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“Guarda che mun tunait”, Irpinia e Roma nel successo di Caggiano

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Il segreto è scorgere oltre quel titolo. Perché “Guarda che mun tunait”, scritto da Antonio Caggiano, è tutt’altro che buffo e superficiale. E’ un romanzo leggero ma profondo, agile ma impegnato.

L’autore

Caggiano è giornalista, scrittore, autore, inviato. Un passato da responsabile Comunicazione, Promozione e Media Partnership di Rai Radio 2 e da responsabile Comunicazione di Raiuno. Oggi lavora a RaiNews24, dove firma la rubrica “Top Post” all’interno di “Sabato 24”. Irpino di Mirabella Eclano trapiantato a Roma, ha deciso di fare dei due posti intorno a cui gira la sua vita il fulcro del romanzo.

La presentazione

“Guarda che mun tunait” (Albatros) è stato presentato qualche sera fa presso il centralissimo Palazzo delle Esposizioni di Roma. Insieme all’autore, Federico Moccia, che ha scritto la prefazione, salito anni fa alla ribalta per il suo romanzo “Tre metri sopra il cielo”. La grande accoglienza del pubblico – appassionati, amici, personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo – ha confermato la stima che l’autore irpino ha conquistato tra gli addetti ai lavori e non solo.

Antonio Caggiano con un gruppo di ‘Irpini della Capitale’

“Ė la prima volta che scrivo in maniera così ‘leggera’ – commenta lo stesso Caggiano -, ma questo romanzo mi soddisfa. Sarà perché in esso hanno grande importanza la mia Irpinia, le radici, e Roma, la madre adottiva”.

La trama

I protagonisti sono studenti fuori sede, trasferitisi a Roma per provare a disegnarsi un futuro migliore. Di provenienza geografica e socio-culturale differente: c’è chi ambisce a una carriera da insegnante, chi a quella da commercialista. C’è anche chi ha un problema da risolvere con la giustizia. L’incontro tra l’Irpinia e Roma, decisivo nella vita dell’autore, lo è anche nel suo romanzo. Lo snodo della trama è infatti la storia d’amore tra un ragazzo della provincia di Avellino e una ragazza capitolina. Lui, famiglia popolare e dignitosa, con un futuro tutto da scrivere. Lei, discendente di famiglia altolocata e un futuro invece già in tasca. Intorno a questa storia – e alle inevitabili differenze che verranno fuori – si sviluppa l’opera.

Romanzo piacevole, che prova a rispondere all’atavico quesito dell’”essere o avere?”. Un libro molto leggibile, “scritto – come dice lo stesso Caggiano – in maniera semplice. Come semplice è il modo di porsi del ragazzo che, poco pratico con l’inglese, vorrebbe scriverle ‘Guarda che luna stasera’. Ne viene fuori un ‘Guarda che mun tunait’, dichiarazione d’amore che finisce per dare il titolo al libro.

Il libro

“Guarda che mun tunait”, di Antonio Emilio Caggiano, Albatros Edizioni. Ordinabile qui.

Domenico Bonaventura

Domenico Bonaventura (Avellino, 1984), giornalista, comunicatore e saggista, vive e lavora tra Lacedonia, in Alta Irpinia, dov’è cresciuto, e Roma. Laurea Magistrale in Scienze Politiche – indirizzo Comunicazione politica, economica e istituzionale – presso la LUISS “Guido Carli” di Roma. Giornalista con una passione rovente per il calcio, la politica e le parole. Italiano e meridionale fiero e critico, una passione rovente per il calcio, la politica e le parole, ho gestito e gestisco diversi uffici stampa - campagne elettorali, manifestazioni culturali, enti museali. Collabora con diverse testate: dal 2010 con la redazione di Avellino de Il Mattino di Napoli, con cui ho firmato più di millecinquecento articoli, dal 2016 con Restoalsud.it e da due anni con Il Mattino di Foggia e con Eurocomunicazione.com. Coordina l’area Comunicazione per diverse aziende e figure politiche e istituzionali. Mediamente attratto dalle reti sociali, le utilizza soprattutto per ottimizzare il lavoro. Moderatore e relatore in molteplici convegni e corsi di formazione, è autore del saggio “Parole e crisi politica. Dal politichese all’economichese. Come cambia il lessico politico al tempo della crisi” (ilmiolibro.it, 2013), finalista del Concorso Letterario Nazionale Ilmioesordio Ha fondato e gestisce il progetto di comunicazione Velocitamedia.it.

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