Bari piange la scomparsa di Muciaccia, simbolo della città

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Muciaccia

Esprimo il mio dolore e quello della intera città per la scomparsa di Nichi Muciaccia.

Con lui ho vissuto momenti straordinari di amicizia e di condivisione politica.

Giustizia, uguaglianza e libertà, vivendo con lui, diventavano sentimenti, emozioni, risate, ricordi familiari e di amicizia, comprensione reciproca, solidarietà, cultura, amore per la città di Bari e per il ‘suo’ quartiere, la Madonella.

Quartiere dove è nato e vissuto, luogo esclusivo della sua vita con la moglie Alba, con i figli Checco e Fulvio, con il padre Francesco e la madre Idea, che facevano con lui i bagni sul lungomare tenendolo per mano assieme a suo fratello Aldo. Quartiere divenuto sotto la sua Presidenza, amava dire, ‘Repubblica indipendente’ nella quale tutti diventavano baresi da dovunque provenissero.

Sarebbe stato felice di passeggiare con i suoi nipoti guardando il mare dalla rotonda di largo Giannella ed avrebbe insegnato loro gli aneddoti e i giochi che ha insegnato a tanti amici.

Aveva visto prima di chiunque altro, tutto quello che sarebbe accaduto a Bari in questi dieci anni. A lui devo tutto.

Senza di lui non avrei mai capito questa città e la diabolica stupidità delle ‘tigri di carta’ che mi ha incoraggiato ad affrontare e sconfiggere.

Adesso sarà difficile andare avanti senza le sue fulminanti intuizioni politiche e senza la sua risata dolceamara, che a volte rimproverava.

È stato un grande barese, uno dei più grandi, che proprio per questa ragione rideva di sé e delle nostre pompose rappresentazioni del potere.

Socialismo e identità barese in lui si fondevano finalmente senza snobismo, senza provincialismo e senza annoiare nessuno.

La sua arma più raffinata consisteva nel farsi sottovalutare da tutti, soprattutto da coloro che intendeva prendere in giro.

È riuscito ancora una volta, con la sua morte pudica e sobria, a darmi anche quest’ultimo indispensabile insegnamento su come affrontare la prova più difficile per chiunque.

Foto: Bari.Repubblica.it

Michele Emiliano

Michele Emiliano (Bari, 23 luglio 1959) è un magistrato e politico italiano, sindaco di Bari dal 2004. Figlio di un calciatore professionista e in seguito piccolo imprenditore, si trasferisce con la famiglia dal 1962 al 1968 a Bologna, per poi rientrare a Bari, dove da ragazzo si dedica soprattutto alla pallacanestro. Si laurea in giurisprudenza nel 1983 e per un periodo lavora come praticante nello studio di un avvocato. Nel 1988 sposa l'attuale moglie, Elena, da cui ha tre figli: Giovanni, Francesca e Pietro.

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