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Lavoro in crisi nella Marineria, l’armatore Onorato: “Questa vergogna deve finire, è il mio impegno per il Sud”

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Vincenzo Onorato è un armatore napoletano di 60 anni, presidente della compagnia di navigazione Moby Lines, attiva principalmente sulle tratte da e per la Sardegna.

Onorato, poi, è anche il fondatore e presidente di Mascalzone Latino, team velico che ha ottenuto tanti importanti successi.

Una brevissima presentazione che non può che accendere l’interesse su un video che l’armatore ha condiviso sulla propria pagina Facebook il 31 marzo scorso, visualizzato, fino ad oggi, oltre mezzo milione di volte e introdotto con queste parole: “Cari Amici, ho voluto parlarvi delle cose che ci stanno più a cuore. E per cui dobbiamo continuare a combattere insieme”.

Titolo del filmato – che dura poco meno di 3 minuti – è “il mio impegno per il Sud” e ha per protagonista il rapporto tra la Marineria e il lavoro.

“Vorrei la Marineria Italiana con la tradizione italiana – dice l’armatore – che passa esclusivamente attraverso i Marittimi italiani, attraverso gli uomini. Purtroppo, al contrario, quello che accade oggi è che sulle navi a bandiera italiana, con armatori italiani, che percepiscono dallo Stato una quasi totale defiscalizzazione, si trovano soltanto ed esclusivamente Marittimi extracomuniari, il più delle volte pagati con stipendi da fame“.

“Quindi – spiega Onorato – abbiamo un duplice perverso risultato negativo: i Marittimi italiani restano a casa, quindi ancora più disoccupazione e miseria per il Sud e poi quel Marittimo extracomunitario che sale a bordo, ha uno stipendio di 4 – 500 dollari al mese, che gli servono soltanto per sopravvivere”.

“Questa vergogna – tuona l’armatore – deve finire”.

I marittimi italiani, dice Onorato, chiedono lavoro ma “non c’è nessuno che prende le parti del Marittimo, per cui è una categoria a rischio” e ciò si traduce “in aree come il Mezzogiorno, già drammaticamente colpite dalla disoccupazione” in incremento della “folla di disoccupati”.

“Solo nel Napoletano – continua Onorato – si parla di 150.000 giovani senza lavoro. A Torre del Greco ci sono più di 100.000 marittimi iscritti alle liste di gente di mare”.

Affinché tutto questo possa finire, per l’armatore napoletano “ci vogliono le leggi adatte“, ovvero “ci vuole un governo che si prenda cura dei Marittimi e di queste fasce di disoccupazione”.

Il video:

Anna Laura Maffei

Giornalista, blogger ed esperta di comunicazione, scrive di sociale, di innovazione e di cultura. È communication manager di Digital Media, service giornalistico di Tiscali.it e main partner di RestoalSud.it, portali d’informazione per i quali scrive i suoi articoli. Per la testata RestoalSud.it ricopre il ruolo di caporedattrice dal 2014, ha curato la selezione e l’editing dei testi dell’omonimo libro ("#RestoalSud", Pietre Vive Editore, 2018) ed è coordinatrice didattica della Resto al Sud Academy. Opera come consulente ed esperta di comunicazione digitale e social media per PMI e Startup e svolge attività di ufficio stampa. Ha collaborato con diverse testate informative, rigorosamente “all digital”, tra cui Gosalute.it, TerzoSettore TV e Look Out TV, quest’ultima tra le web tv di riferimento nell’ambito del racconto delle culture, diretta da Claudio Martelli, di cui è stata project manager.

Comments (3)

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    Ligas Flavio

    21 Aprile 2017 - 11:13

    La colpa di questo sfacelo è solo di Voi armatori che avete voluto sulle vostre navi il doppio registro ,permettendo in tal modo imbarcare persone non qualificate ,io ho navigato fino agli anni 80 e le cose andavano ancora bene ,quando ho avuto sentore di queste vostro intenzione ho mollato gli ormeggi.-Saluti ed auguri

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    Giovanni

    22 Aprile 2017 - 12:44

    Nella presentazione del Sig. Onorato, avete dimenticato di dire che è anche armatore della Tirrenia, socio Grimaldi. quindi ha l’esclusiva per i trasporti marittimi da e per la Sardegna.
    Di cosa ci si lamenta?

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    Gianni Coniglione

    22 Aprile 2017 - 13:08

    complimenti; non conosco da dentro il problema ma quello che scrive Onorato è certamente condivisibile. Mette in luce una delle tante stranezze ed anomalie della nostra Italia. Mette in luce un altro caso di “concorrenza sleale” e di sfruttamento; a vantaggio di chi ?? Delle multinazionali esentasse (o quasi), del sistema finanziario incontrollato, delle società che hanno dimenticato “il valore e la funzione sociale dell’impresa”, che non può essere ridotta sola a fabbrica di soldi. Molti dovrebbero leggere circa Adriano Olivetti

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