Dramma alla raffineria del gruppo Api: operaio muore ustionato

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Raffineria Api

È morto la scorsa notte Francesco Fiori, l’operaio pugliese di 54 anni della Ferplast, ustionato da un getto di vapore bollente il 30 maggio scorso, durante le operazioni di manutenzione dell’impianto Pra della raffineria Api di Falconara Marittima.

Lo rendono noto Cgil, Cisl e Uil di Ancona, che esprimono solidarietà e cordoglio alla famiglia”. Per i sindacati si tratta di “un fatto grave” e sono state proclamate due ore di sciopero oggi a fine turno.

Fiori, originario di Veglie (Lecce), sposato con tre figli, era stato investito da un getto di vapore bollente mentre l’impianto era chiuso, durante lo smontaggio di una valvola in vista della ripresa dell’attività di raffinazione, prevista a luglio.

Ferito in modo più lieve un collega, Gianni Calcagnile, di 45 anni, anche lui di Veglie, colpito al viso, che era stato medicato e subito dimesso. Le condizioni di Fiori invece, sutionato sul 50% del corpo, erano apparse subito gravi, tanto che dall’ospedale di Torrette di Ancona era stato trasferito al Centro Ustionati di Cesena, dove poi è morto.

Nei prossimi giorni saranno assunte iniziative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, “una questione che diventa sempre più importante, specialmente nei momenti di crisi” secondo i sindacati. Per Cgil, Cisl, Uil “l’incidente dimostra che la raffineria, anche quando c’é il fermo degli impianti, non è più sicura di quando è attiva. Per questo motivo, anche gli organici devono essere adeguati agli standard di sicurezza”.

Intanto la direzione di Api Raffineria di Ancona spa si dice “sinceramente e profondamente addolorata per la scomparsa di Francesco Fiori. Il dramma che oggi tocca la famiglia e i compagni di lavoro di Fiori è condiviso da tutti i dipendenti della nostra azienda”.

Nelle prime ore dopo l’incidente l’ad Giancarlo Cogliati aveva annunciato l’intenzione di “andare fino in fondo per capire le cause” dell’accaduto, escludendo l’ipotesi di guasti e sollevando invece la possibilità di “una manovra errata”. Sulle cause e la dinamica dell’episodio dovrebbe fare chiarezza una perizia disposta dalla Procura della Repubblica Ancona.

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