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“Rimbocchiamoci le maniche”. Intervista al regista Stefano Reali

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Domani sera su Canale 5 andrà in onda un’altra puntata di Rimbocchiamoci le mani, la fiction prodotta da Endemol Shine Italy e diretta da Stefano Reali, in onda dai primi di settembre. Sabrina Ferilli e Sergio Assisi sono i protagonisti di una serie tv di otto puntate in prima serata.

“Rimbocchiamoci le mani” è la storia di Angela Tusco, un’operaia di provincia che si ritrova prima senza lavoro, poi sindaco di un piccolo centro nel Lazio. È la storia di una donna che non accetta la resa, che non si arrende, che combatte per quello in cui crede e, nonostante i tradimenti e le delusioni, farà di tutto per dimostrare quanto vale. In occasione di questa puntata, abbiamo fatto qualche domanda al regista parlando della fiction mediaset, ma non solo.

Chi è Stefano Reali oggi?

Un uomo che cerca di continuare a poter vivere del proprio lavoro.

Perché ha scelto di diventare regista?

Mi piaceva molto il cinema e il teatro, fin da bambino. Ho cercato di realizzare film e spettacoli teatrali che mi sarebbe piaciuto vedere, è per questo che ho cercato di diventare un regista. Perché volevo mettere in scena ciò che avevo scritto.

rimbocchiamoci-le-maniche-ferilli-assisiCosa vuol dire essere regista oggi come oggi?

È una vita leggermente più grama di quanto non lo fosse dieci anni fa. Però ci sono anche tante occasioni in più, legate allo sviluppo tecnologico e alle possibilità che offre il web, di far sentire la propria voce.

Stiamo vedendo la nuova fiction di Canale 5 da lei firmata è “Rimbocchiamoci le maniche”. Per quali motivi ha deciso di portere in scena questa storia?
Vivo di questo lavoro. Quando Sabrina Ferilli mi ha chiamato per offrirmela, la possibilità di girare questa storia mi ha appassionato talmente che avrei pagato io, pur di poterla dirigere.

Ci racconta un po’ la storia di Angela?

È un’operaia tessile che non si sente rappresentata dalle persone che ha votato e quindi sceglie di rimboccarsi le maniche e di scendere in campo in prima persona.

Al centro della narrazione, la donna. Cosa rappresenta per lei?

Una donna ha meno tempo per potersi impegnare pubblicamente nell’amministrazione, soprattutto quando è madre di tre figli di età diverse. I tipi di conflitti a cui va incontro sono più forti e dilanianti di quelli che avrebbe un uomo al posto suo.

Tra gli interpreti, per quali motivi ha scelto proprio Sabrina Ferilli e Sergio Assisi?

È stata Sabrina Ferilli a scegliere me! E Sergio, beh… cercavo da tempo la possibilità di lavorare con lui; non appena l’ho avuta non me la sono fatta scappare!

rimbocchiamoci-le-maniche-img_9602In un clima di decadenza dei valori della società attuale, cosa non svanirà?

La Speranza. La speranza di potere cambiare le cose in meglio.

Secondo lei, nella vita c’è un momento in cui dobbiamo davvero rimboccarci le maniche?

Direi ogni giorno, ogni minuto. Nel nostro piccolo“particolare”, e nel resto di tutte le responsabilità che abbiamo.

Cosa vorrebbe arrivasse allo spettatore di questa fiction?

Vorrei fargli capire che spesso è più complicato difendersi dal fuoco “amico” che da quello“nemico”.

I suoi prossimi progetti?

Vorrei scrivere un testo teatrale per una commedia musicale. Ma non so se mi consentirebbe di poterci pagare il mutuo di casa.

Giulia Farneti

Giulia Farneti nasce a Cesena il 16 gennaio del 1989. Ha collaborato per due anni con il quotidiano Infooggi occupandosi di attualità e di criminalità organizzata, aprendo anche la rubrica settimanale “Così è (se gli pare)” di cui era anche responsabile con Alessandro Bertolucci. Per quasi altri due anni, ha scritto per il quotidiano La Nostra Voce occupandosi di cinema, teatro e televisione, le sue grandi passioni. Ha sviluppato una vera e propria coscienza antimafia, riuscendo a far approvare nella sua provincia quattro conferenze per sensibilizzare la cittadinanza alla cultura della legalità. mail: [email protected]

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