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Due ricercatori dell’Università di Catania studiano il futuro del pc

Maggiore precisione nelle previsioni meteo e più sicurezza nei sistemi di criptografia dei dati? La risposta a queste domande è già scritta nel futuro dell’informatica: la soluzione ai quesiti arriverà dai computer cosiddetti quantistici. I pc tradizionali hanno espresso tutte le loro potenzialità. Le capacità (e velocità) di calcolo non si amplieranno ancora per molto.

Le attuali nanotecnologie si stanno avvicinando sempre più ai loro limiti. Se però un giacimento di conoscenze teoriche sta per esaurirsi, un altro appare prossimo. I computer quantistici sono già una realtà. I prototipi sono stati realizzati. Li sperimentano colossi come Amazon, Google, Loocheed Martin e anche la Nasa. Rispetto a quelli tradizionali hanno una capacità di calcolo esponenziale. Ma attualmente i super veloci computer quantistici difettano di stabilità. Sono soggetti a “disturbi” (è il fenomeno della “decoerenza”).

Su questo problema interviene un articolo pubblicato su “Rewiews of Modern Physics“, la rivista internazionale a più alto impatto nel settore della Fisica, scritto da Elisabetta Paladino e Giuseppe Falci, docenti del dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università di Catania, insieme ai colleghi russi Yuri Galperin e Boris Altshuler. Dai computer quantistici arriverebbero nuove forme di difesa per password e carte di credito. Un’altra applicazione è data dall’algoritmo di ricerca (Lov Grover, 1996) in un database. Il computer quantistico, ad esempio, consentirebbe di trovare un utente telefonico, noto il suo numero, dall’elenco alfabetico di una città di un milione di abitanti in un tempo mille volte inferiore di un computer tradizionale.


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