Ormai lo sapete tutti, c’è una stazione spaziale cinese grande quando un tir che sta precipitando. La zona a rischio è una fascia enorme della terra che va dal Brasile all’India, in mezzo c’è anche il sud Italia. Ma il rischio che finisca davvero su di noi è minimo. Come ieri, quante possibilità c’erano che quell’uccellino facesse la cacca proprio su di me? Appunto…

Lo so cosa state pensando. I cinesi ce l’hanno l’assicurazione? Dovesse cadere anche solo un pezzo di lamiera su una delle nostre città ci sarebbero almeno 50 mila feriti, me compreso. Chi è zoppo, chi ha mal di schiena, chi ha perso i capelli, chi ha problemi di digestione. Tutti a dire che è colpa della stazione spaziale. Ora i cinesi ci devono risarcire!

La Protezione Civile dice che gli eventuali pezzi non andrebbero toccati. Dalle mie parti se lasci di fianco al bidone un pezzo di ferro la gente lo va a prendere di corsa e lo porta a ferrivecchi, figuratevi se cadesse un’intera stazione spaziale. Per non parlare dei “tengo un amico che sa riparare tutto, ora la aggiustiamo e la facciamo ripartire”. Ci pensate? il primo satellite artificiale meridionale! Potremmo usarlo per trasmettere gratis le partite di calcio e i concerti dei cantanti neomelodici.

Scherzi a parte, se proprio dovesse cadere speriamo lo faccia in un luogo deserto. Ad esempio nell’ufficio statale dove lavora mio cugino. Di lunedì. Sono tutti in malattia. E’ deserto. Oppure in qualche strada di periferia.
Magari facciamo come si fa con i carrozzieri, se dai soldi dell’assicurazione avanza qualcosa ci facciamo sistemare le altre ammaccature, in questo caso potremmo coprire un po’ di buche sulle strade…

Intanto la Protezione Civile ha attivato un tavolo tecnico con esperti provenienti da ogni settore. Me li immagino tutti questi ingegneri, le migliori menti d’Italia. Solo di rimborso spese ci sarà costato quei 2/300.000 euro.
Nel documento finale dicono che è meglio non uscire tra il giovedì santo e il giorno dopo Pasquetta. Giusto il periodo delle vacanze di Pasqua. L’ho detto a mio nipote, mi ha risposto: “E’ meglio rischiare di morire con un
satellite in testa che stare a casa nella settimana in cui le scuole sono chiuse”. E mi sa che ha ragione…