Si è spento all’età di 75 anni, il giornalista, scrittore e pittore Vittorio Stagnani, nato a Roma il 28 aprile del 1942 e residente da sempre a Bari. Autore di decine di libri, amante della natura e cultore gastronomico, Stagnani scopre nel 1968, nel canalone di Bari, il fossile di una balena risalente a un milione e 700mila anni fa, battezzato col nome di ‘Annalisa’.

Stagnani era molto amato dai giovani colleghi giornalisti, ai quali dispensava generosamente consigli e incoraggiamenti; e dagli alunni ai quali ha insegnato a lungo Lettere, coinvolgendoli nella sua passione tanto da ideare nella media ‘Melo da Bari’ il giornale scolastico ‘Le Api‘. Pittore paesaggista e materico, paracadutista civile, Stagnani ha scritto più di 30 libri sulla cultura e la tradizione di Puglia e Basilicata, racconti per l’infanzia e romanzi.

Nella sua intensa produzione, si ricordano ‘Puglia Fuori Strada’ (Editrice Arti Grafiche Lecchesi, 1976–8 ristampe); ‘Greguro’ (Ecumenica Editrice, 1981); ‘Amuleila e altri sogni’ (Edizioni Levante, 1986); ‘Sagre di Puglia’ (Bracciodieta Editore S.r.l., 2001); ‘Cucina vecchia buoni piatti di Puglia e Lucania’ e ‘I racconti della Pentola’ (entrambi Progedit, rispettivamente 2004 e 2010); ‘Nero di seppia’ (Mario Adda editore, 2015). E’ stato anche curatore del volume ‘Io non so vivere senza la vita’ (Adda Editore, 2017).

Non sarà più fisicamente tra noi, sulla terra, ma una ‘caretta-caretta’ attraverserà ancora a lungo i mari col nome di ‘Vis’, firma, diminutivo e soprannome di Stagnani, con cui il Centro recupero tartarughe marine Wwf Molfetta ha voluto battezzare una tartaruga dopo il suo salvataggio.