253mila italiani che vivono nel Regno Unito

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Londra – 1.800 italiani al mese chiedono di registrarsi all’Aire, il registro degli Italiani nel Regno Unito.

Il conto dei residenti è salito a 235mila, +71% rispetto del 2013 scorso secondo la Fondazione Migrantes.

Sono i numeri ufficiali rilasciati dal Consolato Generale d’Italia a Londra nel messaggio di auguri da parte del Console Generale Massimiliano Mazzanti (goo.gl/BnSDBY) che cita “una “comunità “reale” che è stimabile in oltre mezzo milione di connazionali”.

E’ la più grande d’Europa e la seconda nel mondo.

La Capitale inglese conferma numeri record: per le recenti elezioni del Parlamento Europeo, gli elettori italiani sono stati 180mila, divisi in 75 sezioni. Le prossime elezioni saranno quelle dei #Comites: per votare bisogna iscriversi entro il 18 marzo.

Ogni mese il Consolato – che è il “Comune” degli Italiani in Inghilterra – rilascia 1.600 passaporti, oltre 350 fogli di viaggio, 2.400 variazioni anagrafiche e 8.000 comunicazioni ai Comuni.

C’è anche un boom di nascite registrate.

Il Console ricorda che “si tratta, tuttavia, di numeri che mettono quotidianamente a dura prova una struttura che – a fronte delle chiusure degli Uffici consolari di Manchester e Bedford – non è, invece, aumentata per numero di dipendenti, ma che ha profuso ogni possibile sforzo per far fronte alla pressione crescente di una comunità italiana in drammatico incremento”.

Tra le iniziative per migliorare i servizi, il sistema di registrazione online all’AIRE e la prenotazione telefonica, l’anagrafe digitale, una guida sul servizio passaporti e il servizio “Primo Approdo” per i giovani appena arrivati in UK.

Francesca Marchese

E' una giornalista professionista freelance. Vive e lavora a Londra, dove si occupa di progetti di comunicazione per aziende ed enti culturali. A Catania ha scritto di cronaca per l'agenzie di stampa Italpress, ed ha collaborato con quotidiani cartacei ed online. Ha curato per "RadioCatania" il programma "Catania Report Economia" e per quattro anni è stata un volto del telegionale "PrimaLineaTg" di Telecolor. Il suo Speciale "Emanuele: la sua Facoltà" è stato finalista nel 2009 del Premio Ilaria Alpi nella sezione Giovani. Ha ricoperto il ruolo di ufficio stampa per enti regionali e nazionali. E' un'appassionata di tecnologia, startup, media digitali e food. Le sue passioni sono il cinema ed viaggi, porta sempre con sé l'identità della Sicilia. Vorrebbe scrivere ogni giorno una buona notizia sui beni culturali dell'Isola.

Comments (4)

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    gbravin

    11 Gennaio 2015 - 09:55

    ….Sono oltre VENTIMILA all’anno. Perché fuggono dall’Italia? Ovviamente il console non se lo chiede, come non menziona gli altri consolati ancora aperti e funzionanti….

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    Gabriele

    11 Gennaio 2015 - 23:37

    Una precisazione: l’AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero) non è specifica del Regno Unito, bensì è mantenuta da ciascun Comune italiano, dietro dichiarazione spontanea trasmessa al Comune di provenienza dell’espatriato da parte dei vari Consolati italiani nel mondo.

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      gbravin

      12 Gennaio 2015 - 08:01

      Principalmente è una questione di possibilità di trovare lavoro! La questione fiscale è molto ridotta e marginale. Inoltre, un residente in UK sa come vengono spesi i soldi pubblici, in Italia NO. In GB, se condannati, c’è la certezza della pena. Se un parlamentare spende male i soldi pubblici, anche se equivalenti pochi euro, viene inquisito (noleggio videocassette) ma potrei continuare con altri casi.

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