Il baglio abbandonato diventa un piccolo hotel a Chiaramonte Gulfi in provincia di Ragusa

  • L’idea di una coppia di trasformare il casale in una struttura ricettiva
  • Il Ragusano si apre alle nuove frontiere dell’ecoturismo
  • Nonostante la pandemia le attese per il futuro sono piene di speranze

Quando un’idea estemporanea diventa una realtà di successo: è la storia di N’Orma, nata dall’amore per la Sicilia e il rispetto dei luoghi. Esempio di come anche a Ragusa si possa fare un altro tipo di turismo.

N’Orma: da baglio abbandonato a hotel

Galeotta fu una passeggiata in campagna, nella terra del marito, la Sicilia. Così è nata N’Orma, non una bambina, ma una casa-albergo apprezzata da turisti di tutto il mondo. L’immaginazione del progetto è opera di Andreina Iebole, interior designer ligure, che però ha facilmente convinto a portarlo avanti Maurizio Di Gregorio, giornalista catanese ormai in pensione.

“Per la pensione ha deciso di farmi lavorare di più”, racconta ridendo Di Gregorio. Ma loro, quando hanno visto il vecchio casale abbandonato nel pieno della contrada Donnagona di Chiaramonte Gulfi – muretti a secco e campi sterminati – se ne sono innamorati. Si trattava di un edificio risalente agli anni ’40 e ’50 (anche se la cantina forse è dell’‘800), con una storia familiare di vita semplice: gli animali, la vigna, il palmento per l’uva, il formaggio fatto in casa. Poi, come spesso accade, gli ereditieri non se ne sono più potuti occupare.

“Abbiamo pensato di aprire il nostro piccolo mondo agli altri”

Qui è entrato in gioco l’innamoramento dei coniugi per quei luoghi. “Questa casa abbandonata era molto grande per noi che siamo una coppia con un cane (che si chiama ‘Nsisto, ndr) – spiega Iebole – Così abbiamo pensato di aprire il nostro piccolo mondo agli altri, invitando ospiti che non fossero soltanto nostri amici”.

La ristrutturazione – progettata da Patrizia Sbalchiero – ha portato alla creazione di diversi ambienti comuni e due stanze per gli ospiti, Quindici e Venticinque: “Sono le nostre date di nascita. Mio marito è un appassionato del cinque, forse mi ha sposata perché nella data c’era questo numero”, sorride Andreina.

Ecoturismo a Ragusa, le frontiere “aperte” dal Covid-19

Negli ultimi anni si è senza dubbio assistito a una crescita nell’interesse per i cosiddetti bioalberghi, tant’è che esistono interi portali di prenotazione dedicati agli amanti della sostenibilità anche in vacanza. Più in generale, è aumentato l’interesse per la bioedilizia. Allo stesso tempo, però, la straordinarietà dell’emergenza Covid-19 ha portato ad un aumento dell’interesse nei confronti dell’ecoturismo.

“Per il 92% degli italiani, l’emergenza Covid-19 incide sulle scelte turistiche – ha spiegato Pecoraro Scanio in occasione della presentazione del rapporto ‘Gli italiani, il turismo sostenibile e l’ecoturismo’ di UniVerde – Il 40% viaggerà meno e il 74% ritiene il turismo sostenibile più sano e sicuro”.

Montalbano, il Covid e il futuro

Così una vacanza nella natura, in un vecchio casale ristrutturato nel rispetto dei luoghi e per garantire l’autosufficienza della struttura, diventa più allettante della città. Anche in luoghi come l’altopiano ibleo, che ha a lungo vissuto grazie alla spinta turistica del fenomeno Montalbano. Oggi, però, la serie è finita, e si teme per il futuro di queste zone. “La provincia di Ragusa è bellissima al di là della serie TV e dei romanzi. Se io sono riuscita a vendere N’Orma, sicuramente si può vendere anche la provincia di Ragusa”.

Così la scorsa stagione è andata bene. Ma “io credo che la stagione dell’anno scorso alla fine sia andata bene a tutti, perché la gente aveva voglia di uscire. Quest’anno non so dire, probabilmente sarà più difficile, anche se ho già prenotazioni”, spiega Andreina.

Certo, una speranza per il futuro c’è. “Mi auguro che il covid abbia insegnato qualcosa, ovvero che il turismo si può fare anche da aprile a novembre, e non solo a luglio e agosto. Perché muoversi tutti nello stesso momento?”


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