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2800 assunzioni per gestire il Recovery plan

La ministra per il Mezzogiorno, Mara Carfagna, è stata ascoltata in audizione, sul Recovery Plan, dalle Commissioni riunite Bilancio e Politiche dell’Unione europea di Camera e Senato.

Assunzioni per la gestione del recovery

Per la gestione dei progetti del PNRR verranno avviate a brevissimo le selezioni con una procedura rapida per 2800 assunzioni: “Il governo ha avviato la procedura per l’assunzione di 2.800 figure specialistiche da destinare alle Regioni, alle Città Metropolitane ed ai Comuni, nonchè all’Amministrazione centrale, per dare supporto nell’attuazione delle misure ed azioni progettuali che partiranno nei prossimi mesi”. Lo ha detto la ministra per il Sud, Mara Carfagna, nel corso di un’audizione in parlamento sul Piani di ripresa e resilienza. “Si tratta – ha aggiunto – dell’avvio di un più ampio processo di assunzioni, che vuole essere rigenerativo, per costruire un nuovo rapporto di fiducia, tra l’apparato pubblico ed i cittadini e le imprese. La buona riuscita delle varie programmazioni, risiede infatti nella capacità di garantire l’adozione di atti e provvedimenti in tempi certi e brevi.

Non solo fondi dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza 

La notizia è buona per il nostro mezzogiorno qualora la capacità di spesa e la burocrazia non si mettessero di traverso: “il Sud intercetta il 50% degli investimenti, con punte dell’84% per la manutenzione stradale” ha spiegato il ministro. Si era parlato del 34 per cento delle risorse del Recovery Plan, ma in realtà “tra opere ferroviarie, sistemi stradali e aeroportuali ” la quota  disponibile dovrebbe essere molto più alta.  “Entro il 2029 andranno spesi gli oltre 80 miliardi previsti per i programmi europei per la coesione 2021-2027, mentre la programmazione dei 73 miliardi del fondo per lo sviluppo e la coesione (nella formula 80 sud, 20 resto del paese), si estende fino al 2032.” “In conclusione- ha aggiunto Carfagna – la quota di interventi al Sud sarà superiore alla sua quota di popolazione, rispetto al totale nazionale”.

 Per il Meridione, questo significa , escluso il PNRR, circa 100 miliardi di risorse disponibili su un orizzonte temporale di pochi anni. Programmarli è un impegno gravoso, saperli investire e spendere sarà una vera e propria responsabilità storica che le istituzioni si assumono nei confronti del paese e soprattutto delle generazioni future”.

Alle risorse per il Mezzogiorno sarà riservata invece  una attenzione speciale nel PNRR, infatti ci sarà un capitolo specifico dedicato al Sud, non previsto originariamente:”Non sarà una missione ad hoc, nè una semplice messa in rassegna di numeri e stime, quanto piuttosto una costruzione ragionata, strategica e costantemente monitorata attraverso la quale il PNRR dovrà sviluppare in concreto l’obiettivo della crescita del Mezzogiorno, delle sue condizioni di benessere, sostenibilità sociale ed ambientale, competitività economica”, ha detto la ministra.


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