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I ventimila falsi invalidi della Sicilia

Percepiva ogni mese due pensioni di invalidità e un’indennità di accompagnamento: 1.400 euro in totale. All’Inps risultava cieco e zoppo, ma era tutto falso. Sotto accusa è finito Michele M. (57anni) un pescivendolo del mercato di Ballarò a Palermo. Il suo banco è uno dei più frequentati da residenti e turisti. La truffa è stata scoperta dal nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Palermo che gli contesta assegni percepiti indebitamente dal 2007 per un totale di 70 mila euro. Soldi che ora dovranno essere restituiti, anche se il falso invalido risulta nullatenente. Gli accertamenti vanno avanti anche in altre direzioni perché il caso del pescivendolo palermitano potrebbe anche non essere isolato.

L’uomo aveva ottenuto certificati e permessi: agli atti ci sono timbri e firme di medici e strutture sanitarie, ma i professionisti interpellati hanno negato di aver apposto quelle firme. Anche la calligrafia sembra sia stata copiata dall’originale. Pure su questo punto le indagini proseguono. Negli ultimi sei anni le forze dell’ordine siciliane hanno scoperto un buco di 200 milioni nella casse pubbliche dovuto ai falsi invalidi. I numeri parlano chiaro: in Sicilia si stimano più di 20 mila falsi invalidi secondo le cifre fornite dal Centro Pio La Torre. Solo ad Agrigento, nelle scorse settimane ne sono stati individuati 150.

Per i vertici del nucleo di polizia tributaria, “la tutela della spesa pubblica ha lo stesso peso della lotta all’evasione fiscale”. E il numero eccessivo di falsi invalidi crea il sospetto che in Sicilia si sia creato, da anni, un sistema ben strutturato, dove chi percepisce indebitamente l’assegno sia solo la punta dell’iceberg di una truffa ai danni dello Stato molto ben radicata.


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