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La startupper Teresa Spina e il lato umano dell’impresa: nasce Boss.wmn
06 Set 2021 09:14

  • Teresa Spina è una startupper campana
  • È tra le cofondatrici della startup di fashiontech “Epoché”
  • Ha dato vita a un progetto per ispirare altre donne imprenditrici

Voglio capire cosa pensano le altre donne imprenditrici”. È questo l’obiettivo di Teresa Spina, la startupper campana della fashiontech che ha di recente dato il via al progetto “Boss.wmn”. E tra le “boss” con cui ha scelto di confrontarsi grandi nomi della nuova imprenditoria italiana.

La prospettiva di Milano, ma “i professori mi hanno ispirata a rimanere”

Dopo gli studi di economia alla Seconda Università di Napoli (oggi Università di Vanvitelli a Capua), Spina pensava di voler andare a Milano. “Lì volevo fare la magistrale – racconta – ma i miei professori universitari mi hanno ispirata a rimanere qui, il loro talento e passione in ciò che insegnavano mi ha fatto capire quanto il Sud possa offrire”.

Un master in Human Relations dopo, l’imprenditrice è approdata all’esperienza di “012 Factory”. Si tratta di una scuola d’impresa che si occupa di incubazione di startup. Poi qualche colloquio a Milano, brevi trasferimenti nel Nord Italia e a Copenaghen, il lavoro in uno studio commercialista. Infine l’idea: diventa così co-fondatrice di una startup tutta Made in Italy, Epoché.

Epoché, gli smartwatch ibridi dal design italiano

Possono sembrare degli orologi qualunque, ma quelli di Epoché contengono un’anima che va ben oltre gli ingranaggi di una volta. Si chiamano “ibridi” e sono una fusione tra il più classico orologio da polso e i sistemi digitali. Nel 2019 l’idea e l’inizio della produzione, entro tre anni l’obiettivo è quello di conquistare il mercato internazionale.

D’altronde il Made in Italy funziona (e innova) ancora, anche se spesso il Sud sembra rimanere “indietro”. “Ma tra le imprenditrici con cui ho parlato ce ne sono tante proprio del Meridione, e le loro idee sono eccezionali”, continua Spina.

Un “movimento d’imprenditoria femminile” – a partire dall’umano

“A Milano la mia idea di networking tra imprenditrici sembrerebbe quasi scontata – sorride – ma qui è una grande innovazione”. Boss.wmn è una community dal nome forte, che punta a mostrare la forza dell’imprenditoria al femminile. Tutto ciò, però, partendo dal lato più umano dell’impresa: ovvero la persona che vi dà vita.

È proprio questo fattore che, racconta, manca in tanti articoli ed interviste: “Volevo ascoltare tutti i progetti, le difficoltà che queste persone avevano incontrato lungo il tragitto, come avevano risolto i vari ostacoli, come si sentivano ad essere al capo di una società”. Insomma, in poche parole Spina voleva essere ispirata e fare in modo che anche altre giovani come lei avessero uno spazio (seppur virtuale) di incontro con chi è del mestiere già da anni.

Già 20 i nomi delle imprenditrici intervistate, la prima tra tutte Mena Marano, CEO di Silvian Heach. “Ha raccontato simpatici retroscena della sua carriera che oggi la vede a capo di un gruppo internazionale nel fashion”. Ma tra le aderenti anche nomi come Elena Prestigiovanni di Good Sustainable Mood, Marianna Poletti di Just Knock, Adriana Santanocito di Ohoskin, Chiara Marconi di Chité e Francesca De Gottardo di Endelea.

Donne, sì, ma non solo. “Tanti uomini si sono incuriositi, e vogliono anche loro capire quale sia il punto di vista femminile sul mondo del business”. I video, d’altronde, sono visibili a tutti sia su YouTube che sugli altri canali social.

I problemi del Sud: quell’esperienza purtroppo comune

Cercare il lavoro al Nord sembra quasi prassi per i giovani meridionali. È questa l’impressione di tanti, inclusa Teresa Spina, e lo certificano i numeri. Quel potenziale del Sud di cui si parla, infatti, resta in gran parte inespresso. “Sembra quasi che le aziende ti assumano senza darti nulla in cambio”.

Anche quando colossi lo scelgono per le proprie sedi, quando le startup partono da un ufficio a Napoli, Bari o Palermo, il Sud continua a non esprimersi adeguatamente. “Si dice spesso che potrebbe vivere di solo turismo – riflette ancora Spina – ma nemmeno di quello si è stati all’altezza finora: e così chi lo sceglie ci viene in vacanza e poi torna a far business al Nord”.

“Ormai ci sono tanti bandi e finanziamenti per dar vita ai propri progetti”. E che non sia che il capitale a mancare è proprio quello più umano.


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