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La #Calabria migliore è con #MassimoBray

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Che modo di iniziare la settimana: mi ha chiamato l’ex ministro dei Beni Culturali, il carissimo Massimo Bray per dirmi, angosciato, che non sapeva se sarebbe riuscito a venire a La Guarimba perché la camorra di #Carditello, ancora una volta, lo ha minacciato.

Bray è stato, di gran lunga, il miglior ministro dei Beni culturali di questo Paese.

Proprio il riscatto di Carditello, la reggia borbonica saccheggiata e sfigurata dalla Camorra, è il simbolo del suo lavoro, e di un altro modo di guardare al paesaggio e al patrimonio storico e artistico della nazione.

Sono tra l’onorato e triste perché conosco il lavoro di Massimo e la sua sensibilità che dimostra anche in questi piccoli gesti; perché è uno che il suo lavoro lo fa bene e per il bene comune.

Per questo sta scomodo a tanti.

Le scimmie calabre ti stiamo vicine, Massimo, perché la cultura sì che può cambiare le cose.

Perché se mettiamo insieme i puntini, possiamo creare una forza inarrestabile che sarà sempre sfidata ma non vinta.

Giulio Vita

Sono un calabrese cresciuto all'estero, dentro una bolla di tradizioni italiane che faceva entrare poche cose dal Venezuela, il paese che ci aveva ospitato. Per fortuna, crescendo, alcune cose le ho assorbite e sono diventato quello che oggi sono: un calabro-venezuelano ad hoc. Due anni fa ho deciso di tornare nella terra dei miei nonni per fare La Guarimba, un festival di cinema internazionale, a ingresso libero e senza nessun complesso d'inferiorità, con la voglia di far conoscere al mondo Amantea, il paesino delle mie radici, e ospitare qui registi, produttori e amanti del cinema. L'idea è iniziata a Madrid, in mezzo alla crisi e la paura di non avere un futuro. Il primo anno abbiamo trovato il mitico Arena Sicoli, un cinema di 938 posti all'aperto che era abbandonato da un bel po', e così ci siamo messi a lavorare insieme alla comunità e abbiamo rimesso a posto il cinema per poter fare la prima edizione del festival. Adesso stiamo preparando la terza edizione, dopo tante disavventure e tante cose belle. In questo processo ho imparato un bel po' di cose sulla terra dove vivo e la progettazione culturale in generale e vorrei condividerle soprattutto per i calabresi che stanno pensando che il successo è altrove, quando qui c'è tutto da costruire.

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