';

Assegno unico per i figli, a luglio al via una formula transitoria: ecco come sarà
14 Mag 2021 15:00

  • A luglio parte una forma sperimentale dell’assegno unico universale per i figli
  • In questa prima fase l’importo potrebbe essere mediamente di 100 euro
  • Dal 2022 poi partirà la formula piena fino a 250 euro per ogni figli

L’assegno unico per i figli partirà a luglio ma non con la formula piena. La versione completa partirà dal 2022 perché, dovendo accorpare le altre misure previste per i figli (sono sei in tutto, per esempio le detrazioni per i figli a carico), quest’anno sarebbe stato impossibile il passaggio.

Altri nodi da sciogliere per il governo sono evitare effetti distorsivi, oppure che ci siano famiglie penalizzate, oltre alla preparazione dei Caf per le richieste.

Misura transitoria

Da luglio a dicembre ci potrebbe essere quindi una sorta di misura transitoria per riconoscere a tutte le famiglie un bonus che sarà comunque inferiore alla misura che partirà dal 2022.

L’importo mensile

A disposizione per questo bonus ci sarebbero 3 miliardi di euro, più 4,7 miliardi risparmiati dagli assegni familiari (che non verrebbero più erogati): significa che si potrebbero dare mediamente 100 euro al mese per ogni figlio. Che arriverebbero a 250 euro al massimo dal 2022.

Dunque, per quest’anno resteranno le detrazioni fiscali per i figli a carico, così come rimarranno attive fino al 31 dicembre almeno anche le vecchie misure a sostegno dei genitori , come il bonus bebé e il premio alla nascita.

Assegno unico figli: a chi spetterà

L’assegno unico universale, proprio perché si chiama “universale” spetterà a tutte le famiglie con figli (dal settimo mese di gravidanza a 21 anni) senza distinzione tra lavoratori dipendenti ed autonomi. Dovrà essere modulato sulla base della condizione economica del nucleo familiare, come individuata attraverso l’indicatore della situazione economica equivalente (Isee) o sue componenti, tenendo conto dell’età dei figli a carico e dei possibili effetti di disincentivo al lavoro per il secondo percettore di reddito nel nucleo familiare.

Compatibilità con altre misure

L’assegno sarà inoltre pienamente compatibile con la fruizione del reddito di cittadinanza, non sarà considerato per la richiesta e per il calcolo delle prestazioni sociali agevolate, dei trattamenti assistenziali e di altri benefìci e prestazioni sociali previsti da altre norme in favore dei figli con disabilità. Anche le borse di lavoro volte all’inclusione o all’avvicinamento in attività lavorative di persone con disabilità non saranno considerate ai fini dell’accesso all’assegno e per il suo calcolo.

Assegno unico e figli disabili

Sarà previsto un importo maggiorato rispetto agli importi standard in misura non inferiore al 30 per cento e non superiore al 50 per cento per ciascun figlio con disabilità, con maggiorazione graduata secondo le classificazioni della condizione di disabilità. L’assegno sarà riconosciuto anche dopo il compimento dei 21 anni età, qualora il figlio con disabilità risulti ancora a carico.


Dalla stessa categoria

Lascia un commento