E se l’America avesse sparato sui nostri migranti?

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“Io ho fatto trent’anni in America, negli Stati Uniti.”

“Io mi sono fatto il Canadà”

“”Ora mi godo la pensione americana qui al paese.”

“Ma come ti trovi?”

“Eh! Diciamo così così….qui non mi piace la mentalità….ma quando ero in America mi aspettavo di trovare peggio.”

“Anch’io mi aspettavo peggio….ma le cose potrebbero andare diversamente….qui al Sud non si capisce mai niente.”

“Io amo la mia terra e questo mi basta, ma ogni due tre mesi torno negli Stati Uniti, sto’ un paio di settimane e ritorno qui. Ancora non mi abituo a restare.”

“Anch’io vado in Canada, li c’è mia figlia, ogni tanto la vado a trovare.”

“Io non ho figli altrimenti forse non sarei tornato.”

“Quello che non capisco di noi italiani è il motivo per cui si accaniscono con quelli che vengono in Italia…..quelli dall’Africa….noi siamo un popolo che è emigrato a milioni di persone. Ora sembra che ci siamo dimenticati della nostra storia.”

“E’ vero…io questo accanimento non lo capisco….ma non siamo tutti così.”

“E’ vero che ci sono le tragedie del mare e questo non va bene. Ma anche quando non c’erano, rifiutavano questi poveri disgraziati…..che nei fatti ripetono ciò che abbiamo fatto noi….mio nonno è scappato dalla sua terra….e lo hanno accolto senza che aveva un lavoro un soldo e con le scarpe di cartone.”

“Mia nonna era in cinta di mio padre….non avevano nulla…..sono stati quaranta giorni a Long Island per le visite e quant’altro ma li hanno fatti entrare. Non avevano un soldo nemmeno loro….nemmeno un parente….”

“Siamo emigrati a milioni senza un mestiere senza una lira senza riferimenti senza storia senza documenti certi senza nulla e ci hanno accolto….cosa abbiamo imparato da ciò?…..Nulla….c’è gente che dimentica….c’è gente a cui fa comodo dimenticare.”

“Si, ora ci sono le tragedie del mare….ma prima non c’erano e dei politici strillavano per televisioni di sparare sui barconi!”

“Che memoria corta! E come se qualcuno avesse indicato in America di sparare sul vaporetto che portava mio nonno e mia nonna! Questi sono dei pazzi che non hanno capito nulla della vita.”

“Noi che siamo due persone semplici l’abbiamo capito il dramma di quelle persone….loro che dovrebbero essere istruiti non l’hanno capito….possibile?”

“Ma non ragionano tutti così….altrimenti sarebbe la fine del senso di umanità!”

“Meno male….io mi sentirei ancora peggio in questa Italia se pensassi che tutti gli italiani vogliono cacciare i disperati. Penserei di vivere in un paese ingrato. Noi negli anni ’30 abbiamo esportato la mafia negli Stati Uniti, abbiamo rovinato una nazione con gente che faceva stragi e che ha trasformato Chicago in un Far West…..eppure hanno continuato ad accoglierci….non hanno mai smesso di accoglierci.”

“Come fanno gli italiani a dimenticare ciò? Forse non ci pensano….abbiamo portato morte negli Stati Uniti per decenni e ci hanno accolti lo stesso. Ma questi politici lo sanno? E’ scritto anche nei libri di storia.”

“E lo diciamo noi che siamo semplici cristi, come fanno a non capirlo?”

“Ora ci sono le stragi dei barconi e c’è un problema vero….non può morire la gente così….ma il grosso degli italiani non aveva già prima il senso dell’ospitalità verso questi disperati….non lo ha mai avuto.”

“Meno male che ai nostri nonni non hanno sparato addosso, così per tre generazioni abbiamo vissuto con dignità.”

“Noi siamo umili e facciamo ragionamenti semplici….ma qualcuno farebbe bene a leggersi la storia.”

“Si…io farei leggere la storia dell’emigrazione italiana….ci hanno accolto in Perù, in Uruguay, in Argentina, in Brasile, in Paraguay, in Australia, dappertutto. Un po’ di storia non farebbe male a nessuno.”

“No..la storia non ha mai fatto male a nessuno.”

Gianvito Pizzi

Gianvito Pizzi, filosofo, scrittore, storico, studioso di psicanalisi, ha dedicato l’intera vita agli studi. Collaboratore per decenni di riviste specializzate, si è occupato in particolare dei rapporti tra psicanalisi e filosofia, Medievalismo e Questione Meridionale. Nato a Napoli, ha vissuto sino a vent’anni in un paese dell’appennino sub-dauno: S. Bartolomeo in Galdo (Bn). Twitter: https://twitter.com/gianvito_pizzi

Comments (34)

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    gbravin

    23 Aprile 2015 - 09:21

    Sig. Pizzi, alcune precisazioni. La porta d’ingresso per gli USA, arrivando via mare, era Ellis Island e non Long Island. In Italia oggi si chiamano migranti quelli che a tutti gli effetti sono clandestini. La frontiera terrestre tra USA e Messico, è molto rigida nei confronti degli illegali, tanto è vero che malavitosi hanno scavato tunnels per farci passare persone, droghe etc.

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    amedeo

    23 Aprile 2015 - 10:39

    I nostri erano davvero migranti che andavano in cerca di lavoro con la valigia di cartone e non venivano ospitati negli alberghi a 5 stelle, per favore non facciamo paragoni i.d.i.o.t.i. con i barconi che arrivano in Italia che sono pieni di delinquenti che pretendono di essere trattati da signori.
    Sono ottimista se dico che solo lo 0,1% è povera gente che vorrebbe sfuggire alle guerre ed alla povertà.

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    massimo

    23 Aprile 2015 - 10:57

    IL PARAGONE non ha alcun senso. gli stati uniti avevano bisogno di mano d’opera, mentre in europa abbondano i disoccupati. il fenomeno hanatura diversa e va analizzato e gestito in modo diverso.

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    antonio

    23 Aprile 2015 - 10:58

    Lei, signor Pizzi, pensa davvero che le due situazioni siano paragonabili?

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    ermanno

    23 Aprile 2015 - 11:03

    Bè diciamo che gli Americani hanno saputo gestire la cosa in un altro modo non hanno fatto come le associazioni Italiane che hanno visto negli emigrati un Business poi riguardo l’accoglienza noi ci siamo scandalizzati quando quelle immagini trasmesse nei tg. facevano vedere nudi e lavati con un getto d’acqua gli emigrati ci scandaliziamo quando vediamo queste immagini ma trovare una soluzione non siamo capaci però andare a chiedere alla comunità Europea di darci una mano questo siamo bravi….forse non è chiaro a L’Europa non frega niente della gente che muore con i barconi per raggiungere le coste Italiane finche questo non riguardi loro.

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    Giorgio

    23 Aprile 2015 - 11:08

    L’articolo contiene già le risposte:

    “sono stati quaranta giorni a Long Island per le visite e quant’altro” questo per essere ammessi negli Stati Uniti;

    “in Perù, in Uruguay, in Argentina, in Brasile, in Paraguay, in Australia” tutti Paesi spopolati e con un estremo bisogno di manodopera.

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    Marco

    23 Aprile 2015 - 11:19

    Ho conosciuto personalmente un emigrato che nel 1901 andò clandestino a New york. E’ una storia lunga ma la prima volta scoperto fu rimandato a Genova. Ci provò l’anno successivo e riuscì a sbarcare; per lavorare negli stati uniti dovette volente o nolente imparare l’nglese,e studiare la costituzione americana. Dopo firmoò un foglio in cui si impegnava a rispettare sia la costituzione che le leggi di quel paese perchè in caso contrario sarebbe stato immediatamente rimpatriato. Visse li sino alla fine della guerra e poi tornò prima in Francia paese della moglie poi quì in Italia dove a 98 anni è morto. Perciò smettiamola di fare i moralisti ed i filoamericani quando la realtà di allora è ben diversa da quella che si vuol far vedere oggi.

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    alex....

    23 Aprile 2015 - 11:44

    L’ITALIA di oggi non è L’America del novecento, dove vi era bisogno di manodopera,così come in Argentina e in tanti altri posti, qui si tira a malapena avanti noi Italiani, non abbiamo gli stessi privilegi, se ruba uno di noi gli buttano via la chiave ,uno di loro si può permettere di attaccare brica con le forze dell’ordine prenderli a pugni e uscirne indenne, oppure ubriacarsi uscire con un macete uccidere 3/4/5 persone e passare per pazzo….uno di noi solo se ci permettiamo di dire vaff…..lo… ci prendiamo a botte ci denunciano e se ci va bene qualche annetto chiusi in carcere …noi non eravamo terroristi e questi lo sono( ma voi direte C’era la mafia) si tra immigrati per difendersi fra di loro questo solo all’inizio …vedrete fra un po…si vedono energumeni che prendono vecchietti e li trascinano solo per rubargli la borsetta con la loro immagine ..ho…fame…..ma il panino non l’accettano mai…..chissà perchè….e poi che dire ammazzano Cristiani ogni giorno…ma vogliono venire nel paese dove ci sono….è dove c’è la Massima rappresentanza Cristiana…andiamo nei loro Paesi…dobbiamo fare attenzione come si parla..specie della loro.. religione….è che sarà mai…per delle caricature…fanno stragi …il nostro PAPA…insieme alla nostra Religione è M……da per loro….ma ha loro gli è concessso….MA CHE ANDASSERO A FARE IN C…LO.. qua ci stanno famiglie che vivono con meno di 300,00 euro al mese…loro ne percepiscono oltre a 1.000,00 senza fare niente…perchè sono abituati a non fare niente…e comunque quando sono emigrati gli ITALIANI per fame di lavoro…non si mettevono agli angoli delle strade o davanti hai supermercati o altri posti ad elemosinare….poi li chiami per fargli fare qualcosa per dargli da mangiare …e se sei …fortunato non ti …menano…ma questa è L’ITALIA E’ NOI SIAMO I SOLITI C….NI DI ITALIANI…..

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    luca mazzanti

    23 Aprile 2015 - 12:21

    I nostri migranti arrivavano in America (Stati Uniti, Canada, Argentina, Brasile, Venezuela) per le vie ufficiali, al punto tale che nel 1852 venne fondata a Genova la Compagnia Transatlantica per la Navigazione a vapore con le Americhe. Nel caso degli Stati Uniti si arrivava con le navi ad Ellis Island e prima di essere ammessi sul territorio americano si subiva il controllo sanitario (e se uno risultava malato veniva rispedito indietro), successivamente si veniva sottoposti ad un questionario (con 29 domande) da rispondere in due minuti e, se tutto andava bene, finalmente arrivava il visto ed il benvenuto “welcome to America”.
    Negli Stati Uniti non si arrivava e non si arriva tutt’oggi illegalmente, basti vedere quello che accade alle frontiere messicane dove spesso i migranti clandestini vengono respinti con le armi.
    Purtroppo il buonismo italico non è in grado di gestire dei flussi migratori di questa portata e soprattutto non è pensabile che queste povere persone possano rimanere sul nostro territorio poiché non possiamo dare una risposta abitativa, lavorativa, assistenziale. I flussi migratori devono essere spalmati/assorbiti da tutte le nazioni europee ed extra europee, gestendo i campi di raccolta sul territorio africano ed organizzando da li le partenze. Tutto ciò penso rimarrà un’utopia!

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    maurizio angeloni

    23 Aprile 2015 - 12:47

    d’accordo su tutto, ho vissuto negli usa, ho visitato ellis island e conosco la storia……ma l’immigrazione di oggi riguarda molte più persone di ieri….le tragedie e le guerre nel mondo sono m olte più di ieri….i paesi destabilizzati nel mondo sono più di ieri..il problem adella fame oggi è molro più grande di ieri….negli usa c’erano regole ferree…il sud america era terra di frontiera con tante opportunità…insomm a tanti fattori simili ma di divere dimensioni….allora non si può ragionare oggi con la testa di ieri….UN UE stati sovrani se veramente vogliono dire qualcosa la dicano contro i paesi che siedono all’ONU e in casa loro attuano violenze e alimentano disuguaglianze….non dimao colpa alla oèpinione pubblica o al singolo cittadino che se ha il dovere di mostrarsi solidare ha anche il diritto di non subire gli effetti di speculazioni e inefficienze altrui
    …e, secondo me, tutto il retso sono chiacchiere che fanno pubblcità a chi le fa e basta.
    maurizio angeloni

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    Stiv

    23 Aprile 2015 - 12:48

    Mah sai in un certo modo l’hanno fatto, mica hanno accolto tutti? documenti alla mano e sopratutto essere di sana costituzione,poi non si possono paragonare le due cose, questo è quello che fanno i comunisti che cavalcano il populismo al contrario, e assurdo fare paragoni, a hellis island venivano controllati uno per uno e registrati e se commettevi reato…. fuori, e in Italia? come vedi due condizioni storiche completamente diverse. Gli Italiani trasportati negli Stati uniti non si sono mai sognati di buttare a mare i loro fratelli solo perchè appartenenti ad una religione diversa,Questi migranti non hanno il minino rispetto della persona umana qualsiasi essa sia, per loro non ha valore, quindi dico, prima che si civilizzino un pochino poi se ne può parlare, non puoi metterti gente del genere come vicino di casa, poi c’è a chi stà bene questo, che li accolga a casa sua.

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    Max Baresi

    23 Aprile 2015 - 12:59

    Lei sta dicendo solo pagliacciate , quasi tutti i nord africani arrivano in Italia senza alcun documento e clandestinamente , molti addirittura coi polpastrelli delle dita bruciati ,molti ancora scappano dai centri di accoglienza x poi venire arrestati come spacciatori di droga , altri come terroristi , altri ancora risultano gia precedentemente espulsi dall’itakia , solo un 10 % risulta idoneo x lo status di rifugiato , pero tutti poi una volta in Italia rimangono e o delinquono o scappano in altri stati che poi regolarmente ci vengono rispediti indietro in base all’accordo ,se anche noi Italiani quando migravamo in america ci fossimo comportati cosi certamente ci avrebbero sparato addosso ( vedi i tempi in cui i cubani volevano entrare in america clandestinamente via mare di certo gli usa non erano teneri).

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    saverio

    23 Aprile 2015 - 13:21

    ..caro studioso buonista e perbenista gli italiani ,come molti altri Europei, non sono andati in america su barconi allo sbaraglio come i cubani.
    sappiamo benissimo che venivano “ospitati” nell’isola in quarantena e dopo integrati secondo normative locali. tutto questo avveniva in contesti totalmente differenti,in periodi di incremento demografico che seguiva lo sviluppo industriale e economico.
    nel dopoguerra e prima, tutto il mondo era in movimento,ovviamente e non a caso verso paesi liberi e democratici,era quindi normale e LEGALIZZATA l’immigrazione.sappiamo anche che il governo australiano pagava financo i biglietti nave e regalava permessi di soggiorno e cittadinanza..un pacchetto completo insomma…ma LEGALE!!!!!!!!!

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    Nicola Ascenzo

    23 Aprile 2015 - 13:42

    …. nessuna di queste persone è entrata illegalmente nei paesi dove sono andati…. la differenza è solo questa.
    mio nonno ed altri del mio paese, sono andati in venezuela, brasile, e poi sono tornati, ma di certo non l’hanno fatto clandestinamente.
    anzi…. a qualcuno vorrei ricordare le rigide norme sanitarie che si applicavano ai nostri migranti, quando arrivavano in america ( sia del nord che del sud).
    quindi per cortesia, basta con questio discorsi ipocriti.
    un clandestino, è solo un clandestino, e come tale deve essere trattato…. il migrante, non entra coi barconi, ma con le navi regolari o in aereo…..
    visto che l’autore è uno storico, filosofo ecc ecc ecc, lo inviterei a denunciare lo stravolgimento delle parole della lingua italiana, e spiegare il significato delle stesse.
    migrante:
    clandestino:
    profugo:
    e potrei continuare per molte alte parole che i media ( quindi le persone che scrivono) usano distorcendo la realtà ed il significato delle stesse……

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    Alex

    23 Aprile 2015 - 13:50

    I soliti articoli per adescare bambacioni e ottusangoli.La storia dell’emigrazione non è quasi mai come volete farla credere.Eccone una,per esempio,di quando gli Italici emigrarono in America..e le condizioni,signorini giornalisti,erano ben diverse da quelle che vigono nel bel paese del caxxo:”Sono quasi quattro milioni gli italiani che fra il 1880 e il 1915 approdano negli Stati Uniti. E per tutti l’impatto con il nuovo mondo si rivelava difficile fin dai primi istanti: ammassati negli edifici di Ellis Island o di qualche altro porto come Boston, Baltimora o New Orleans gli immigrati, dopo settimane di viaggio, affrontavano l’esame, a carattere medico e amministrativo, dal cui esito dipendeva la possibilità di mettere piede sul suolo americano. La severità dei controlli fece ribattezzare l’isola della baia di New York come l’ “Isola delle lacrime”.”

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    Pippo

    23 Aprile 2015 - 14:59

    Ma che cosa c’entrano gli americani? Quando noi siamo andati in america ci siamo imbarcati regolarmente sulle navi e per non dimenticarvelo, prima di arrivare, si doveva sbarcare e venivano effettuati tutti i controlli e se per caso non eri in regola o avevi qualche malanno ti spedivano in quarantena o ti rimandavano indietro. Qui invece arrivano a nuoto e restano tutti e gli diamo pure i soldi. Con questo non dico che non vanno aiutati, ma paragonare i migranti Italiani andati in America con quelli che arrivano sulle nostre cose ci vuole proprio molta ignoranza.

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    juri gagà

    23 Aprile 2015 - 15:19

    Ebe ! paragonare i nostri emigranti degli anni 20 e 30 ,a questi clandestini, mi sembra una vera carognata ! Per l’America si partiva dietro richiamo.e con passaporto . Dopo un mese di viaggio con la nave ,arrivati a Ellis island si doveva stare in quarantena per controllare la salute. bastava in raffreddore per mandarti indietro. I gangster Italiani tipo ,Alfredo capone .La sua famiglia partita da Castellammare di stabbia ,era munita di passaporto x la Merica. Studiare la storia e’ cosa molto importante… La cosi detta liberta’ Americana ,Oggi 2015 ai migranti clandestini gli spara addosso, specie quelli Messicani… Oggi bisogna stare attenti. Chi difende gli sbarchi di clandestini,puo’ essere favorevole al caos che l’isis vorrebbe creare in Europa.. ” Questi clandestini io li chiamerei Libici senza documenti “.

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    Paolo

    23 Aprile 2015 - 15:55

    Noi abbiamo fatto grande l’america !!!!

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    franco buniotto

    23 Aprile 2015 - 15:58

    Le risulta forse che qualche italiano abbia sparato sui migranti?….
    Qualche imbecille sicuramente lo farebbe, se potesse farlo.
    Anche allora, qualche imbecille americano avrebbe sparato sugli italiani, se avesse potuto farlo.
    Ma grazie a Dio, nessuno lo ha fatto, nè ora e nè allora….
    La sua è solo una domanda provocatrice e basta. La saluto.

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    Antonio Ferrari

    23 Aprile 2015 - 16:26

    lo scrivente dell’articolo! la prima cosa che dimostra è la sua ignoranza della storia l’immigrazione italiana del secolo scorso nelle americhe stati uniti , sud america ecc. era voluta da questi paesi! cheidevano loro di venire nel loro paese! la gente partiva già visionata dalle varie ambasciate di quei paesi, con tanto di visto e permesso di lavoro! non era clandestina e indiscriminata! e con tutto ciò gli immigrati in particolare italiani venivano trattati malissimo dagli americani! un pò meno nelle americhe del sud: venezuela argentina brasile ecc. come si fà a scrivere certe cose così ignoranti e false da una persona che si fregia di così tante qualifiche! evidentemente un articolo di parte! strumentale,” all’ignoranza” non cè limite!!

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    Gianluca

    23 Aprile 2015 - 16:40

    In pratica signor Pizzi,lei non ha mai lavorato ha solo studiato?…cioè anche io potessi scrivere così o come si accinge a fare lei,ma non ha mai prodotto o dato niente alla comunità? Se si mi corregga.
    La seconda e semplice domanda…GLIELO VA A DIRE LEI AI PELLEROSSA CHE “EROI” CHE SONO STATI GLI ITALIANI IN AMERICA?
    ps: mi auguro una risposta e non la solita ideologia da professare a qualsiasi costo. ..

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    andrea

    23 Aprile 2015 - 17:41

    … e se avessero, anzi, HANNO fatto di peggio?! estrapolazioni varie:
    – Ben di rado i nostri connazionali che emigravano negli Stati Uniti videro realizzato l’American Dream: finirono con lo svolgere i lavori più umili come spazzini, operai, scaricatori portuali, minatori, fruttivendoli. Fra di essi c’erano anche molti volontari dell’esercito di Garibaldi. A cavallo tra i due secoli, gli emigranti italiani furono oggetto di campagne diffamatorie venendo rappresentati come antropologicamente portati a delinquere, una seria minaccia per l’ordine pubblico. Il pregiudizio era rivolto principalmente ai meridionali chiamati con i dispregiativi “dago” e “wop”; addirittura i siciliani furono definiti, nel 1911, not white. Questo razzismo montante sfociò in violenza. Un efferato attacco avvenne a New Orleans nel 1891, dove molti emigranti italiani avevano sostituito gli schiavi neri nel lavoro di coltivazione e raccolta del cotone: a fine ‘800 a New Orleans ce n’erano circa 30.000, siciliani per il 90%. Alcuni di essi vennero accusati dell’omicidio del capo della polizia della città (probabilmente ucciso dalla mafia o da avversari politici), ed il sindaco ordinò un rastrellamento presso la comunità italiana. Vennero arrestate 250 persone, di queste 11 vennero processate per un delitto che non avevano commesso e, poiché innocenti, furono assolti in regolare giudizio: ciò provocò la collera degli autoctoni, in cerca di un pretesto per colpire gli italiani. Il giorno successivo, il 14 marzo 1891, una folla inferocita di 20.000 persone prese d’assalto la prigione, prelevò gli 11 italiani e li trucidò selvaggiamente a colpi d’arma da fuoco, impiccandoli e a bastonate.
    Sempre a fine ‘800 in Louisiana, a Tallulah, 5 emigranti italiani furono linciati a morte perché “rei” di essere troppo gentili con i neri.
    Nel 1913, a Calumet in Michigan, gli emigranti italiani nelle miniere di rame scioperarono perché da mesi non percepivano la paga. Nella notte di Natale la comunità italiana si riunì presso la sede della locale Società Mutua Beneficenza Italiana, detta Italian Hall. Una festa povera: nastrini colorati, qualche torta fatta in casa, pochi cesti di frutta secca, un’orchestrina alla buona. I sicari dell’industriale del rame Charles Moyer, a capo della Western Federation of Miners, sprangarono le porte urlando “Al fuoco!”. Nel parapiglia che si scatenò morirono in 73, in gran parte bambini. Considerati da molti addirittura l’anello mancante tra uomini e scimmie, sfruttati e maltrattati, alcuni tra gli emigranti italiani entrarono nei circuiti della malavita, gettando così un indelebile marchio d’infamia sull’intera comunità.
    – L’Internamento degli italiani negli Stati Uniti si svolse nel corso della Seconda guerra mondiale, in particolare tra il 1941 e il 1944. A differenza degli americani di origine giapponese che sono stati internati durante la guerra, gli italo-americani perseguitati non hanno mai ricevuto risarcimenti.

    e per concludere, una mia modesta riflessione:
    come si può confondere la situazione americana di inizio XX secolo in cui un immenso Paese aveva bisogno di immigrati utili per popolarlo e svilupparlo, con l’attuale situazione europea di un’area fittamente abitata e con una crisi che non permette di trovare lavoro neanche ai propri cittadini?!
    se vogliamo veramente aiutare queste persone africane, asiatiche, etc. forse sarebbe più logico tornare al vecchio concetto di favorire la pacificazione, la crescita e lo sviluppo dei loro Paesi d’origine, cosicché non abbiano bisogno di rischiare la propria vita con migrazioni e non favoriscano la speculazione dei trafficanti.

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    cris

    23 Aprile 2015 - 18:20

    Credo che le vostre affermazioni siano abbastanza demagogiche. Gli emigranti italiani ai tempi che furono andarono non solo in America in cui ci sono tantissimi stati e che quindi tantissimi posti e spazi, ma giustamente come avete detto anche in perù,argentina ecc ecc
    Il problema è cha da noi arrivano e si fermano solo qui, perchè gli altri stati non li fanno passare,
    e noi non siamo l’america!

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    cris

    23 Aprile 2015 - 18:23

    Un’altra cosa…gli Americani non sparavano ai migranti, ma visto che si parla di storia, gli americani hanno sterminato gli indiani per occuparne le terre.

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    Claudio

    23 Aprile 2015 - 19:00

    Se questo è il risultato di tutti i suoi studi… mi spiace. Bocciato. I nostri emigranti in America sono stati maltrattati come bestie, ancora oggi ci scimmiottano nelle loro commedie, ma dove ha studiato lei? Neanche i suoi figli hanno mai visto il telefilm la tata?? Comunque, non significa che noi si debba maltrattare questa povera gente, il problema è il solito, prima gli vendiamo le armi, poi lucriamo sul traffico di migranti.. centri accoglienza, aiuti, etc etc. Noi migranti italiani non scappavamo da una guerra, cercavamo lavoro, il mondo era in espansione, territori sconfinati da popolare, tutt’ora sconfinati e deserti spesso. Loro poveracci, scappano da una guerra magari, e lasciano territori sconfinati ricchi di materie prime. Paradossale no? O forse un piano preordinato? Forse , in mezzo a tanti disperati veri spinti da un piano, da voci che gli garantiscono di trovare un paradiso qui, perché là non ci sono i media di qui.. là c’è la vera censura, in mezzo a tanti poveri disperati, c’è veramente un gruppo di terroristi, di soldati che stanno venendo qui.. e allora? Già pretendono di imporci le loro usanze, di non offenderli, di togliere i crocefissi dalle scuole, di togliere la carne di maiale dai menu.. di non festeggiare il natale nelle scuole, ragazzi… qui non c’è più lavoro neppure per noi, l’Italia è un paese morente, l’Onda delle multinazionali, dell’industria è passata, è arrivata in Cina, Indonesia, India.. là gli schiavi costano un euro al giorno per 12 ore di lavoro, noi ne costiamo 80 volte… noi ormai siamo stati sfruttati.. adesso dobbiamo reinventare il nostro futuro di nazione. Ma non con politici come voi, che non hanno una visione per il pese, pensano solo ai 4 spicci che si mangiano.. dobbiamo reinventare un sistema produttivo, che competa con il resto del mondo, ma in maniera sana, non con il modello cinese.. per l’amor di Dio, no.

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    Miver

    23 Aprile 2015 - 19:08

    Paragone che non c’entra nulla.
    Erano tempi in cui gli Stati Uniti, il Canada etc. avevano bisogno di manodopera e quindi accoglievano gli emigranti nostrani abbastanza serenamente.

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    sergio

    23 Aprile 2015 - 19:23

    Egr.sig.Pizzi la sua conoscenza in materia di emigrazione italiana ha qualche lacuna. Gli italiani che sono andati negli USA non l’hanno fatto con le carrette del mare ma con i cosiddetti piroscafi. Magari nelle stiva ma pagando un biglietto alla compagnia e non a degli scafisti. Pertanto sono approdati nel porto di NewYork con dei documenti validi. Di conseguenza hanno anche fatto una quarantena in attesa di un visto. Per quanto riguarda quelli che sono andati in America del sud sono andati Perché quei paesi avevano bisogno di manodopera straniera capace di fare lavori d’artigianato che la loro popolazione non era in grado di fare. I miei genitori sono anche loro emigrati in uno di quei paesi e sono entrati tramite un atto di chiamata di un parente che risiedeva la e si fece garante. Perciò vediamo di non svilire i nostri emigranti paragonandoli a queste orde barbariche che non hanno nulla da insegnarci.

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    flex65

    23 Aprile 2015 - 20:35

    se fossero entrati come entrano i suoi amici “migranti” gli avrebbero sparato come gli sparerebbero oggi

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    mexsilvio

    23 Aprile 2015 - 21:04

    COME SI FANNO A SCRIVERE PROVOCAZIONI , E FALSITA’ SIMILI ..???
    NON FACCIA ART. SCRIVA LIBRI ..????
    PER LA PRECISIONE , GLI ITALIANI CHE EMIGRAVANO IN AMERICA , AVEVANO DOCUMENTI , AVEVANO UN LAVORO , CHE LI ATTENDEVA , ED ALL’AVVIVAVO OLTRECHE’ LA VISITA MEDICA APPROFONDITA , SE NON CORRISPONDEVANO AI CANONI RICHIESTI VENIVANO IMMEDIATAMENTE RESPINTI IN ITALIA , SENZA SBARCARE DALLA NAVE , POI SE COMMETTEVANO REATI ANCHE SE DA MOLTI DECENNI IN AMERICA , PRIMA SCONTAVANO LA PENA E POI GLI METTEVANO SU UNA NAVE CON FOGLIO DI VIA ..!!!
    NON LI TENEVANO A TRENTA EURO AL GIORNO A FARE NULLA …!!
    NON LI VENIVANO A PRENDERE FUORI DELLE ACQUE TERRITORIALI ITALIANE PER RISPARMIAGLI UN VIAGGIO IN STIVE , CON I TOPI …!!!!
    PREGO INFORMARSI , PRIMA DI SCRIVERE …!!!

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    Andrea

    23 Aprile 2015 - 21:44

    Bè…la nostra migrazione del dopo guerra,non mi sembra paragonabile a quella attuale

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    Adriano Demurtas

    23 Aprile 2015 - 21:49

    In America prima cera il lavoro, sicuramente anche ora, l’America e mille volte più grande dell’Italia, con un enorme differenza di possibilità di sistemazione di qualsiasi genere, sia lavorativo che di integrazione, in America praticamente e terra di tutti non c’è un Americano che non abbia origini Europee, Africane o altre.
    L’Italia a differenza e un fazzoletto di terra, non c’è lavoro per noi figuriamoci per loro, spesso quello che c’è avvolte non viene retribuito nel modo corretto, anzi quasi sempre, poi gli Italiani perlomeno la maggior parte arrivavano in America con un minimo di documenti pronti a pagare le tasse quando si sistemavano con il lavoro,
    Queste persone vanno aiutate, ma nell’oro posto, questa non e una migrazione di persone ma sta diventando a tutti gli effetti una invasione.

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    Maurizio Boccucci

    24 Aprile 2015 - 08:12

    diciamo che i veri americani sono i pellirossa tutti gli altri sono immigrati quindi il paragone non regge

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