Questo sito contribuisce alla audience di

Innovazione delle Imprese attraverso la Digitalizzazione: al Sud a che punto stiamo?

Shares

Per le grandi, ma anche per le piccole e medie Imprese, risulta in tempi moderni essenziale avere rapidità di accertamento della propria posizione sul mercato e di aggiornamento degli strumenti necessari a perseguire i propri obiettivi in virtù delle mutevoli opportunità che il mercato fornisce: in una parola è essenziale innovarsi.

Il problema però principale delle aziende è proprio la conoscenza di queste variabili per poi procedere nelle scelte da perseguire per inseguire l’innovazione poiché solo in questo modo è possibile poi selezionare gli strumenti utili allo scopo ricomprendendo in essi anche quelli messi a disposizione dalla Comunità Europea e dalle nostre leggi e provvedimenti regionali (bandi, contributi, detassazioni, ecc.). Tuttavia le aziende di fatto non hanno spesso la reale percezione di questi concetti ed è per questo motivo che, similmente a quanto accade in Paesi come la Germania, sono nate Associazioni finalizzate (attraverso una collaborazione trasversale tra le aziende) a inseguire e meglio definire queste conoscenze.

Tra i punti essenziali di questo processo d’Innovazione e quindi d’introduzione di elementi nuovi nella vita aziendale s’innesta la Digitalizzazione definibile sino a qualche anno fa come l’aggiornamento dell’insieme degli strumenti hardware e software utile all’azienda a stare al passo con i tempi. Modernamente tuttavia la trasformazione di questi elementi è talmente repentina e improvvisa (tecnicamente gli esperti analisti parlano di Disruption) che ha portato all’aggiunta essenziale in tali elementi di altri quali ad esempio quello degli IOT cioè dei c.d.INTERNET of Things (in italiano cose di Internet). In parole povere un’azienda moderna in primis oggi non può non tener conto nel suo percorso innovativo di elementi quali:

  • Mobile Apps (applicazioni mobili)
  • Multi device (tablet, smartphone,ecc.
  • Social media e Social Marketing
  • Clouds
  • Altri strumenti offerti da Internet
  • Ecc.

Il tutto a favore di fatto di un vera e propria dematerializzazione del concetto stesso di Digitalizzazione-innovazione : si và in direzione di una digitalizzazione sempre più slegata dal concetto di hardware , come testimoniano le sempre più frequenti e neonate partnership tra gestori telefonici e società specializzate a fornire sistemi in grado di liberare le aziende dalla gestione, spesso dispendiosa sia economicamente che in termini di risorse umane, dell’hardware classico (pc e sistema operativo) necessario al funzionamento delle attività (passive) aziendali d’ufficio e con società specializzate ad offrire pacchetti all-inclusive di tutte queste conoscenze digitali in funzione delle reali esigenze (attive) dell’azienda accompagnandole nella scelta degli strumenti necessari a massimizzare gli effetti benefici sul proprio business (es. scelta degli strumenti di internet più efficaci per azioni mirate e digitali di marketing).

Dunque L’innovazione oggi è in primis digitale perché attraverso la digitalizzazione si migliorano di fatto le azioni passive (o d’ufficio) e quelle attive (business) delle aziende, per cui gli strumenti normativi che vengono messi a disposizione delle aziende andrebbero messi altrettanto al passo con esigenze imposte dal processo di Disruption che interessa inevitabilmente l’innovazione in senso digitale.

In questo senso il legistlatore sembra percepire quest’esigenza e lo testimoniano provvedimenti propedeutici al suddetto fine quali:

  • L’Iper e Super ammortamento di acquisti di beni strumentali;
  • Il Credito D’imposta Ricerca e Sviluppo;
  • I Bandi sulle Start Up Innovative;
  • Ecc.

Non ultima la Legge Di Bilancio 2018 della quale si attende pubblicazione in Gazzetta ufficiale la quale introdurrà:

-2,5 miliardi per l’asta (periodo 2018-2022) per le frequenze 5g tecnologia importante non solo per lo sviluppo di reti capaci di connettere persone ma anche cose e quindi essenziali per l’espansione di Internet of Things e Industrie in primis;

-incentivi di Industria 4.0 : Superammortamenti e iperammortamenti. I superammortamenti riguardano i “beni strumentali” (macchine, impianti, merci) e passano dal 140% al 130%: l’imprenditore può dedurre la spesa sostenuta con una maggiorazione del 30%. Iperammortamento al 250% sugli strumenti utili alla digitalizzazione delle imprese.

– credito d’imposta al 50% per le spese in formazione digitale 4.0 per la formazione dei lavoratori.

-Bonus pubblicità anche per i giornali online per tutto il 2017.

Si tratta di un credito d’imposta pari al 75% della quota incrementale dell’investimento rispetto all’anno precedente (cioè il 75% della differenza tra quanto investito nel 2017 e nel 2016). La misura è pensata per incentivare la pubblicità (anche online) ed è una buona notizia per gli editori. Ma non solo: è prevista un’aliquota speciale per Pmi, microimprese e startup innovative. In questi casi il credito d’imposta tocca il 90%.

-Superamento (parziale) del monopolio Siae per la raccolta dei diritti

Avranno la possibilità di operare tutti gli organismi di gestione collettiva senza fine di lucro e a base associativa che operano nell’Ue. Viene quindi eliminato l’obbligo di passare dalla Siae per la raccolta dei diritti. Ma il mercato non si apre ai servizi privati.

L’impressione personale è che ogni anno il legislatore è sempre più consapevole dell’esigenza di norme al passo con le esigenze d’innovazione digitale delle nostre imprese (a qualsiasi livello) così come le aziende sono sempre più consapevoli dell’esigenza d’innovarsi per crescere e stare al passo con i tempi ma si ha purtroppo l’impressione che, rispetto ad altri paesi, quali ad esempio, la Germania il treno dell’innovazione corre ancora troppo velocemente rispetto a questo processo di adeguamento normativo e di presa di coscienza da parte delle imprese: cresce l’esigenza di assistenza alle imprese e cresce, specie al Sud, la necessità di superare logiche antiche di gestione delle attività aziendali a favore di strumenti sempre più trasparenti e rapidi che massimizzino i processi attivi e passivi delle nostre aziende.

Riusciranno le nostre imprese al Sud a cavalcare l’onda dell’innovazione attraverso la Digitalizzazione?

Leonardo Imparato

Classe 1974, Laureato in giurisprudenza ,ex calciatore dilettante (Alma SA C5),da sempre appassionato e stimolato dall'esperienza calcistica di allenatore ,dal 2010 ha conseguito con il Diploma di allenatore FIGC-UEFA B .Ha allenato In diverse società dilettantistiche sia in settori giovanili che in prima squadra in Campania. Dalla stagione 2013-2014 è stato scelto dalla Federazione italiana Gioco Calcio quale Allenatore Rappresentativa FIGC a Salerno (cat.Allievi), incarico attualmente in essere. Ha seguito allenamenti di numerosi allenatori professionisti tra i quali Delio Rossi, Zdeneck Zeman, Roberto Breda per trarre spunto e confronto al fine di migliorare la propria metodologia di lavoro.Ha partecipato a diversi stage, seminari e master calcistici professionali.

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Un like a Resto al Sud

 ATTENZIONE 

Si avvisano tutti i gentili utenti di www.restoalsud.it e delle nostre pagine Social che, per motivi non dipendenti dalla nostra volontà, stanno arrivando email contenenti virus informatici dall’indirizzo di posta elettronica di Resto al Sud che invitano ad aprire un file compresso *.zip contenente un virus (riconosciuto ed eliminato comunque dai migliori antivirus), simulando una risposta ad una mail propria o di terzi ed inserendo il testo del mittente per intero.
Vi esortiamo quindi a STARE MOLTO ATTENTI alle email di questo tipo e a non aprire mai l’allegato in esse contenuto.
Grazie mille e buona giornata.

Top