomina di Palazzo era stata preannunciata di qualche mese – rispetto al Dpcm di Palazzo Chigi con cui di fatto si dava corso al decreto legge n.76 di luglio 2020 – da un vero e proprio endorsment da parte del viceministro alla Infrastrutture Giancarlo Cancellieri, che aveva preannnuciato la nomina dell’ingegnere palermitano per quei progetti ferroviari.  In molti casi, i commissari sono risorse interne all’amministrazione pubblica. L’ingegnera Angelica Catalano, dirigente del Ministero delle Infrastrutture e con esperienza più che trentennale sulle dighe, dovrà sobbarcarsi l’onere di portare a compimento  ben nove progetti di infrastrutturazione idrica in Sardegna.

Quattro le linee di intervento

Il piano del Governo si suddivise in quattro linee d’intervento sulla mobilità e un focus sulla sicurezza: opere ferroviarie, infrastrutture idriche, infrastrutture portuali e infrastrutture stradali sono gli assi principali. Questo il core del progetto, a cui va aggiunta una programmazione dedicata ai presidi di sicurezza sul territorio, con i progetti per il Sud che fanno la parte del leone con investimenti per 462 milioni su una dotazione complessiva di 568 milioni. Fuori sacco, un progetto per la mobilità di massa: si tratta del completamento della Linea C  della Metropolitana di Roma, che da solo assorbe 5,9 miliardi di euro di spesa.

Obiettivo: sbloccare le opere

Cosa accomuna tutti questi progetti? A scorrere l’elenco sembra di trovarsi a una serata di gala tra le Cenerentole del  Belpaese. Progetti in piedi da tempo immemore, accantonati per difficoltà progettuale, abbandonati in corso d’opera o portati avanti a singhiozzo. E’ lo stesso Ministero, nel comunicato stampa di lancio del programma a parlare di “opere pubbliche da tempo bloccate a causa di ritardi legati alle fasi progettuali ed esecutive e alla complessità delle procedure amministrative”. Un pacchetto di opere così complesso avrà un cronoprogramma distinto sulla base delle condizioni reali. Non tutte le opere si presentano oggi ai nastri di partenza, perché diverso è lo stato di attuazione delle infrastrutture. Per alcune si dovrà  di avviare la progettazione, per altre l’avvio in tempi rapidi dei cantieri. Le previsioni delgoverno parlano di aprire 20 cantieri già quest’anno , altri 50 nel 2022 e ulteriori 37 nel 2023.  Il programma prevede un impatto occupazionale di oltre 68 mila unità in media per anno, con picchi che potrebbero arrivare sino a 118 mila nuovi posti di lavoro nel 2025.

Gli investimenti al Sud

Al Sud spetta una quota consistente degli investimenti. Degli 82,7 miliardi, sotto la linea della palma ne arrivano ben 36.8. Alle opere per il centro Italia toccano 24.8 miliardi, mentre il Nord si deve accontentare di 21.6 ,miliardi.

La maggior quota di investimenti è destinata al settore ferroviario. Dei 60,8 miliardi di euro stanziati per opere ferroviarie al Mezzogiorno ne arriveranno 28,5, spalmati su questi progetti:  Linea Ferrandina-Matera La Martella, Salerno-Reggio Calabria,  Potenziamento con caratteristiche di AV della direttrice Taranto Metaponto-Potenza-Battipaglia, Realizzazione delle opere relative alla tratta AV/AC Napoli-Bari, Completamento raddoppio Pescara-Bari, Realizzazione asse AV/AC Palermo-Catania-Messina, Linea Trapani via Milo.

Per le opere stradali si è programmata una spesa di quasi 11 miliardi, 6,5 destinati al Sud. Tra le opere oggetto di finanziamento spiccano, al Sud, la SS 640, la Strada degli Scrittori, la SS 106 Ionica e la Ragusa-Catania

Il budget per i presidi di pubblica sicurezza è destinato quasi integralmente al Sud, con  461 milioni per interventi a Palermo, Catania, Reggio Calabria, Crotone e Napoli. e del centro polifunzionale. Per il completamento delle dighe al Sud vanno poco meno di 600 milioni di euro sui quasi 3 miliardi disponibili.

Quasi del tutto assente il Mezzogiorno per i progetti di infrastrutturazione portuale. Nell’elenco delle opere lanciate dal Ministero risulta solo la destinazione di 155 milioni per il Porto di Palermo.  


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