I giornalisti sotto assedio in terra di Calabria. Ecco i dati

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Il caso “Calabria Ora” ha fatto clamore, suscitando l’interesse dei media nazionali, ma quello che rischia di essere il vero problema dell’informazione calabrese, sono le intimidazioni e le minacce subite quotidianamente dai singoli giornalisti, che rendono la Calabria la prima regione in Italia per intimidazioni verso addetti del mondo dei media.

I dati dell’analisi Demoskopika presentata mercoledì 6 agosto a Catanzaro sono a dir poco allarmanti e non lasciano alcun dubbio su quanto sia grave la situazione.

Infatti, secondo il report, intitolato “Stampa sotto assedio”, presentato da Raffaele Rio di Demoskopika assieme al presidente dell’organismo calabrese di categoria Giuseppe Soluri, nella sede regionale dell’Ordine dei giornalisti della Calabria, la situazione calabrese rivela che fare i giornalisti, soprattutto della carta stampata, non è cosa semplice, anzi…

Oltre il 70% degli atti intimidatori hanno come teatro le province di Cosenza (37,1%) e di Reggio Calabria (36,5%), dove sono stati segnalati in totale ben 65 casi di giornalisti “attaccati” in diversi modi dalla malavita. Poi troviamo le altre province calabresi con Catanzaro (18%), Vibo (5,6%) e Crotone (3,4). Il giornalista che sembra dare più fastidio in terra calabra, è quello che opera nella carta stampata, colpito secondo il rapporto nell’84,5% dei casi; poi troviamo i giornalisti che lavorano per tv e radio, e quelli del Web, i casi di minacce relativi a questi ultimi, vista la diffusione delle testate locali e la presenza di tanti blogger senza troppi peli sulla lingua, stanno via via aumentando con il passare degli anni.

Seppure i giornalisti non siano di frequente vittima di vere e proprie aggressioni fisiche, di certo non è facile operare in una terra dove l’avvertimento “mafioso” è l’arma più usata: il proiettile lasciato sull’auto, la porta di casa “sparata”, la testa di maiale lasciata davanti al portone, proseguendo con tecniche sempre più violente nella semiotica. Tutte azioni che minano a limitare la libertà personale e l’integrità psichica e nervosa dei giornalisti.

Per contrastare questo stato di cose e avviare un dibattito sulla reale condizione di chi opera nel mondo dell’informazione in Calabria, favorendo anche una maggiore attenzione da parte dei media nazionali l’8 agosto, alle ore 17.30, Fnsi e Sindacato Giornalisti della Calabria si sono ritrovati nel Salone delle Feste del Comune di Polistena insieme ai colleghi, agli amministratori locali, ai rappresentanti delle Forze dell’Ordine, per un’iniziativa pubblica.

Tra gli ospiti: il segretario nazionale dell’Fnsi Franco Siddi, il presidente dell’Ordine dei giornalisti della Calabria, Giuseppe Soluri, il presidente della Conferenza Episcopale Calabra, monsignor Salvatore Nunnari, il vicario generale della Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi e referente di Libera per la Piana di Gioia Tauro, don Pino Demasi, il sindaco di Polistena, Michele Tripodi, il sindaco di Gerace, Pino Varacalli. Accanto ai vertici della Fnsi, anche Nicola Gratteri, procuratore aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria.

Rocco Sicoli

Dopo anni passati tra la scrivania e il laboratorio, come redattore di riviste del settore ICT, ho deciso di tornare alla mia più grande passione: la comunicazione. Dal 2009 mi occupo di comunicazione politica sul campo, diventando campaign manager di una sfida molto ardua, radicare un nuovo soggetto fuori dagli schieramenti classici in una terra difficile come la Calabria. Assieme agli altri partner di Imaginifica studio le reti di influenza sociale e la creazione di nuovi immaginari. Credo nell'analizzare il contesto e nel trattare ogni scelta come qualcosa di matematico. La vera sfida oggi è comprendere il valore delle conversazioni online e questo l'obiettivo dei miei studi.

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