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Nel weekend a Palermo l’arte si visita di notte con RestArt
03 Lug 2021 12:12

  • Monumenti aperti in notturna nei weekend
  • Eventi speciali
  • Esposta la “Statua del Re”

RestArt, il festival di ultima generazione che apre in notturna, ogni weekend, dalle 19 alle 24, fino al 28 agosto, giunto alla seconda edizione, è ripartito ieri, venerdì 2 luglio, con la mostra all’oratorio dei Bianchi della “Statua del Re” realizzata da Procopio Serpotta nel 1727, per 20 anni lasciata nei depositi del polo di palazzo Abatellis, oggi restaurata grazie all’iniziativa dell’associazione Amici dei Musei siciliani con il sostegno della Fondazione Sicilia e il Consorzio Pragma che ha curato il restauro.

” Siamo molto contenti – dice Raffaele Bonsignore, Presidente della Fondazione Sicilia -che attraverso il nostro bando annuale abbiamo sostenuto un progetto di restauro così importante che vede il recupero dell’imponente statua in stucco firmata da Procopio Serpotta. Non solo è un’operazione assolutamente coerente con gli obiettivi programmatici della Fondazione ma restituisce alla città un capolavoro dimenticato contribuendo alla valorizzazione di un luogo straordinario come l’oratorio dei Bianchi. “

“La figura di un re che si rialza – dice Bernardo Tortorici di Raffadali, presidente degli Amici dei Musei siciliani e organizzatore di RestArt – e mostra tutto il suo splendore simbolicamente rappresenta la città che riparte mostrando la sua bellezza. Non poteva esserci momento migliore per presentare questo importante restauro che l’inizio di questa nuova edizione di RestART e voglio ringraziare la Fondazione Sicilia ed il Polo di Palazzo Abatellis per aver voluto condividere questo progetto che certamente contribuirà alla valorizzazione dell’oratorio dei Bianchi ed arricchirà ulteriormente la fama della famiglia Serpotta.”

“La “Statua del Re” – precisa Evelina De Castro, direttrice della Galleria regionale di Palazzo Abatellis – così come veniva denominata l’opera nelle pieghe dimenticate delle fonti del tempo, si presenta nella sua nuova collocazione all’Oratorio dei Bianchi. Realizzata in stucco, essa poggia sul suo piedistallo su cui è incisa un’iscrizione oggi lacunosa, che riporta la data 1727, il nome del probabile committente e il nome dell’autore, Procopio Serpotta. L’insieme supera in altezza i due metri, enfatizzati dalla visione dal basso del nuovo allestimento espositivo. La statua mostra una figura virile in abbigliamento militare da cerimonia con corazza e gorgiera, la mano al fianco e l’altra a impugnare il bastone, rivolto verso l’esterno in basso. Nel corso delle demolizioni per il taglio del secondo tronco di Via Roma, l’opera e il suo piedistallo pervennero all’antico Museo Nazionale, tratti in salvo dalla nicchia sormontante il portale di ingresso della così detta “Casa del Re”, edificio identificato con la statua stessa. Al museo l’opera fu esposta insieme a stucchi ed altri elementi di decorazione architettonica serpottiani, fra cui quelli provenienti dalla Chiesa delle Stimmate.

“Riguardo agli aspetti propriamente artistici, si tratta di una importante occasione per riconsiderare il catalogo critico di Procopio Serpotta, “ artista degno del padre”, come lo definì Donald Garstang. Coeva agli anni del compimento del suo capolavoro, ritenuta tale la decorazione dell’oratorio di Santa Caterina d’Alessandria, anche la “Statua del Re” riflette “l’elegante stile classicheggiante”. volto a modelli manieristici, che Procopio afferma in quel tempo come cifra originale del percorso autonomo di maturazione artistica”.

“Dopo quasi venti anni di giacenza nei depositi dell’Oratorio dei Bianchi – dice Mariella Labriola che ha condotto il cantiere di restauro -la statua in stucco di Procopio Serpotta collocata originariamente in esterno sul prospetto del “Palazzo del Re” demolito nel 1936 per la realizzazione dell’attuale via Roma, l’unica opera a carattere laico che l’erede del grande stuccatore Giacomo ha realizzato nella città di Palermo, ritorna a dominare la scena dallo scalone dell’Oratorio. L’opera era stata oggetto di un precedente intervento di restauro in occasione del quale furono eseguite le operazioni di pulitura, consolidamento e integrazione delle lacune, ma non fu completato con l’ancoraggio del braccio destro e con la ricollocazione sul suo piedistallo. Queste ultime operazioni, insieme alla presentazione estetica della superficie, sono state oggetto dell’intervento attuale. Trasportata dal piano terra al primo piano mediante un’autogru , la scultura con il suo basamento sono stati sollevati con l’ausilio di una struttura a tubi giunti e collocati su di un basamento in acciaio fornito di ruote. Rinforzati gli ancoraggi originali tra i piedi e il suo basamento attraverso l’inserimento di perni, e vincolata con il suo perno originale della schiena, l’intervento ha previsto l’ancoraggio del braccio destro alla spalla mediante l’impiego di perni in acciaio inox filettati e modellati per seguire il modellato. Ricomposti e ricollocati tutti i frammenti nella loro sede originaria, l’intervento si è concluso con la stuccatura delle piccole lacune e con l’accordo cromatico delle precedenti.”

La sinergia delle forze impiegate – dice Alberto Samonà, assessore regionale ai Beni culturali e all’Identità siciliana – porta sicuramente a grandi risultati e mi aspetto che dal prossimo anno RestArt oltrepasserà Palermo e coinvolgerà la Sicilia intera. E’ tempo, finalmente, di vivere le serate in libertà, godendo dei nostri luoghi della cultura. Questo direi che è il miglior modo di ripartire dopo mesi difficili. Credo che qualsiasi segnale vada nella direzione della riappropriazione di spazi vitali da parte della gente sia un ben segnale. E speriamo che RestArt possa attrarre anche i turisti che visitano la città.”

Visite ai siti

SABATO 3 LUGLIO DALLE 19 A MEZZANOTTE

(Biglietto: 3 euro per ciascuna visita. Ingressi e prenotazioni su www.restartpalermo.it, scegliendo precisi slot orari, secondo le indicazioni di ciascun sito,).

  • Chiesa di Santa Caterina
  • Cupola di Santa Caterina
  • Cappella del Raffaello allo Spasimo
  • Archivio comunale
  • Palazzo Abatellis
  • Palazzo Mirto
  • Cuba
  • Necropoli punica
  • Loggia dell’Incoronazione
  • Palazzo Branciforte
  • Villa Zito
  • Teatro Massimo
  • Oratorio dei Bianchi
  • Chiesa della Catena
  • Chiesa di S. Giovanni degli Eremiti
  • Oratorio di S.Lorenzo
  • Oratorio di S.Mercurio
  • Oratorio di S.Cita
  • Oratorio del SS.Rosario in S.Domenico

EVENTI SPECIALI – SABATO 3 LUGLIO

Palazzo Butera, percorsi di approfondimento

(COSTO DEL BIGLIETTO 10 EURO)

Mobili in stile anglo-giapponese di fine Ottocento, acquerelli con vedute da levante, scintillanti vasi di Tiffany, e molto altro; questi venerdì e sabato sera Palazzo Butera apre le sue porte ad un incontro tra l’Oriente e l’Occidente, tramite un percorso della vista e del pensiero che vede gli oggetti della collezione di Francesca e Massimo Valsecchi come protagonisti.

Durante questa stagione di Restart, a Palazzo Butera si svolgeranno degli incontri serali ogni venerdì e sabato del mese di luglio. Ciascun incontro sarà dedicato ad un tema ben specifico e diverso, permettendo di volta in volta di soffermarsi su una parte del grandissimo numero di oggetti della collezione più nel dettaglio. Una costante a tutti gli eventi sarà ovviamente il Palazzo stesso, che, con le sue bellissime sale, ospiterà e guiderà i suoi spettatori durante questi percorsi della curiosità. Ad aprire il sipario, saranno i due eventi serali di questo weekend. Venerdì 2 luglio e Sabato 3 luglio, dalle 19 alle 21, chiunque volesse potrà partecipare ad un viaggio verso il lontano Oriente, l’Inghilterra dell’Ottocento, e diversi periodi e luoghi del Novecento, lasciandosi trasportare dalle silhouette, i colori, i materiali, le storie, di oggetti che sono tanto diversi tra loro, ma accomunati da un’unica visione di ‘contaminazione culturale’. Il tema delle ‘contaminazioni culturali’ sarà infatti il cuore di questi due incontri, tema nato non soltanto dagli oggetti stessi della collezione, ma anche dallo spirito di una Palermo che è cresciuta attraverso un processo di fusione culturale ricchissima e costante. I Valsecchi, come degli “invasori” contemporanei, hanno contribuito a quel processo di contaminazione sulla quale la città si fonda regalandole la loro incredibile collezione, fatta di elementi che si portano tutti dietro una storia propria. Con questa linea di pensiero ben in mente, il cammino tra i saloni del palazzo prevedrà l’approfondimento di oggetti che si riallacciano a queste tematiche. In particolar modo, protagoniste saranno delle opere di artisti Europei, che, in seguito a viaggi, studi, influenze, hanno realizzato degli oggetti che prevedono una documentazione di culture e luoghi extraeuropei, e una rielaborazione di stili stranieri, passando attraverso il filtro del critico occhio occidentale. In questo modo, visioni diverse convergeranno in una sola, in maniera sempre diversa ed unica per ciascun oggetto. Questo è un invito a chiunque volesse immergersi in un mondo dell’immaginario fatto di fusioni, scontri e convivenze culturali il cui risultato sono diverse forme d’arte, nonché un evento inteso a valorizzare l’idea di una Palermo che si rioffre al mondo, una delle tante imprese che il progetto di Palazzo Butera ha deciso di compiere.

-Casa Florio I Quattro Pizzi – Mostra: DONNA FRANCA FLORIO, IL BOUDOIR RITROVATO h.18 – 23

(COSTO DEL BIGLIETTO 7 EURO ONLINE – 8 EURO IN LOCO)

Franca Florio, il boudoir ritrovato

Dal 2 luglio al 14 agosto ( ogni venerdì e sabato dalle 18 alle 23 ) potrà essere visitata la mostra dedicata al mondo della navigazione dei Florio. Verranno esposti nel salone della Palazzina dei Quattro Pizzi la chiffonnier e lo specchio con il set da toletta che costituivano originariamente parte degli arredi all’interno della camera da letto personale di Donna Franca Florio sul meraviglioso Yacht Aegusa, di proprietà dei coniugi Florio negli ultimi anni dell’Ottocento. Vere e proprie regge galleggianti dotate di ogni comfort, gli yacth dei Florio rappresentavano uno degli status symbol della famiglia. L’Aegusa, trasposizione dal greco di Favignana, misurava 85 m e non aveva eguali in Italia, in quanto era il più grande dei venti yacht a vapore registrati nel Regno. Celebrato per la sua sontuosità, i suoi interni disponevano di un grande salone, una sala da pranzo, un fumoir, cabine per gli ospiti e “gabinetti di toeletta”.

Il Sultana era l’Ammiraglia della flotta da diporto di Ignazio Florio Jr, misurava 56 m ed era dotata di tre alberi con velatura a goletta. La sua prima tratta fu Palermo-Livorno nel Febbraio del 1893, in occasione del matrimonio tra Ignazio e Franca.

In mostra anche i barometri a bordo dell’Aegusa e del Sultana: si trattava di strumenti di misura della pressione atmosferica usati nell’ambito della meteorologia per rilevare dati utili per le previsioni del tempo. Quello appartenente all’Aegusa è realizzato in legno di mogano ed è intagliato con elementi in avorio e ottone.

Oltre a questi cimeli legati ai navigli privati della famiglia, sarà possibile ammirare il ritratto dell’unico figlio maschio di Ignazio junior, detto Baby boy.

Il ritratto, per la prima volta esposto al pubblico e di cui non si hanno notizie circa la data di realizzazione, è un pastello su cartoncino realizzato dal pittore Michele Cortegiani.

Le dichiarazioni su RestArt

“La partecipazione dell’Ateneo al Festival RestART – commenta il Rettore dell’Università degli Studi di Palermo, professore Fabrizio Micari – sottolinea il nostro forte impegno per la valorizzazione del Complesso Monumentale dello Steri, uno dei simboli di Palermo e della Sicilia nel mondo, che presto si arricchirà ulteriormente con la prossima inaugurazione del Museo dell’Università e del giardino trecentesco. Lo Steri, oltre ad essere la sede più importante di UniPa, è un luogo straordinario che custodisce in ogni suo angolo un pezzo di storia della nostra Città. I visitatori hanno la possibilità di vivere un’esperienza splendida, calandosi in un contesto storico e artistico assolutamente unico. Fare conoscere sempre di più questi tesori di inestimabile valore significa puntare sull’importanza fondamentale della cultura come imprescindibile elemento di ripartenza per il nostro territorio.”

“La Diocesi – dice Padre Giuseppe Bucaro, direttore dell’Ufficio Beni culturali della Curia. – gestisce a servizio della comunità un patrimonio particolarmente importante e significativo, allora ci è sembrato doveroso partecipare perché è giusto che la città prenda gradualmente possesso di queste bellezze. Aprire questi siti la sera è un’aggiunta in più, perché i monumenti hanno dei valori in sé ma in rapporto alla luce acquistano altri significati e altre dimensioni. Basti pensare alla Chiesa di Santa Caterina, oppure ai tetti dai quali si vede la straordinarietà della città.”

“RestArt – dice Patrizia Di Dio presidente di Confcommercio Palermo e presidente nazionale del gruppo Terziario Donna di Confcommercio. – ha un titolo emblematico. Vuole essere il simbolo della ripartenza della vita ma anche delle attività economiche. Siccome il motore è inceppato, e a maggior ragione lo è quello del turismo, un progetto del genere porta speranza. Vuole invogliare i nostri cittadini ma i siciliani tutti a fare delle gite fuori porta per scoprire tanto di quello che la nostra città offre, e che molto spesso noi stessi sconosciamo.

Penso che fruire del tempo libero, passeggiare per la città e visitare tutto quello che la nostra città offre sia una delle cose più interessanti e intelligenti che possiamo fare. Quindi si tratta di un ritorno alla vita con l’arte, che ha un valore terapeutico per tutti noi che siamo adesso feriti. La bellezza contrasta il senso di frustrazione, il dolore che abbiamo patito. Ripartiamo dalla bellezza e dalla convivialità finalmente ritrovate”.

“Più che di una ripartenza – dice Mario Zito, assessore alle Culture del Comune di Palermo – parlerei di una continuazione. La cultura non si è mai fermata, e gli operatori culturali, che ringrazio, hanno lavorato in modo lodevole affinché si potesse ripartire in sicurezza.

Questa è una prima iniziativa, ce ne saranno tante altre a Palermo. E’ una iniziativa che mi auguro diventi una tradizione per far sì che lo straordinario diventi ordinario.”


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